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La sera del 29 dicembre ho conversato con gli studenti del liceo “Pacinotti” di Cagliari, invitato dal loro docente di filosofia, Ettore Martinez. La discussione si è tenuta sulla rete IRC, ed ha riguardato alcuni temi della pedagogia libertaria. Con il consenso degli studenti, riporto qui la conversazione integrale. Spero che loro o gli altri visitatori di questo laboratorio (l’invito è ai miei ex studenti) vogliano continuarla usando i commenti a questo post. In particolare mi piacerebbe che il confronto riguardasse la domanda che ho posto alla fine della conversazione: come dovrebbe essere per voi una scuola per essere autenticamente democratica? E’ possibile anche fissare un appuntamento in rete per discuterne “in diretta”.

* Now talking in #pacinottiquartae
* Topic is ‘Discussione pedagogica’
* Set by Martinez!~etymar@adsl-ull-169-210.49-151.net24.it on Tue Dec 29 20:57:13
@Maugeri e si!
Naciketas ’sera
@Martinez Salutiamo Antonio
* Martinez sets mode: +o Naciketas
@vale4e buonasera
* Naciketas is now known as antoniovigilant
@Maugeri buonasera
@surf buonasera
@Martinez] Chi manca ancora?
[@antoniovigilant] ollà, sono diventato op
[@antoniovigilant] in genere quando usavo mirc mi bannavano
[@Maugeri] professore ilaria e giuseppe mi hanno detto di avvisarla che hanno il computer fuori uso
[@sabri] buonasera
[@Martinez] Bene ragazzi
[@surf] ok cri ormai è arrivata
[@Martinez] allora a casa di matteo (surf) c’è un gruppetto e così pure a casa di Eleonora (Maugeri)
[@antoniovigilant] va bene
[@surf] noi siamo pronti
[@Maugeri] anche noi
[@sabri] anche io
[@vale4e] anche io
[@Martinez] Allora per rompere il ghiaccio vorrei dire che Antonio è un pedagogista ma che adesso sto leggendo un libroche ha appena scritto su Gandhi Continua a leggere

Oltre

Questo laboratorio didattico è nato cinque anni fa senza troppe pretese: volevo semplicemente vedere che sarebbe successo se avessi portato i miei studenti a discutere in rete. Non mi spettavo molto. E invece la reazione è stata per certi versi sorprendente. Fin dall’inizio – allora insegnavo ad Apricena – lo strumento ha suscitato curiosità, interesse, perfino appassionamento. In cinque anni abbiamo discusso di tutto, dall’amore alla filosofia orientale, dai diritti degli animali al potere, dai matrimoni tra omosessuali alla pratica del salasso. Più di centotrenta discussioni, più di quattromila commenti.
Il tempo passa e le cose cambiano. E’ la legge della vita. Gli studenti che discutevano qui cinque anni fa ora sono all’Università. Io stesso sono cambiato. Il mio affetto per gli alunni, la passione ed il divertimento legati al mio lavoro sono immutati, ma sempre più ho avvertito, nell’ultimo periodo, il bisogno di tempo per dedicarmi ad altre cose che pure considero importanti. Di qui la decisione di lasciare la scuola per qualche anno; decisione che segna anche la fine di questo blog – o almeno la sua sospensione.
Sapete che detesto la retorica, soprattutto quella degli addii. Vi dico solo grazie, e vi auguro ogni bene.

Il male

Lo scorso 11 novembre a Rimini quattro ragazzi hanno dato fuoco a un clochard (barbone) che dormiva su una panchina. Secondo le testimonianze di quelli che lo conoscono la vittima, Andrea Severi, è un uomo mite, che non ha mai dato fastidio a nessuno. I responsabili dell’atto sono stati individuati ed arrestati. Hanno tra i 19 e i 20 anni. Dopo aver bruciato il clochard si sono vantati con gli amici ed hanno raccontato la loro impresa alle fidanzate, che probabilmente l’hanno trovata divertente.

