Schiavitù e caporalato

Vi segnalo questo commento, che altrimenti vi sfuggirebbe, perché riguarda questa vecchia discussione

..ciao a tutt*. Mi chiamo sara e sono una studentessa universitaria che si sta laureando in antropologia, con una tesi proprio sul caporalato in provincia di Foggia e lo sfruttamento della manodopera straniera…ho parlato più volte con antonio vigilante tramite mail e mi ha inviato il link di questo blog:complimenti a tutt*, è veramente ben fatto ed ha stimolato anche me alla discussione. Se volete saperne di più sull’argomento immigrazione, sulla percezione che gli italiani hanno dei lavoratori migranti, su come funziona il sistema del caporalato, chiedete pure…non sono certo un’esperta, solo una persona che da mesi sta studiando questo fenomeno e alla quale farebbe piacere discuterne e condividere con gli altri quello che sta imparando…
in ogni caso buon lavoro
sara
p.s. il simbolo * alla fine delle parole non è un errore di stampa.Per chi non lo sa è un segno convenzionale adottato negli anni 70 per riferirsi contemporaneamente a uomini e donne…

Sarò felice se vorrete approfittarne.

I nostri schiavi…

Avrete sentito parlare, spero, di un reportage giornalistico pubblicato la settimana scorsa sull’Espresso. Un giornalista, Fabrizio Gatti, ha fatto finta di essere un immigrato clandestino ed è venuto a Foggia a cercare lavoro come raccoglitore di pomodori. Quello che ha documentato ha dello scandaloso: persone costrette a lavorare per ore ed ore con un salario da fame, picchiate se protestavano, letteralmente ridotte in schiavitù. Un rumeno al quale spezzano entrambe le braccia e che, quando va in Questura per denunciare la cosa, viene arrestato perché clandestino. Tutto questo non in qualche lontano paese del terzo mondo, ma nelle nostre campagne. Intanto, la polizia polacca ha diffuso i nomi e le foto di 119 persone scomparse. Continua a leggere “I nostri schiavi…”