La felicità

In terza stiamo studiando Aristotele. Abbiamo seguito la sua ricerca sulla felicità, nell’Etica Nicomachea. Per Aristotele la felicità piena consiste nella virtù della parte migliore dell’anima. Poiché la parte migliore dell’anima (e dell’uomo) è l’intelletto, la felicità consisterà nella contemplazione, che è l’attività più completa dell’intelletto:

Quest’attività è infatti la più alta; infatti l’intelletto è tra le cose che sono in noi quella superiore, e tra le cose conoscibili le più alte sono quelle a cui si riferisce il pensiero. Ed è anche l’attività più continua; noi infatti possiamo contemplare più di continuo di quanto non possiamo fare qualsiasi altra cosa. Pensiamo poi che alla felicità debba essere congiunto il piacere e si conviene che la migliore delle attività conformi a virtù è quella relativa alla sapienza; sembra invero che la filosofia apporti piaceri meravigliosi per la loro purezza e solidità; ed è logico che il corso della vita sia più piacevole per chi conosce che non per chi ancora ricerca il vero. E l’autosufficienza di cui abbiamo parlato si troverà soprattutto nell’attività contemplativa. Infatti è pur vero che dei mezzi necessari al vivere hanno bisogno sia il sapiente, sia il giusto, sia gli altri uomini; tuttavia, una volta che siano stati provvisti sufficientemente di essi, il giusto ha ancora bisogno di persone ch’egli possa trattare giustamente e con le quali esser giusto, similmente anche l’uomo moderato e il coraggioso e ciascuno degli altri uomini virtuosi; l’uomo sapiente, invece, anche da se stesso potrà contemplare, e ciò tanto più, quanto più è sapiente; forse è meglio se ha dei collaboratori, ma tuttavia egli è del tutto autosufficiente. Inoltre sembra che l’attività contemplativa sia la sola ad essere amata per se stessa; infatti da essa non deriva alcun altro risultato all’infuori del contemplare, mentre dalle attività pratiche ricaviamo sempre qualcosa, più o meno importante, oltre all’azione stessa. (Etica Nicomachea, libro X, 7, 1177 a-b).

Occhio e croce, direi che non molti di voi sono d’accordo con Aristotele. Ed allora proviamo a rifare la ricerca dal principio: in cosa consiste la felicità?

Djelem

La prossima settimana cominceremo il progetto Romano Drom. Le vie dei Rom. Ho creato un blog nel quale saranno raccolti gli appunti delle lezioni e notizie ed approfondimenti sui Rom e la loro cultura. Il blog si chiama Djelem Djelem! ed è ovviamente aperto a tutti.

Dio e Auschwitz

Domenica 27 è il giorno in cui in Italia si celebra la giornata della memoria. Poiché cade di domenica, la nostra scuola osserverà domani un minuto di silenzio in ricordo delle persone – ebrei, zingari, omosessuali – che sono state vittime della follia nazista.
E’ bene ricordare Auschwitz, ma è bene anche, e soprattutto, pensare Auschwitz. Cosa niente affatto facile, perché si tratta di pensare l’impensabile, di interrogarsi sulla possibilità di ciò che pare impossibile.
Auschwitz pone anche interrogativi non facili dal punto di vista religioso. Perché Dio ha permesso Auschwitz? Perché tante preghiere sono rimaste non ascoltate nei campi di concentramento? Le risposte possibili sono tre: Continua a leggere “Dio e Auschwitz”

Il papa contestato

Lo scorso giovedì 17 gennaio papa Benedetto XVI avrebbe dovuto tenere un discorso in occasione della inaugurazione dell’anno accademico della università “La Sapienza” di Roma. La visita è invece stata annullata a seguito di numerose contestazioni. A protestare contro la presenza del papa era stato, fin dal novembre dello scorso anno, il grande fisico Marcello Cini, con una lettera al Magnifico Rettore nella quale notava che una tale visita è discutibile sul piano formale, perché la teologia non si insegna nelle università dello stato, e pertanto una lezione magistrale con contenuti teologici non ha senso, ed avrebbe conseguenze “devastanti” sul piano sostanziale, perché rappresenterebbe un passo ulteriore nel tentativo di Ratzinger di sottomettere la ragione alla fede, considerando le scienze “come ambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale alla quale esse dovrebbero essere subordinate”. Continua a leggere “Il papa contestato”