Tolstoj

Tolstoj ha vissuto due vite. La prima è quella dello scrittore di Anna Karenina e di Guerra e pace, considerato unanimemente uno dei più grandi scrittori mai esistiti. La seconda vita comincia a cinquant’anni, dopo una crisi spirituale che lo porta a meditare il suicidio. Ne esce conquistando una nuova prospettiva religiosa, etica e politica. La prospettiva della nonviolenza radicale.
Un documento molto dettagliato sulla crisi spirituale dalla quale scaturisce la seconda vita di Tolstoj è La confessione. A coglierlo fu il senso della inutilità, dell’assurdo, della sofferenza della vita umana. «Non c’è possibilità d’illudersi. Tutto è vanità. Felice chi non è mai nato. La morte è preferibile alla vita, dunque bisogna liberarsi da quest’ultima». La via d’uscita intravista era quella della fede, ma c’era un ostacolo: la fede era presentata come umiliazione della ragione, ed era una condizione che Tolstoj non poteva accettare. La risposta alle inquietudini venne da una lettura assolutamente libera del Vangelo, che lo convinse che la fede irrazionale è una degenerazione dell’autentico cristianesimo, e che il messaggio evangelico è in realtà chiaro, semplice, razionale, e non richiede alcun atto di fede. Continua a leggere “Tolstoj”