Un seminario sulla violenza

18 Ottobre 2013

Tema: “Che cos’è la violenza?”.

Dal primo giro di interventi è emersa la distinzione tra due tipi di violenza: quella fisica e quella psicologica. La violenza entra in campo quando una persona viene sottovalutata e non vengono rispettati i suoi diritti. La violenza è una forma di superiorità e chi compie una violenza si sente superiore. Una delle ragioni per cui si compie violenza è il timore. La violenza è far del male sia mentalmente che fisicamente ed arreca alla vittima un trauma, non solo fisico ma anche psicologico.

La seconda domanda cui abbiamo cercato di rispondere è stata: “Quando c’e violenza fisica?”. La violenza fisica comporta sempre una violenza mentale. La violenza fisica si manifesta in situazioni di disagio, paura e senso di inferiorità. Abbiamo cercato di riflettere sulle cose o per meglio dire sui gesti che possono essere considerati meno appariscenti. Anche gesti apparentemente poco importanti possono costituire violenza: ad esempio toccare una ragazza,senza il suo permesso, è una violenza. Anche imporre qualcosa che l’altra parte non vuole è una violenza. Ci siamo proposti anche una terza domanda: “Quando c’e violenza psicologica?”. Anche qui sono emersi diversi punti. C’e violenza psicologica quando si fa un insulto, un aggressione verbale, quando si cerca di opprimere il pensiero di qualcuno, anche quando si deride una persona e quando si cerca di manipolare qualcuno. Continua a leggere “Un seminario sulla violenza”

Un seminario sul potere

5E, 10 ottobre 2013

Non si tratta di una registrazione puntuale, ma della sistemazione di appunti presi durante il seminario, che non riportano tutti gli interventi.
In corsivo gli interventi del conduttore.

Tema: Cos’è il potere?

Idris: E’ padronanza di se stessi, degli altri e su qualcosa.
Francesco: E’ quel qualcosa in più che una persona ha e che la rende superiore nei confronti di un’altra persona. Ad esempio i soldi o il potere politico.
Gianmarco: Il potere non è solo dello Stato ma anche del popolo, anche se quest’ultimo passa in secondo piano.
Francesca: Potere è sinonimo di superiorità e quindi è una cosa negativa.
Libera: C’è potere quando qualcuno è superiore. Una persona con i soldi ha potere. Il potere è una cosa che va combattuta.
Daniela: Il potere è una forma di superiorità da tutti i punti di vista.
Valentina: C’è potere quando qualcuno si sente superiore e lo è effettivamente.
Marilena: In esempio di potere è quello politico, che ha un certo tipo di controllo sul popolo, che è invece limitato (per ignoranza, per paura¸ecc.)
Raffaella: Superiorità dovuta al fattore economico dei politici sul Popolo. Ma il potere non è necessariamente negativo, dipende da come lo si usa. Ad esempio la Chiesa fa un uso positivo del potere.
Antonella: Possiamo anche avere una concezione positiva del potere, se chi ne è in possesso aiuta gli atri.
Cinzia: Il potere è nelle mani del Popolo e dello Stato (concezione positiva di potere).
Rosa T.: Chi domina su gli altri non ha coscienza.
Feliciana: Il potere nasce dall’unità.
Veronica: E’ una forma di superiorità su i deboli (economicamente, socialmente ecc)
Giada: è superiore solo chi ha potere.
Marianna: Il potere è innato nel caso in cui un individuo nasce già in un contesto famigliare “potente”, ma nello stesso tempo il potere lo si può acquisire durante l’arco di vita. Continua a leggere “Un seminario sul potere”

Incontro con Francesca Brancati

In quarta abbiamo avviato una sperimentazione del service learning, una pratica che consiste nell’unire l’apprendimento scolastico con il servizio in favore della comunità. Il nostro progetto si chiama “Liberi dalla violenza” ed intende sensibilizzare la comunità giovanile di Manfredonia sulle problematiche della violenza e in particolare della violenza di genere, in collaborazione con la cooperativa Zarchar e la sua presidentessa Annarita Del Vecchio. Nell’ambito delle attività di ricerca legate al service learning abbiamo incontrato Francesca Brancati, attivista per i diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transgender (LGBT). Quello che segue è il resoconto dell’incontro, a cura di Aurora Talamo.

Venerdì 4 ottobre 2013 si è svolto in classe un seminario maieutico, nato dalle problematiche legate all’omofobia, alla presenza di Francesca Brancati, ex studentessa della nostra scuola ed attivista per i diritti LGBT.

Abbiamo innanzitutto cercato di spiegare questa “fobia”,arrivando alla conclusione che si ha sempre paura di qualcosa di cui non si ha coscienza,per questo è utile e indispensabile curare una giusta informazione. Come ogni paura, anche l’omofobia è irrazionale, essa è basata sul pregiudizio e sul preconcetto.

Durante il seminario ci siamo posti un interrogativo: siamo in grado di trattare un argomento importante come questo senza cadere nel tranello dell’ipocrisia?

E’ difficile, ma non impossibile, anche se dilaga tra la gente l’affermazione secondo cui tutti sono essi di fare ciò che vogliono nella loro sfera privata,ma non possono lottare per i proprio diritti pubblici. I gay possono innamorarsi, ma non possono richiedere la legittimità del loro amore. Essi non sono riconosciuti e questa mancanza nega loro un’infinità di diritti come la possibilità di sposarsi o di adottare dei bambini. In aggiunta, crediamo sia utile ricordare la grettezza mentale di certi individui che sono fermamente convinti che un bambino debba piuttosto crescere in un orfanotrofio che non in una famiglia omogenitoriale, perché altrimenti la loro identità di genere potrebbe deviare il bambino e indirizzarlo su una “brutta via”, priva di valori morali. Bisognerebbe semplicemente capire che l’importante per un bambino è essere amato incondizionatamente, indipendentemente dal sesso dei suoi genitori. Continua a leggere “Incontro con Francesca Brancati”

Dieci anni di Muntu

Questo blog-laboratorio didattico è nato il 19 ottobre 2003: dieci anni fa, dunque. In questi dieci anni abbiamo tenuto più di centocinquanta discussioni, con più di cinquemila commenti. Abbiamo parlato di tutto, dalla A di Alcool alla Z di Zapponeta (il paese di provenienza di alcuni studenti).

Se il laboratorio è durato così a lungo, è stato per la passione degli studenti, che non si sono risparmiati nelle discussioni ed hanno fatto di questo luogo uno spazio vivo, interessante anche per i visitatori esterni alla scuola.

In questi dieci anni sono cambiate tante cose.  Nel 2003 i blog erano di moda e non pochi docenti sperimentavano anche il blog didattico. Oggi i blog hanno molto meno successo (Splinder, la piattaforma italiana per la creazione di blog che ha ospitato la prima versione di questo laboratorio, ha chiuso i battenti lo scorso anno), soprattutto per la diffusione dei social network, che hanno cambiato il nostro modo di comunicare. E molti blog didattici hanno smarrito via via l’entusiasmo, fino a chiudere.

Noi continuiamo, con la voglia di capire che ci ha accompagnato in questi anni. Muntu non sarà sempre il luogo virtuale delle nostre discussioni – molte si terranno in aula, nella forma del seminario maieutico di Danilo Dolci -, ma continuerà a documentare il nostro lavoro ed a raccogliere i suoi risultati, importanti o modesti che siano.