Sul perdono

Maria dice che non è possibile perdonare davvero. Io dico che è possibile, anche se molto difficile. Per riflettere sul come del perdono, vorrei proporvi questo pensiero di Marco Aurelio. I Pensieri di Marco Aurelio (intitolati a volte A se stesso o Ricordi) sono un libro bellissimo, che vi consiglio di leggere: uno di quei libri che ti accompagnano per tutta la vita, e ti aiutano ad affrontarla con saggezza.

Ecco dunque cosa dice Marco Aurelio:

«Se qualcuno ti fa un torto, pensa subito quale concezione del bene e del male glielo abbia fatto commettere. Quando avrai così riflettuto, proverai per lui compassione e non sarai più sorpreso né adirato. Perché o hai anche tu la stessa concezione del bene, o un’altra simile, e allora dovrai perdonarlo. Oppure non hai più la sua stessa concezione del bene e del male, e allora ti sarà più facile essere indulgente verso chi ha una visione distorta delle cose» (Pensieri, VII, 26).

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82 pensieri su “Sul perdono

  1. utente anonimo

    Ciao prof. ho letto ciò che avete scritto, e mi ha colpito molto il pensiero di Marco Aurelio in quanto posso dire, che mi rispecchia molto,in modo particolare mi ha colpito la frase dove dice che posso provare compassione per colui che ha sbagliato nei miei confronti, perchè secondo me è propio vero in quanto mi è già capitato di prdonare e ho provato compassione. Spero solo che chi ha ricevuto il mio perdono si sia pentito veramente di ciò che ha fatto, perchè è per questo che riesco molte volte a perdonare la gente. Un altro motivo per cui riesco a perdonare è perchè penso che potrei sbagliare anche io. END BYE BYE

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  2. utente anonimo

    Ciao prof!!!!E’ molto bello quello che hai scritto, e molto realistico.Secondo me nn è impossibile perdonare ma spesso difficile,per le varie situazioni.Per quanto riguarda le mie esperienze personali ho perdonato”VERAMENTE”poche volte nella mia vita,e ti dirò anche se all’inizio ero combattuta,dopo averlo fatto mi sentivo meglio,quindi pur essendo difficile tutti dobbiamo provare a perdonare,però sinceramente,perchè la parola PERDONO è molto Importante.Però nn sono d’accordo su una cosa,cioè che secondo me nn è la compassione che ti spinge a perdonare qualcuno,ma il bene o l’amore che provi per quella persona!

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  3. utente anonimo

    bhe prof ha ragione marco aurelio:perdonare è uno slancio di indiscutibile importanza e perchè no di soddisfazione!io la penso come voi.ritengo che non sia affatto impossibile,dipende da che parametri si utilizzano nel valutare il torto subito.certo a volte è difficile rimarginare completamente la ferita,ti rimane dentro quel pizzico di fastdiosa diffidenza e pur non volendo anche un pò di rabbia se a farti del male è stato qualcuno a cui tenevi davvero!riguardo alla compassione sono d’accordissimo ma penso che preceda o addirittura sopraffagga il perdono.si riesce a perdonare solo quando non subentra questo sentimento perchè riapprocciarsi con una persona che si reputa del tutto incongruente a noi(anche nel concetto base di distinzione da ciò che è bene da ciò che è male)rischia di sfociare nel masochismo!è cmq nella mia natura ottimista pensare che le rarissime volte che si riesce a perdonare davvero siano prova di grande amore e soprattutto di grande maturità!

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  4. utente anonimo

    ciao prof quello ke avete scritto mi è piaciuto molto!cmq perdonare è una cosa bella e senza dubbio dopo aver perdonato ti senti meglio con te stesso e con gli altri,anch’io ho perdonato nn tante volte ma quelle poke volte ke lo fatto mi sentivo un altra e sicuramente ho perdonato solo per amore

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  5. Cara Ivana, avevo spiegato un po’ a Maria che, tra i dieci milioni di difetti che ho, c’è anche quello di non essere molto bravo a perdonare. Però, grazie a Buddha, non tutti sono come me. Ci sono persone che hanno sofferto molto, e tuttavia sanno perdonare davvero, al di là della retorica e dell’ipocrisia di tanti perdoni obbligati.

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  6. utente anonimo

    Ma si! Autolesioniamoci! Piu’ e’ grosso il torto e’ piu e’ grande la nostra capacita’ di perdonare ,al di la’ di quello che abbiamo dentro …e cosi’ che funziona?mmm…sara’!