Dovevi vederlo il barbone dentro al fuoco… Gli ho buttato addosso tutta la benzina che avevo. Lui non fiatava, dormiva…. Dovevi vederlo. Le fiamme che si alzavano. E quello lì che fa uno scatto e poi casca dritto… Avessi visto come si dimenava, urlava, quante fiamme! Poi siamo dovuti scappare…

avrebbe detto agli amici uno dei quattro, quello che materialmente ha gettato la benzina sul clochard.
Ieri pomeriggio ho seguito un po’ un dibattito televisivo su questo fatto di cronaca. Un commentatore diceva che non sono normali, un altro al contrario affermava definirli anormali è pericoloso, perché può portare a giustificarli, e vanno invece considerati come dei normalissimi balordi. Io ho qualche difficoltà, di fronte a cose del genere. Mi trovo spiazzato, non so che dire. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensate voi. Perché, secondo voi, accadono cose del genere?

Classi ponte

classiponte

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha rilanciato ieri, durante la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’idea di creare a scuola della classi-ponte per i figli degli immigrati. Si tratta di una proposta della Lega Nord che dovrebbe favorire l’apprendimento della lingua italiana da parte dei ragazzi stranieri, inserendoli in classi in cui sono presenti solo stranieri e in cui si insegna in particolare la lingua italiana. Secondo Berlusconi ciò non comporta alcuna discriminazione, ma è “una cosa logica e doverosa a vantaggio dei bambini e delle maestre”. Molti invece criticano la proposta, sostenendo che in questo modo gli stranieri vengono trattati in modo diverso dagli italiani. Mariapia Garavaglia, ad esempio, ha commentato: “Siamo convinti che per i bambini non sia in nessun modo educativo vedere il proprio vicino di banco sottoposto a un trattamento discriminatorio che lo potrebbe segnare per sempre”. Altri hanno notato che il modo migliore per un bambino straniero per imparare la lingua italiana è quello di stare insieme agli altri bambini italiani.
Voi cosa ne pensate?

Discussione rivolta alla classe 1A.

L’alcool

peroni

Mi avete chiesto di parlare di alcool, ed accetto molto volentieri, perché penso che si tratti di un tema importante di cui non si discute abbastanza. Basta ricordare i dati dell’ultimo Rapporto annuale sulle tossicodipendenze: nel 2007 in Italia sono morte 517 persone per droga, contro le 24.000 persone morte per alcool. Di fronte a questi dati, resta incomprensibile il comportamento delle autorità, che perseguono il consumo e la vendita di droghe anche leggere e non muovono un dito per frenare la diffusione di sostanze che provocano danni ben più consistenti. Non solo: molto spesso gli enti pubblici finanziano iniziative per la diffusione degli alcolici (in classe ho fatto l’esempio della manifestazione “Calici di stelle” di Lucera). Ultimamente il ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, ha perfino detto che bisognerebbe consentire alla gente di farsi la grappa in casa: e questo in un paese in cui chiunque venga trovato in casa con una sola pianta di cannabis rischia il carcere.
Una traccia per la discussione può essere la seguente:
- il nostro/vostro rapporto con l’alcool (come, quando e quanto beviamo)
- la diffusione dell’alcool nel nostro ambiente (chi, quando e quanto beve)
- la motivazione (perché si beve)
- che fare?

Discussione per la classe 1D.

Nell’immagine: una vecchia pubblicità della Birra Peroni.

Degrado

caladelfico1La foto che vedete (ripresa dal sito manfredonia.net) non riguarda un paese del terzo mondo. E’ stata scattata alcuni giorni fa a Manfredonia, in via Cala del Fico. In altri casi lo stesso giornale on-line ha documentato il degrado del Lungomare del sole, che è molto bello, ma deturpato periodicamente da persone che frantumano, imbrattano, insultano la poesia e la bellezza del luogo.

Non è, sia chiaro, un problema solo di Manfredonia. Fotografie simili si potrebbero scattare a Foggia, e non solo in periferia, ma anche in centro (c’è una discarica a cielo aperto a pochi metri del Palazzo della Provincia).

Che sensazioni suscitano in voi queste immagini? Vi sembra che sia una cosa grave, o vi lascia più o meno indifferenti? Perché, secondo voi, da noi accadono queste cose ed altrove no (o in forma non così grave)? E che cosa è possibile fare per evitare che accada?

