Un nuovo modello per la scuola?

comenius

In classe abbiamo analizzato questa immagine, tratta dall’Orbis sensualium pictus di Comenio. Si tratta di una semplificazione efficace di quello che potremmo considerare il modello tradizionale della scuola. C’è il maestro il cui potere è evidenziato dalla cattedra, una sedia quasi regale, rialzata rispetto al resto dell’aula, mentre la sottomissione degli studenti è chiara dal loro essere seduti su dei semplici sgabelli. Alcuni studenti parlano tra loro: il testo che accompagna l’immagine dice che per loro sono adatti i due strumenti che si trovano a sinistra, la virga e la ferula. Davanti al maestro c’è un libro aperto: e la centralità del libro è un altro dei caratteri fondamentali della scuola tradizionale. Continua a leggere “Un nuovo modello per la scuola?”

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I poveri scrivono a Cristo

Stiamo cominciando lo studio del pensiero di Comenio, il grande teologo, filosofo e pedagogista boemo. Tra le sue opere giovanili ve n’è una molto singolare: Le lettere al cielo  (Listové do nebe), pubblicate in lingua ceca nel 1619. In quest’opera i poveri scrivono a Cristo per lamentarsi del loro stato e chiedere maggiore giustizia. A loro volta i ricchi scrivono per accusare i poveri di pigrizia. Cristo risponde agli uni e agli altri, e conclude annunciando la prossima fine del mondo ed il giudizio universale.
Nella lettera di Cristo in risposta alle lamentele dei poveri si legge:

“Gradireste uguaglianza tra tutti nei beni e nelle ricchezze, e che io non concedessi a uno più che all’altro. Ma riflettete voi su quel che dite, e comprendete voi che così facendo vi spingete al di là di quel che vi spetta, che ponete le vostre opinioni al posto della guida divina? Rispondete a questa mia domanda: sono forse tutte le giornate dell’anno egualmente serene e calde? E vorreste pretenderlo? E ancora: sono forse tutti gli alberi egualmente alti? Hanno essi tutte le foglie della stessa grandezza? portano forse eguali frutti? Oppure alcuni, essendo completamente privi di frutti, sono diversamente utili? Hanno forse tutti i fiori lo stesso profumo? Dovrebbero forse essere tutti dello stesso colore? Converrete, forse, che la diversità e la varietà in queste cose sono cagione [= causa] di nobiltà e ragione della saggezza divina. E allora? Dio non deve forse attuare la sua saggezza per la sua creatura più nobile? […] Come l’argilla nelle mani del vasaio è formata a suo piacimento, così il Creatore, che ha nelle mani l’uomo, lo tratta a suo giudizio. Oserà forse dire l’argilla al vasaio: Perché mi tratti così? Perché di me hai fatto questo e non quest’altro? Badate, miei cari, che la vostra lingua s’allontani dalla bestemmia!”. (Comenio, Scritti teologici e artistici, a cura di A. Cosentino e A. Wildovà Tosi, Claudiana, Torino 1999, pp. 48-49.)

In sostanza, Cristo dice che la disuguaglianza nella società non è differenza dalla disuguaglianza osservabile nella natura, e fa parte del piano divino. Non è possibile chiedere che sia sempre primavera: allo stesso modo, è bene che i poveri accettino il ruolo che Dio ha assegnato loro.

Una posizione non troppo diversa si trova nel Catechismo della Chiesa Cattolica, dove si legge che esistono differenze nella distribuzione dei “talenti” tra gli uomini, che sono volute da Dio:

“Tali differenze rientrano nel piano di Dio, il quale vuole che ciascuno riceva dagli altri ciò di cui ha bisogno, e che coloro che hanno « talenti » particolari ne comunichino i benefici a coloro che ne hanno bisogno. Le differenze incoraggiano e spesso obbligano le persone alla magnanimità, alla benevolenza e alla condivisione; spingono le culture a mutui arricchimenti” (par. 1937; ma è da precisare che le differenze eccessive sono considerate inique e pertanto contrarie al Vangelo nel successivo paragrafo 1938).

Che ne pensate? Considerate le disuguaglianze sociali come un male necessario, che serve all’armonia della società, oppure credete possibile una società senza disuguaglianze?