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  7. Per Alessia: la compassione autentica non è, secondo me, il provare pena per qualcuno (atteggiamento che non è mai privo di qualche disprezzo), ma il sentire che l’errore che ha compiuto l’altro è lo stesso errore che potrei commettere io. Provare compassione vuol dire proprio rendersi conto che l’altro è come noi (o meglio: che noi siamo come gli altri, e non abbiamo alcun diritto di ergerci a giudici), che esiste un cum che ci lega al di là degli errori.

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  8. utente anonimo

    e allora forse più ke alla compassione avrei dovuto parlare proprio di provar pena!prof a volte è proprio inevitabile!per quanto ci si voglia sforzare a COMPRENDERE a volte è un’impresa impossibile!non sto dicendo che io non sbaglio o che parto da questa prospettiva ma vi posso garantire che nel momento in cui si subisce qualcosa da una persona a cui tieni e questa persevera,a questo punto è spontaneo che nasca il dubbio che manchi qualche valore essenziale alla base e principalmente il rispetto!credete che a lungo andare sia giusto continuare a farci del male lottando contro i mulini a vento?per quanto importante possa essere questa persona (o forse la proiezione di essa che ci siamo creati nella nostra mente)a volte non è più importante salvaguardare noi stessi?NECESSARIO!!!

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  9. Sì, sono pienamente d’accordo. ma qui si parla della persona che abbiamo accanto -la quale, se deve stare con noi, occorra che non abbia ogni giorno qualcosa da farsi perdonare, e che susciti in noi qualche entusiasmo: magari anche l’illusione di essere, lui o lei, immune dai limiti che noi stessi abbiamo.
    Diverso è perdonare chi solo per un disgraziato momento ha incrociato la nostra vita: e poi se ne va per la sua strada, portandosi appresso la nostra rabbia.

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  10. utente anonimo

    ma secondo voi il non riuscire a perdonare potrebbe anche voler dire continuare ad amare?infondo secondo me l’unico sentimento che dimostra la cessazione non è l’indifferenza?quidi automaticamente:rabbia,compassione e quant’altro non sono una lampadina d’allarme?

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  11. per Alè:Sono d’accordo con te in quanto io non sarei capace di perdonare una persona solo per compassione,per pena.Se la persona che ho accanto è per me importante la cosa diventerà molto più complicata, e di conseguenza sempre più difficile perdonarla.Io anche a volte sbaglio sarò davvero falsa nel dire il contrario come si dice è umano sbagliare ma fortunatamente mi rendo subito conto dell’errore e cerco immediatamente di farmi perdonare.PERDONARE è un passo troppo grande e probabilmente finora non l’ho mai fatto realmente,li potrei chiamare “piccoli perdoni” per “piccoli sbagli” ma è già una grande cosa.

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  12. non condivido nessuna delle affermazioni fatte..c’e’ chi addirittura ha parlato del fatto che nessuno e’ perfetto…be’….si sa.ad ogni modo io parlavo di perdono interiore…a parole siamo tutti bravi..ma provate a pensarci davvero…chi perdona con il cuore????non siate ridicoli..anche se..o Dio ci sono anche di questi esemplari viventi..ma sono in via di estinzione..perche’ parlare in questo modo …!?lo sappiamo tutti che non e’ facile perdonare un torto..soprattutto se di una persona che amiamo o a cui teniamo molto….e se lo si fa e’ perche’ si e’ costretti..ora nessuno avrebbe il coraggio di fare tale affermazione ..ma e’ indubbiamente cosi’!

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  13. utente anonimo

    PERSONALMENTE SONO UNA CHE NON RIESCE A PERDONARE FACILMENTE PERCHè UNA VOLTA CHE UNA PERSONA MI FA UN TORTO NON LA RIESCO A PERDONARLA SPECIALMENTE A QUELLE PERSONE A CUI SONO PARTICLARMENTE LEGATA.E QUINDI è MOLTO RARO CHE PERDONI

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  14. Per Mary: Ammetti che ci sono degli esemplari che sono capaci di perdonare. Questo vuol dire che perdonare (col cuore, come dici) è possibile. Dovremmo cercare di capire come fanno, e prenderli ad esempio, non trovi?