Discussione indirizzata alla classe prima.

Durante l’ultima lezione di psicologia sociale (mi rivolgo alla terza) abbiamo cominciato a studiare le attribuzioni, le “etichette” che appiccichiamo agli altri nel tentativo di spiegare il loro comportamento, ma che in alcuni momenti possiamo applicare anche a noi stessi. Le attribuzioni si trovano spessissimo negli articoli di giornale: nel riferire fatti di cronaca, il giornalista quasi sempre suggerisce una interpretazione, attribuendo al protagonista della vicenda caratteristiche che possono far apparire il suo atto come grave o, almeno in parte, scusabile. Continua a leggere

Il 25 aprile

Venerdì prossimo è il 25 aprile, e voi non verrete a scuola. Si tratta di una festività un po’ diversa dalle altre: come il 1 maggio, non è una festa religiosa, ma politica. Questo vuol dire che non si festeggia un momento significativo della storia sacra, ma qualche fatto importante della nostra storia sociale e politica. Sapete cosa si festeggia il 25 aprile? A quale fatto storico fa riferimento questa data? E, se lo sapete, questa festa ha qualche significato per voi?

Vi ho letto in classe qualche pagina dei Pensieri di Marco Aurelio, uno dei libri più belli riconducibili allo stoicismo. Voglio proporvi ora quattro sentenze tra le 
più belle di quel libro (la traduzione è di Maristella Ceva):

1.
Vivere è un’arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti (VII. 61)

2.
Scava dentro di te; dentro è la fonte del bene, e può zampillare inesauribile, 
se continuerai a scavare (VII, 59).

3.
La perfezione del carattere consiste in questo: vivere ogni giorno come se fosse 
l’ultimo, senza agitazione e senza inerzia, senza finzione (VII, 69).

4.
Adattati alla sorte che ti è toccata, e ama gli uomini tra cui ti è toccato vivere, ma amali veramente (VI, 39).

Provate a commentarle, tutte o solo quelle che vi coinvolgono di più.

Nel giorno della festa della donna non vi regalo mimose, ma vi invito a fare un gioco. Immaginate di essere in Parlamento. Non in visita, voglio dire: immaginate di essere deputate e senatrici. Il gioco consiste in questo: dovete presentare una proposta di legge per migliorare la condizione delle donne in Italia. Se preferite, potete presentare anche una interrogazione parlamentare. Una interrogazione parlamentare è una domanda con la quale un deputato o senatore si rivolge ad un ministro chiedendogli di dare chiarimenti in Parlamento su un fatto specifico. Nel vostro caso, dovete chiedere chiarimenti su qualche fatto o situazione che riguardi le donne in Italia – ad esempio su qualche episodio di discriminazione sul lavoro di cui siete venute a conoscenza.Se volete, potete anche indicare il partito da cui proviene la vostra proposta
di legge. Potete anche creare partiti che non esistono attualmente in Parlamento.
Nell’immagine: Picasso, Due donne che corrono sulla spiaggia.

gandhi.jpg

Mercoledì scorso vi ho parlato di Gandhi, in occasione della presentazione di un libro che ho tradotto e curato. Purtroppo il poco tempo a disposizione non mi ha permesso che un assaggio, o poco più. Vi stavo parlando della concezione del sarvodaya, quando è suonata la campana. Marilyn ieri mi ha chiesto quando avremmo ripreso quel discorso. Possiamo farlo qui, con una o più discussioni dedicate a Gandhi.
Una idea molto importante per Gandhi è quella della povertà volontaria (aparigraha). Per Gandhi è possibile realizzare la giustizia e l’uguaglianza nella società solo se si rinuncia volontariamente a ciò che non è indispensabile. Nel mondo esistono risorse sufficienti per sfamare e far sopravvivere tutti. Queste risorse tuttavia diventano insufficienti, se alcuni vogliono troppo. Dove ci sono alcuni ricchissimi, che vivono in abitazioni lussuose e mangiano in grande abbondanza cibi prelibati, devono esservi anche necessariamente altri che sono poverissimi, vivono in tuguri e non hanno di che mangiare. Naturalmente il discorso è valido anche (e soprattutto) su scala planetaria: alla ricchezza di alcuni paesi (come l’Italia) corrisponde sempre la povertà di altri.
Ascoltiamo Gandhi:

