Schiavitù e caporalato

Vi segnalo questo commento, che altrimenti vi sfuggirebbe, perché riguarda questa vecchia discussione

..ciao a tutt*. Mi chiamo sara e sono una studentessa universitaria che si sta laureando in antropologia, con una tesi proprio sul caporalato in provincia di Foggia e lo sfruttamento della manodopera straniera…ho parlato più volte con antonio vigilante tramite mail e mi ha inviato il link di questo blog:complimenti a tutt*, è veramente ben fatto ed ha stimolato anche me alla discussione. Se volete saperne di più sull’argomento immigrazione, sulla percezione che gli italiani hanno dei lavoratori migranti, su come funziona il sistema del caporalato, chiedete pure…non sono certo un’esperta, solo una persona che da mesi sta studiando questo fenomeno e alla quale farebbe piacere discuterne e condividere con gli altri quello che sta imparando…
in ogni caso buon lavoro
sara
p.s. il simbolo * alla fine delle parole non è un errore di stampa.Per chi non lo sa è un segno convenzionale adottato negli anni 70 per riferirsi contemporaneamente a uomini e donne…

Sarò felice se vorrete approfittarne.

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La qualità della vita a Manfredonia

Gli studenti delli IISS “Mauro del Giudice” di Rodi Garganico hanno scritto una serie di lettere ai sindaci dei loro paesi (Rodi, Vico, Ischitella, Cagnano Varano…) per avviare un dibattito sulla qualità della vita nei paesi del Gargano. Riporto, a mo’ d’esempio, una lettera al sindaco di Ischitella:

Egregio signor Sindaco,
le scrivo per segnalarle alcuni problemi che riguardano Ischitella. Come sappiamo, è un paesino tranquillo sia in inverno che in estate e dato che è molto tranquillo a noi giovani non piace molto. In inverno non c’è movimento, e quindi vorremmo qualche posto per divertirci, per esempio una discoteca o un cinema, così quando c’è brutto tempo non saremmo costretti a rimanere a casa. Un altro punto dolente è questo: in estate è festa le prime due settimane d’agosto, e c’è movimento, e noi ci divertiamo e per questo la ringraziamo, però perché non si fa lo stesso anche nel mese di luglio? E perché le feste in estate incominciano dal primo agosto fino al giorno che viene il cantante e non fino alla fine del mese? Un altro punto è quello di avere una “villa” adeguata anche con un po’ di verde. Vogliamo anche un parco tutto per noi per poter andare a giocare o fare degli incontri con i nostri amici quando è bel tempo. Sempre in estate, soprattutto quando vengono i turisti, perché non si può fare baccano fino a tardi, e si deve smettere sempre a mezzanotte perché a qualcuno dà fastidio? Ma noi siamo giovani e almeno in estate vorremmo avere più possibilità di divertimento, così anche i turisti avrebbero un’idea positiva del nostro paese. Spero che qualcosa possa cambiare nel migliore dei modi.
La ringrazio della sua disponibilità, sperando di ricevere una sua risposta al più presto. Grazie, distinti saluti.
Maria Consiglia Coco Piccolo

(Se volete leggere tutte le lettere, le trovate qui.)

Mi piacerebbe avviare anche su Muntu un dibattito sulla qualità della vita a Manfredonia, Mattinata e Zapponeta. Possiamo farlo usando lo stesso espediente: immaginiamo di scrivere una lettera ai sindaci di questi comuni, prospettando i problemi, facendo proposte per il miglioramento della vita o, se è il caso, complimentandoci per le cose fatte.

Potere di alcuni o potere di tutti?

In queste settimane si discute molto, sui giornali ed in televisione, della nostra classe politica. Molti accusano i politici italiani di essere dei privilegiati, delle persone che fanno il proprio interesse più che l’interesse del paese, e ciò al di là delle differenze di partito. Questo è quanto sostiene un libro di successo: La Casta, di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli). Il sottotitolo – Così i politici italiani sono diventati intoccabili – è eloquente. Gli autori documentano la grande quantità di privilegi economici e di altro genere dei politici italiani, in un periodo in cui agli italiani si chiedono sacrifici e privazioni.
Del malcontento verso la classe politica si è fatto interprete il comico Beppe Grillo, che ha lanciato il V-Day, dove V è l’iniziale di una parola non molto garbata rivolta alla classe politica.
Come abbiamo visto – e come vedremo meglio nelle prossime lezioni -, alcuni sociologi hanno affermato che la classe politica è in effetti una sorta di casta chiusa in sé stessa. Teorici come Vilfredo Pareto, Gaetano Mosca e Robert Michels ritengono che in qualsiasi sistema politico, sia esso un regime dittatoriale o una democrazia, il potere è sempre saldamente nelle mani di una élite, mentre la gente è effettivamente esclusa da qualsiasi potere reale. Da questo punto di vista, la differenza tra democrazia e non democrazia appare vaga.
In Italia c’è stato un pensatore che ha sostenuto l’esatto contrario. Nel dopoguerra, Aldo Capitini ha sviluppato la teoria dell’omnicrazia, intendendo con questa parola il potere di tutti. Secondo Capitini, la democrazia, che è un progresso notevole rispetto al regime fascista, è ancora insufficiente. Nella democrazia la gente va a votare per scegliere chi comanda, e la propria attività politica finisce qui. Ciò non è sufficiente, per Capitini. Bisogna che il popolo eserciti ogni giorno il proprio potere. Un potere effettivo, e non simbolico.
Voi che ne pensate? Considerate possibile la realizzazione del potere di tutti, o credete che sia inevitabile che il potere sia nelle mani di pochi? E nel primo caso, in che modo a vostro avviso è possibile realizzare il potere di tutti?

La vignetta è di Mauro Biani.