L’amore al tempo degli Egizi

Come ogni altro aspetto della vita umana, l’amore varia nel tempo e nello spazio. Esistono un amore greco, omosessuale ma anche platonico (in cui, cioè, l’attrazione per il bello è fattore di elevazione spirituale), un amore romantico esasperato e passionale, un amore orientale in cui la fisicità è coltivata con forme raffinate di erotismo (pensate al Kamasutra indiano) ed un amore ebraico-cristiano che al contrario colpevolizza ogni rapporto fisico e lo finalizza alla procreazione; e così via. Esiste tuttavia anche un linguaggio universale dell’amore, che attraversa i secoli ed i paesi: è il linguaggio che fa sì che poesie scritte migliaia di anni fa possano consegnarsi ai lettori di oggi con sorprendente freschezza.

I versi che seguono si trovano in un papiro egizio risalente al Regno Nuovo (intorno al 1580 a.C.):

Quando passai vicino a casa sua,
trovai il portone spalancato:
il mio amato stava accanto a sua madre,
tutti i suoi fratelli e sorelle erano con lui.
Il cuore di tutti quelli che si fermavano sulla strada,
s’infiammava d’amore per lui,
il giovane perfetto e senza eguali,
l’amato, dalle scelte qualità.
Mentre passavo, mi guardò:
fui felice,
col cuore contento, con grande gioia.
Ero sola per rallegrarmi,
perché avevo visto il mio amato.
Ah, se sua madre conoscesse il mio cuore!
se questo le venisse subito in mente!
O Dorata*,
metti ciò nel suo cuore:
allora mi affretterò verso il mio amato,
lo bacerò davanti ai suoi,
non avrò vergogna della gente,
ma mi rallegrerò della loro considerazione,
perché tu mi riconoscerai.
Farò una festa alla mia dea
– batte il mio cuore fino ad uscire –
perché faccia ch’io veda il mio amato,
questa notte:
è così bella, quando passa!

(E.Bresciani, Letteratura e poesia dell’antico Egitto, Einaudi, Torino 1999, p.457)

* La dea dell’amore, Hathor

Otto bisogni segreti

Nel 1957 Vance Packard, un docente di giornalismo all’Università di New York, pubblicò I persuasori occulti (pubblicato in Italia da Einaudi), un volume che ha fatto epoca, nel quale denunciava l’alleanza tra pubblicitari e psicologi per manipolare i consumatori ed indurli all’acquisto (non solo di beni di consumo: Packard rilevava la presenza di strategie simili nel campo politico). La conoscenza delle aspirazioni, dei bisogni, delle pulsioni umane non è al servizio del miglioramento individuale e sociale, ma serve a facilitare l’acquisto del prodotto che si intende diffondere. Continua a leggere “Otto bisogni segreti”

Spot pubblicitari

L’ultima tendenza della pubblicità è quella di dare risalto immediato al prodotto, senza costruirvi intorno una storia o un intero mondo di immagini. Intervistato dalla Repubblica (23 ottobre 2003), il creativo Fulvio Talamucci afferma: “Quando c’è una contrazione dei consumi, si tende a offrire il prodotto senza tanti fronzoli, e la comunicazione [ti sembra adeguata questa parola?] si riduce. E’ entrato in crisi il consumo per il consumo.” E Lele Panzeri, art director, aggiunge: “Oggi dobbiamo rinunciare a quella patina di glamour, a quella ‘gioia dei consumi’ – espressione orribile ma necessaria – che dovrebbe essere nel DNA della pubblicità.”

Individuate questa tendenza negli spot pubblicitari trasmessi dalla tv.

Risorse:

Art Director Club Italiano