Potere di alcuni o potere di tutti?

In queste settimane si discute molto, sui giornali ed in televisione, della nostra classe politica. Molti accusano i politici italiani di essere dei privilegiati, delle persone che fanno il proprio interesse più che l’interesse del paese, e ciò al di là delle differenze di partito. Questo è quanto sostiene un libro di successo: La Casta, di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli). Il sottotitolo – Così i politici italiani sono diventati intoccabili – è eloquente. Gli autori documentano la grande quantità di privilegi economici e di altro genere dei politici italiani, in un periodo in cui agli italiani si chiedono sacrifici e privazioni.
Del malcontento verso la classe politica si è fatto interprete il comico Beppe Grillo, che ha lanciato il V-Day, dove V è l’iniziale di una parola non molto garbata rivolta alla classe politica.
Come abbiamo visto – e come vedremo meglio nelle prossime lezioni -, alcuni sociologi hanno affermato che la classe politica è in effetti una sorta di casta chiusa in sé stessa. Teorici come Vilfredo Pareto, Gaetano Mosca e Robert Michels ritengono che in qualsiasi sistema politico, sia esso un regime dittatoriale o una democrazia, il potere è sempre saldamente nelle mani di una élite, mentre la gente è effettivamente esclusa da qualsiasi potere reale. Da questo punto di vista, la differenza tra democrazia e non democrazia appare vaga.
In Italia c’è stato un pensatore che ha sostenuto l’esatto contrario. Nel dopoguerra, Aldo Capitini ha sviluppato la teoria dell’omnicrazia, intendendo con questa parola il potere di tutti. Secondo Capitini, la democrazia, che è un progresso notevole rispetto al regime fascista, è ancora insufficiente. Nella democrazia la gente va a votare per scegliere chi comanda, e la propria attività politica finisce qui. Ciò non è sufficiente, per Capitini. Bisogna che il popolo eserciti ogni giorno il proprio potere. Un potere effettivo, e non simbolico.
Voi che ne pensate? Considerate possibile la realizzazione del potere di tutti, o credete che sia inevitabile che il potere sia nelle mani di pochi? E nel primo caso, in che modo a vostro avviso è possibile realizzare il potere di tutti?

La vignetta è di Mauro Biani.