“La perfetta realizzazione dell’ideale di non possesso richiede che l’uomo debba, come gli uccelli, non avere un tetto sopra la testa, nessun abito e nessuna riserva di cibo per l’indomani. Avrà certo bisogno del suo pane quotidiano, ma procurarlo sarà compito di Dio, e non suo. Solo un esiguo numero di persone, se mai ce ne fosse, può raggiungere questo ideale. Ma noi comuni ricercatori non dobbiamo sentirci respinti dalla sua apparente impossibilità. Dobbiamo invece tenere questo ideale costantemente davanti a noi, e alla sua luce esaminare criticamente le cose in nostro possesso e cercare di ridurle. La civilizzazione, nel senso reale del termine, consiste non nella moltiplicazione, ma nella intenzionale e volontaria riduzione dei bisogni. Solo questo porta alla vera felicità e appagamento, e accresce la capacità di servizio” (Lettera a Narandas Gandhi dal carcere di Yeravda, 29 agosto 1030.)

Vi sono dunque, per Gandhi, due cose:
- La realizzazione piena dell’ideale di non possesso, che è possibile solo a pochi uomini straordinari. Francesco d’Assisi era uno di questi, ma lo stesso Gandhi visse senza possedere praticamente nulla.
- La realizzazione parziale dell’ideale, adatta a tutti. Noi non siamo Francesco d’Assisi né Gandhi, ma possiamo ragionare sulle cose che possediamo o acquistiamo e chiederci se sono realmente necessarie, e quale è il loro costo umano per i poveri.
Ciò è in netto contrasto con un messaggio che riceviamo mille volte al giorno: che bisogna acquistare, acquistare il più possibile. Tempo fa lo Stato trasmise anche una pubblicità, nella quale invitava ad acquistare per far “girare l’economia”. Voi che ne pensate? E’ meglio acquistare il più possibile, o è più ragionevole limitarsi a soddisfare i bisogni essenziali?

Come forse saprete, quest’anno ho presentato un progetto sulla cultura dei Rom (gli zingari), che si chiama “Romano Drom. Le vie dei Rom”. Ho creato anche un blog legato al progetto, che si chiama Djelem Djelem! Commentando la creazione del blog ed il progetto, un certo Caesar ha scritto:

Ebbene si miei cari amici, in quanto a virtude e coraggio insegnatomi dai fasti di un tempo, io figlio di Eracle, che ebbi i natali da Sparta, in quanto Tarantino, invito coloro che si definiscono ITALIANI alla guerra contro questa gente di MERDA…iniziate a dar fuoco ai forni una volta sterminata queste bestie di SATANA..figli di sodoma e gomorra!!!!

E’ il lavoro che parla in voi, non il dogma idiota o la chiesa intollerante, anche se rossa, è il lavoro che ha consacrato nelle trincee il suo diritto a non essere più fatica, miseria o disperazione, perchè deve diventare gioia, orgoglio, creazione, conquista di uomini liberi nella patria libera e grande oltre i confini ^(Benito Mussolini, Discorso del Dalmine, 20 marzo 1919, in “Tutti i discorsi – anno 1919)

Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza… ed è con queste e in queste parole che invito il popolo ITALIANO a ricordare i propri fasti, e a suggellare la propria grandezza, sbattendo fuori questa gente di merda dalla nostra NAZIONE.
Gente senza Dio, ignorante della grandezza del nostro popolo in grado solo di distruggere quanto è stato creato da millenni di storia, cultura, arte, letteratura, questi ANIMALI vanno squoiati e bruciati con la loro violenza, bestialità e ignoranza!!!!!!!!!!
Questo Blog è una vera merda…notizie sui romerda?!Perchè mio saccente NAPOLETANO non provi ad acculturarti con la storia e l’arte ITALIANA, posso cosigliarti il RINASCIMENTO ITALIANO una delle più importanti tracce storiche del pianeta terra…mai l’uomo ebbe così lustro come in quest’epoca, Raffaello, Leonardo….ma scusa….hai ragione! perchè parlare della mia ITALIA quando puoi comodamente parlare di ciò che più inclaza sui TG! è più “commerciale” parlare di questa “multiculturale” condizione invece di parlare della tua NAZIONE..o sbaglio?