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  15. utente anonimo

    Il perdono non è un’azione che si decide. E’ una specie di tenerezza che si sente, che nasce da sola, che dilaga da sola, che si può solo ascoltare.
    Come si può, in una vita, non sbagliare mai? E come si può far convivere la poesia di un amore , o la delicatezza di una amicizia, con l’umana debolezza, con la paura di perdersi,con il margine di imperfezione che è nelle cose, con la sofferenza dello scoprirsi imperfetti: con l’errore?
    La poesia ha bisogno del perdono, perchè l’errore non può non esserci, e allora va vinto.Perdonando si vince la bruttezza, si vola al di sopra dell’ errore, e si trasforma la caduta tenerezza,e la ferita- in poesia. Il sentimento non può temere l’imperfezione: è dentro l’imperfezione e nella sua poesia.
    Ma perdono è una parola grande:implica che ci sia un Giusto che subisce e un Ingiusto che ferisce. Quasi sempre, ci sono due esseri che non si sono compresi. Quasi sempre basta un pò di comprensione, per capire che nessuno VOLEVA ferire.C’è bisogno di perdono, quando si capisce che la ferita non era voluta? Si ferisce quasi sempre inconsapevolmente, o inevitabilmente.E allora qui non c’è niente da perdonare, occorre molto meno: solo la comprensione: una spiegazione, una parola -una carezza. Ludò.

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  16. utente anonimo

    che ipocrisia dire: “ho sempre perdonato!”
    ma secondo me anche “non sono mai stata perdonata!” se ci pensassi meglio, dritak, vedresti che qualche occasione particolare ti verrebbe sicuramente in mente!

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  17. utente anonimo

    Il perdono deve esserci.perchè ti permette di mettere in discussione le tue idee.é un gesto che ti pone di fronte la personalità del”cattivo” le sue paure i suoi dubbi e forse anche il motivo del gesto che ha provocato sofferenza…è amore perchè ti chiede in qualche modo sacrificio e tenerezza ciò dovrebbe caratterizzare il mondo che ci circonda!!!!!!

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  18. utente anonimo

    io non perdono facilmente sopratutto se si tratta di tradimenti o da parte del partner o di un amica .ma io presonalmente sono stata perdonata e penso che se dovevo farlo io non lo avrei fatto.ma credo che bisogna anche trovarci in certe situazioni.francy

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  19. utente anonimo

    io penso che perdonare sia un’ardua impresa, ma con forza e coraggio lo si può fare! è difficile far finta che un avvenimento che ci ha fatto soffrire non sia mai successo! a volte, nonostante non sia la scelta giusta mi sento così offesa che mi propongo di non farlo, di rompere definitivamente con l’altro. anche questo è però molto difficile, visto che se abbiamo sofferto per l’azione di qualcuno, vuol dire che gli vogliamo bene! alla fine la conclusione è sempre la stessa e la più giusta!
    a volte purtoppo il nostro orgoglio diventa un ostacolo insormontabile. in altri casi il rancore ci impedisce di riavviare lo stesso rapporto che si era instaurato prima, perchè è stata tradita la fiducia, o solo il cuore! d’altronde dobbiamo sempre tener presente che siamo uomini, possiamo quindi fallire! non esiste essere che non abbia mai avuto bisogno di essere perdonato nel corso della sua esistenza!

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  20. utente anonimo

    …sicuramente è estemamente più facile perdonare quando l’altro riconosce di aver sbagliato! le cose si semplificano! anche chi è iper-adirato diventa più propenso ad andare incontro al “colpevole”! il rapporto si colma di buoni propositi…fino al prossimo errore da parte di uno dei due(o di uno del gruppo).

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  21. nicoletta

    io sinceramente ho sofferto tanto sono una ragazza che non conosce ne l odio ne l invidia ne la cattiveria ma quando qualcuno mi fa del male è come se mi rimane una spina nel cuore è una spece di ferita che non si rimargina mai .Ma con il carattere che ho non riesco a non perdonare.Secondo voi è sbagliato il mio comportamento?

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  22. nicoletta

    a volte mia nonna mi diceva :”Sei una ragazza speciale non tutti hanno il dono di saper perdonare”Lei si rivolgeva a saper perdonare i miei genitori.Ma io ti chiedo come si fa a non perdonarli anche se mi hanno fatto davvero male sono comunque i miei genitori?ris(quando scrivo risp però rispondi prima )

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  23. nicoletta

    quello è il punto sono troppo debole mi rimane comunque il segno della sofferenza questa la manifesto con il mio sgardo con chi mi ha fatto del male con il mio comportamento cioè con la mia dolcezza e la mia compassione per lui o per lei .Non so perchè continua a soffrire forse perchè io non sono capace a fare del male forse perchè sono stufa di quante volte

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  24. nicoletta

    quello è il punto sono troppo debole mi rimane comunque il segno della sofferenza questa la manifesto con il mio sgardo con chi mi ha fatto del male con il mio comportamento cioè con la mia dolcezza e la mia compassione per lui o per lei .Non so perchè continua a soffrire forse perchè io non sono capace a fare del male forse perchè sono stufa di quante volte

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