Silvio Antoniano e la punizione dei fanciulli

Abbiamo visto in classe (3A) che Silvio Antoniano ritiene opportuna, anzi doverosa, la punizione fisica dei bambini. Vi riporto per intero il capitolo 5 del libro III dei Tre libri dell’educatione christiana dei figliuoli:

Del batter i fanciulli

Cosi come le Città, per bene, et quietamente conservarsi, adoprano il premio, et la pena; con l’uno eccitando la virtù, et con l’altra reprimendo il vitio; così possiamo dire, che il medesimo sia necessario nel governo della casa, che è à guisa d’una piccola Città. Et per tanto non si deve negare, che conviene, che il padre di famiglia, che tiene il luogo del magistrato, adopri la verga, et il flagello, per correttione de i figliuoli, ò per ritirarli dal male, ò per incitarli al bene. Habbiamo nella scrittura santa varii luoghi, che confermano questa sentenza, et spetialmente ne i Proverbii di Salomone, libro pieno di ottimi ammaestramenti, per la materia de i costumi. Dice adunque il Savio in un luogo in questa forma; Qui parcit virgae odit filium suum, qui autem diligit illum instanter erudit, cioè il padre che perdona alla verga, cioè si astiene dal batter il figliuolo, lo ha in odio; perche quantunque gli para di amarlo, fa nondimeno contra il vero bene del figliuolo, et però seguita il Savio, dicendo; ma chi veramente lo ama lo castiga, et corregge sollecitamente. Continua a leggere “Silvio Antoniano e la punizione dei fanciulli”

Annunci

Libertà e uguaglianza

Jean-Jacques_Rousseau

Scrive Jean-Jacques Rousseau nel Contratto sociale:

Se si cerca di stabilire in che cosa precisamente consiste il bene più grande di tutti che deve essere il fine di ogni sistema legislativo, si troverà che si riduce a questi due principali oggetti: libertà e uguaglianza. Libertà, perché ogni dipendenza particolare è altrettanta forza sottratta al corpo dello Stato; uguaglianza, perché la libertà non può sussistere senza di essa.

Ho già detto che cos’è la libertà civile; riguardo all’uguaglianza, non bisogna intendere la parola come se significasse che i gradi di potere e di ricchezza devono essere esattamente gli stessi, ma, quanto al potere, nel senso che esso non deve giungere a nessuna violenza e deve sempre esercitarsi sulla sola base del grado e delle leggi; quanto alla ricchezza, che nessun cittadino deve essere abbastanza ricco da poterne comprare un altro, e nessuno tanto povere da esser costretto a vendersi.

Cosa ne pensate?