Il problema del senso

In queste prime settimane dell’anno scolastico teniamo le nostre discussioni in classe. Quando l’orario si sarà definito e conosceremo l’esatta disponibilità del laboratorio di informatica le sposteremo su questo blog. Quella che segue è, intanto, una sintesi delle discussioni tenute fino ad ora. Il tema è, grosso modo, quello del senso della vita: anche se, dopo il film dei Monty Python, ho qualche difficoltà ad usare questa espressione. Continua a leggere “Il problema del senso”

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Teorema

Se tutto va bene*, domani vedremo Teorema di Pier Paolo Pasolini. Se tutto va benissimo, tra una settimana o due potrete scrivere qui le vostre osservazioni sul film.
Di Pasolini non sapete nulla; conoscete però Socrate. Ecco, Pasolini è stato una specie di Socrate contemporaneo, capitato nella confusa, inquieta, mobile, spregiudicata Italia della seconda metà del Novecento: che è poi l’Italia di cui siamo figli. E’ stato un grande scrittore, Pasolini, e un grande regista, e un grande poeta: ma è stato soprattutto la più grande coscienza critica del suo tempo, colui che ha visto e denunciato con chiarezza e coraggio le vergogne del potere. Come Socrate, ha pagato con la vita questo suo coraggio. Non riuscendo a metterlo a tacere con ben trentatré processi, il potere – imparete, spero, a concretizzare questa parola astratta – ha abbandonato il suo cadavere all’Idroscalo di Ostia. Era la notte tra l’uno ed il due novembre del 1975. Trent’anni fa.
Teorema uscì nel 1968, una data significativa, come sapete. Parla di una famiglia borghese che entra in contatto con un ospite misterioso e ne viene sconvolta. Chi sia questo ospite, e quale sia il significato della sua venuta, è la questione che il film lascia allo spettatore.

* E invece tutto è andato male: proiezione sospesa per mancanza di spettatori (sciopero). Ci riprovo la settimana prossima.

Benvenuti a Durkheimplatz, anno III

Benvenuti a Durkheimplatz, anno III. Quest’anno poche novità: niente lezioni on-line, ché non ha molto senso, mi pare, far lezione via blog (e certi testi sui quali mi piace far lezione sono in un altro sito, Muntu; qui, piuttosto, qualche approfondimento o qualche lettura), la grafica è quella solita, la partecipazione dei visitatori è, come sempre, ben accetta. Una novità minima è questa: useremo come guida per le nostre discussioni due testi, Il genitore consapevole di Alexander Neill per la classe terza e L’elogio della fuga di Henri Laborit per la quarta. Poiché troppo mi piace muovermi liberamente, non è vincolante l’aderenza a questi testi; se e quando vorremo potremo discutere d’altro.

Al lavoro, dunque: e buon divertimento.