Tolstoj

Tolstoj ha vissuto due vite. La prima è quella dello scrittore di Anna Karenina e di Guerra e pace, considerato unanimemente uno dei più grandi scrittori mai esistiti. La seconda vita comincia a cinquant’anni, dopo una crisi spirituale che lo porta a meditare il suicidio. Ne esce conquistando una nuova prospettiva religiosa, etica e politica. La prospettiva della nonviolenza radicale.
Un documento molto dettagliato sulla crisi spirituale dalla quale scaturisce la seconda vita di Tolstoj è La confessione. A coglierlo fu il senso della inutilità, dell’assurdo, della sofferenza della vita umana. «Non c’è possibilità d’illudersi. Tutto è vanità. Felice chi non è mai nato. La morte è preferibile alla vita, dunque bisogna liberarsi da quest’ultima». La via d’uscita intravista era quella della fede, ma c’era un ostacolo: la fede era presentata come umiliazione della ragione, ed era una condizione che Tolstoj non poteva accettare. La risposta alle inquietudini venne da una lettura assolutamente libera del Vangelo, che lo convinse che la fede irrazionale è una degenerazione dell’autentico cristianesimo, e che il messaggio evangelico è in realtà chiaro, semplice, razionale, e non richiede alcun atto di fede. Continua a leggere “Tolstoj”

Annunci

Giovanni Gentile

Il 15 aprile del 1944 un commando di partigiani fucilò Giovanni Gentile, colpevole di essere stato il filosofo del Regime e di aver aderito poi alla Repubblica Sociale di Salò. Non fu soltanto l’eliminazione fisica del filosofo: da allora quello che è stato uno dei più grandi intellettuali italiani della prima metà del Novecento è stato quasi interamente rimosso dalla memoria, ridotto al ruolo imbarazzante di filosofo ufficiale di un Regime condannato dalla storia. Continua a leggere “Giovanni Gentile”

Orientarsi nella storia della pedagogia

Quest’anno avete iniziato lo studio della storia della pedagogia. Nel triennio studierete l’evoluzione delle concezioni pedagogiche dagli antichi Egizi ad oggi. Ne sentirete di tutti i colori: troverete chi sostiene che i bambini sono tentati dal Diavolo, e perciò bisogna sottoporli al più presto ad un intervento educativo massiccio, e chi afferma che sono naturalmente buoni e vanno sottratti quanto più è possibile all’influsso negativo della società; chi sostiene che bisogna studiare tutto, e chi vuole che la formazione si limiti alle conoscenze utili; chi pensa che l’educazione non debba fare distinzione tra maschi e femmine, e chi invece sostiene che le donne devono ricevere un’educazione minima, giusto l’indispensabile per dedicarsi alla cura della casa: e così via. Continua a leggere “Orientarsi nella storia della pedagogia”