Il caporalato

Metto in evidenza l’intervento di Sara nella precedente discussione sul caporalato.

Ciao a tutt*!
Scusate il ritardo ma sono stata occupata con la tesi, che finalmente sembra in dirittura d’arrivo. Per nunzia,queen, e chiunque altr* sia interessato all’argomento, in brevissimo il caporalato consiste in un’azione di intermediazione illegale tra datore di lavoro e braccianti agricoli da parte di questi mediatori, appunto definiti comunemente caporali.In pratica il caporale si occupa di organizzare le squadre di braccianti italiani e stranieri (ora perlopiù Rumeni, Polacchi e Bulgari), prelevandoli dai luoghi dove sono confinati (capannini, case occupate…) molto spesso gestiti dagli stessi caporali; successivamente trasporta i braccianti con macchine o pullmini nell’azienda dove lavorano e torna a riprenderli a fine giornata; se svolge anche la funzione di capo-squadra, allora rimarrà presente sul luogo di lavoro a controllare i braccianti e ad incitarli o rimproverarli, a seconda delle richieste del datore di lavoro. Il punto è che i caporali per svolgere tali “servizi” trattengono una percentuale (solitamente il 20%) sulla già misera paga dei lavoratori, senza contare che spesso percepiscono anche una retribuzione dagli stessi datori di lavoro, e soprattutto quest’azione è un’azione illegale perchè permette al caporale di sostituirsi all’ente pubblico che dovrebbe occuparsi del collocamento, gli attuali Centri per l’Impiego. In tutto questo tram- tram il datore di lavoro riceve numerosi vantaggi perchè rivolgendosi al caporale evita di pagare contributi e spese amministrative necessarie per le assunzioni regolari, o per regolarizzare la posizione giuridica dei braccianti stranieri; il caporale, come abbiamo visto, prende una paga sia dal datore che sottraendola dagli stipendi dei braccianti e i braccianti, soprattutto migranti clandestini, come si può immaginare, ricevono solo svantaggi perchè non hanno alcun mezzo per rivendicare i propri diritti (dal momento che rivolgendosi al sindacato verrebbero licenziati in tronco e quindi dovrebbero immediatamente tornare nei loro paesi) e sono costratti a subire ogni genere di abuso perchè hanno un estremo bisogno di soldi, e sono tenuti sotto ricatto da imprenditori e caporali… Come prima spiegazione mi auguro che sia abbastanza chiara.Colgo però l’occasione per segnalare a tutt* un’incontro a quale siate tutt* invitati proprio sul tema del caporalato e dello sfruttamento della manodopera immigrata nel foggiano, organizzato all’interno di una giornata per i diritti umani che ogni anno organizziamo con la mia associazione, l’Unione Giovanile Troiana.L’incontro si terrà intorno al 29 dicembre a Troia, vi terrò informati di volta di volta sui nuovi sviluppi…
Se vi va, potete dirmi ciò che pensate di questo sistema di sfruttamento che in breve ho cercato di delineare… Richieste di chiarimenti e ogni tipo di curiosità sono ben accette!
Grazie di questo bello spazio
Sara

Ringraziando ancora Sara per la sua disponibilità, vi invito a discutere del problema in tre modi:
– Cercando in rete altre notizie sul caporalato e postandole nei commenti
– Commentando quello che ha scritto Sara
– Facendo domande a Sara per comprendere meglio il fenomeno

La foto, fatta nelle nostra campagne, fa parte del famoso reportage di Fabrizio Gatti Io schiavo in Puglia, pubblicato dall’Espresso (lo trovate qui).

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La porno-prof

Una insegnante di Pordedone è stata sospesa dall’insegnamento perché accusata di avere una doppia vita: a scuola è una docente impeccabile, mentre al di fuori della scuola si dedica a show pornografici (l’ultimo, quello che ha portato al provvedimento di sospensione, è avvenuto ad una fiera dell’eros di Berlino: la donna ha diffuso in internet un video girato alla fiera nel quale compare completamente nuda).
Il Direttore scolastico regionale del Friuli ha motivato la sospensione con il fatto che i  “comportamenti tenuti fuori dalla sede scolastica sono risultati gravi e in contrasto con l’azione educativa”.
A vostro avviso è una motivazione sufficiente per sospendere un docente? Si può giudicare un docente per ciò che fa al di fuori della scuola? La questione è legata ad un’altra: un docente deve limitarsi a spiegare la propria disciplina, o deve essere per voi anche un modello da seguire? Deve solo istruire o deve anche educare?