Vi invito a commentare il commento di Caesar. Naturalmente potete anche dire che siete d’accordo con lui.

La felicità

aristotele1.jpgIn terza stiamo studiando Aristotele. Abbiamo seguito la sua ricerca sulla felicità, nell’Etica Nicomachea. Per Aristotele la felicità piena consiste nella virtù della parte migliore dell’anima. Poiché la parte migliore dell’anima (e dell’uomo) è l’intelletto, la felicità consisterà nella contemplazione, che è l’attività più completa dell’intelletto:

Quest’attività è infatti la più alta; infatti l’intelletto è tra le cose che sono in noi quella superiore, e tra le cose conoscibili le più alte sono quelle a cui si riferisce il pensiero. Ed è anche l’attività più continua; noi infatti possiamo contemplare più di continuo di quanto non possiamo fare qualsiasi altra cosa. Pensiamo poi che alla felicità debba essere congiunto il piacere e si conviene che la migliore delle attività conformi a virtù è quella relativa alla sapienza; sembra invero che la filosofia apporti piaceri meravigliosi per la loro purezza e solidità; ed è logico che il corso della vita sia più piacevole per chi conosce che non per chi ancora ricerca il vero. E l’autosufficienza di cui abbiamo parlato si troverà soprattutto nell’attività contemplativa. Infatti è pur vero che dei mezzi necessari al vivere hanno bisogno sia il sapiente, sia il giusto, sia gli altri uomini; tuttavia, una volta che siano stati provvisti sufficientemente di essi, il giusto ha ancora bisogno di persone ch’egli possa trattare giustamente e con le quali esser giusto, similmente anche l’uomo moderato e il coraggioso e ciascuno degli altri uomini virtuosi; l’uomo sapiente, invece, anche da se stesso potrà contemplare, e ciò tanto più, quanto più è sapiente; forse è meglio se ha dei collaboratori, ma tuttavia egli è del tutto autosufficiente. Inoltre sembra che l’attività contemplativa sia la sola ad essere amata per se stessa; infatti da essa non deriva alcun altro risultato all’infuori del contemplare, mentre dalle attività pratiche ricaviamo sempre qualcosa, più o meno importante, oltre all’azione stessa. (Etica Nicomachea, libro X, 7, 1177 a-b).

Occhio e croce, direi che non molti di voi sono d’accordo con Aristotele. Ed allora proviamo a rifare la ricerca dal principio: in cosa consiste la felicità?

Nell’immagine: Aristotele. Particolare de La scuola dei filosofi di Raffaello.

Djelem

La prossima settimana cominceremo il progetto Romano Drom. Le vie dei Rom. Ho creato un blog nel quale saranno raccolti gli appunti delle lezioni e notizie ed approfondimenti sui Rom e la loro cultura. Il blog si chiama Djelem Djelem! ed è ovviamente aperto a tutti.

Dio e Auschwitz

Domenica 27 è il giorno in cui in Italia si celebra la giornata della memoria. Poiché cade di domenica, la nostra scuola osserverà domani un minuto di silenzio in ricordo delle persone – ebrei, zingari, omosessuali – che sono state vittime della follia nazista.
E’ bene ricordare Auschwitz, ma è bene anche, e soprattutto, pensare Auschwitz. Cosa niente affatto facile, perché si tratta di pensare l’impensabile, di interrogarsi sulla possibilità di ciò che pare impossibile.
Auschwitz pone anche interrogativi non facili dal punto di vista religioso. Perché Dio ha permesso Auschwitz? Perché tante preghiere sono rimaste non ascoltate nei campi di concentramento? Le risposte possibili sono tre: Continua a leggere

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