L’assistente sessuale per persone con disabilità

L’Olanda ha deciso di offrire alle persone fino a dodici interventi di assistenza sessuale. Si tratta di incontri con professionisti/e che aiutano la persona disabile a scoprire e vivere la propria sessualità. In Italia esiste un progetto, LoveGiver, che intende diffondere la cultura dell’assistenza sessuale. Nel sito del progetto la figura dell’assistente sessuale è presentata come segue:

L’assistente sessuale è un operatore professionale (uomo o donna) con orientamento bisessuale, eterosessuale o omosessuale che deve avere delle caratteristiche psicofisiche e sessuali “sane” (importanza di una selezione accurata degli aspiranti assistenti sessuali).
Attraverso la sua professionalità supporta le persone diversamenteabili a sperimentare l’erotismo e la sessualità. Questo operatore, formato da un punto di vista teorico e psicocorporeo sui temi della sessualità, permette di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico/cognitiva a vivere un’esperienza erotica, sensuale e/o sessuale. Gli incontri, infatti, si orientano in un continuum che va dal semplice massaggio o contatto fisico, al corpo a corpo, sperimentando il contatto e l’esperienza sensoriale, dando suggerimenti fondamentali sull’attività autoerotica, fino a stimolare e a fare sperimentare il piacere sessuale dell’esperienza orgasmica.

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Adolescenti

Post rivolto alla 2A. Abbiamo fatto una ricerca su un campione di cento adolescenti. I risultati sono nel file allegato. Vi chiedo, rispondendo a questo post, di interpretare i risultati della ricerca. Quali dati vi sembrano più significativi? Quale profilo emerge? Quali delle teorie studiate vi sembrano confermate e quali sconfessate dalla ricerca?

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Uguaglianza o equità?

E’ convinzione diffusa che a scuola i professori debbano trattare tutti gli studenti allo stesso modo, al punto che quando una classe ha l’impressione che questo principio non sia rispettato vi sono proteste e lamentele. Una cosa ugualmente evidente, però, è che non siamo tutti uguali. Questo fatto è sancito anche dalla legge 170, che riconosce agli studenti con disturbi specifici di apprendimento (dislessia, discalculia eccetera) il diritto ad una serie di agevolazioni, come l’uso della calcolatrice durante il compito di matematica o quello delle mappe concettuali durante le verifiche orali. Dal momento che, per ragioni di privacy, un docente non può dire alla classe quali studenti hanno disturbi specifici di apprendimento, accade che i docenti vengano accusati di fare disparità quando applicano la legge, riconoscendo ad alcuni studenti il diritto all’uso di questi strumenti. Continua a leggere “Uguaglianza o equità?”

lapide

La persecuzione degli ebrei a Siena

La lapide dell’immagine si trova accanto alla sinagoga di Siena e racconta uno degli episodi più terribili della storia della città in età moderna. Se volete maggiori informazioni su quel fatto storico potete leggere quest’articolo su Il tesoro di Siena.

A scuola si ricorda ogni anno, nel giorno della memoria, lo sterminio degli ebrei da parte dei nazi-fascisti. Vi è mai capitato, durante la giornata della memoria o in altre circostanze, di studiare a scuola il fatto di cui parla quella lapide? In caso di risposta negativa vi chiedo di riflettere sulle ragioni per le quali ciò non è stato fatto.

Scuola e carcere

Da qualche tempo gira in rete la seguente immagine.

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Ad alcuni l’accostamento tra il carcere e la prigione appare una evidente provocazione ed una forzatura, mentre per altri esistono in  effetti reali analogie tra l’una e l’altro. Voi cosa ne pensate? Scuola e carcere sono due cose radicalmente diverse, che non possono essere confrontate e che nulla hanno in comune, o si tratta di istituzioni simili? In che modo vivete la vostra esperienza scolastica?

Educazione sessuale a scuola

Sul tema dell’educazione sessuale a scuola ci sono due posizioni. Alcuni ritengono che temi delicati come quelli legati alla sessualità debbano essere affrontati dalla famiglia, che è l’unica che ha il diritto di dare ai figli un’educazione sessuale. Altri invece sostengono che il compito spetta alla scuola, che ha le competenze per affrontare il tema in modo scientifico, coinvolgendo magari anche esperti esterni. Voi come la pensate? Ritenete che si debba fare a scuola educazione sessuale, o che sia una cosa che spetta alla famiglia? E nel primo caso, quale è secondo voi il modo migliore per fare educazione sessuale a scuola?