Un nuovo modello per la scuola?

comenius

In classe abbiamo analizzato questa immagine, tratta dall’Orbis sensualium pictus di Comenio. Si tratta di una semplificazione efficace di quello che potremmo considerare il modello tradizionale della scuola. C’è il maestro il cui potere è evidenziato dalla cattedra, una sedia quasi regale, rialzata rispetto al resto dell’aula, mentre la sottomissione degli studenti è chiara dal loro essere seduti su dei semplici sgabelli. Alcuni studenti parlano tra loro: il testo che accompagna l’immagine dice che per loro sono adatti i due strumenti che si trovano a sinistra, la virga e la ferula. Davanti al maestro c’è un libro aperto: e la centralità del libro è un altro dei caratteri fondamentali della scuola tradizionale.

Naturalmente molte cose sono cambiate. Non ci sono più (solo) le lavagne tradizionali, ma quelle elettroniche; non ci sono più, tranne in qualche liceo classico, le pedane sotto la cattedra; non si usano più la virga e la ferula, per fortuna (anche se le punizioni corporali sono previste ancora in diciannove stati negli Stati Uniti), ma non è probabilmente azzardato sostenere che il rapporto tra insegnanti e studenti resta un rapporto di potere. A dire il vero c’è chi lo nega: alcuni dei libri sulla scuola più diffusi, come L’ora di lezione di Recalcati, dicono che è ormai finita la scuola autoritaria, e ora i docenti cercano di essere amici degli studenti e di compiacerli. E questa è una prima cosa sulla quale vorrei sentire il vostro parere. La relazione tra docenti e studenti è davvero cambiata? Ha davvero smesso, cioè, di essere una relazione di potere?

La seconda cosa che vi chiedo è se per voi questo modello di scuola ha ancora ragione di essere, sia pure modificato e adattato ai tempi, o va abbandonato. E se va abbandonato – e questa è una domanda difficile, lo so – quale modello alternativo possiamo pensare?

[Discussione per la 4A, ma aperta a tutti.]

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17 pensieri su “Un nuovo modello per la scuola?

  1. Alice, Fiamma, Matilde

    Pensiamo che il cambiamento del rapporto tra insegnante e alunno sia cambiato, ma solo parzialmente.
    Ci sono professori disposti a superare il limite di superiorità che il loro ruolo prevede, almeno nella nostra società. Sono proprio questi i docenti con i quali noi studenti ci sentiamo più a nostro agio; le loro ore sono meno stressanti, ma al tempo stesso più produttive poichè questi atteggiamenti accrescono anche il nostro interesse nei confronti delle materie da loro insegnate.
    Nonostante il rapporto professore-alunno stia cambiando nel tempo, noi ragazzi siamo sempre consapevoli che il potere è pur sempre nelle loro mani: dobbiamo tenere presente che i risultati del nostro atteggiamento e rendimento sono subordinati alle loro decisioni, che siano giuste o sbagliate.

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    1. Alice, Fiamma, Matilde

      Sì, capita spesso che le decisioni di un docente, o commenti su di noi non ci sembrino del tutto giuste.
      In questo caso tentiamo di esporre le nostre idee e pensieri, con la consapevolezza che molte volte può essere inutile.

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  2. Eleonora, Giulia p., Sassu.

    Secondo noi il modello tradizionale scolastico dove il potere è completamente nelle mani del professore non è efficace all’apprendimento dello studente durante il suo percorso di vita. Negli ultimi anni le cose sono cambiate, poiché ci sono sempre più professori che vogliono avere un rapporto più aperto con i propri studenti, anche se possiamo sempre trovare insegnanti che hanno, come diciamo noi studenti, il “coltello dalla parte del manico”. Possiamo pensare ad un modello alternativo, dove i ragazzi non vengono giudicati attraverso numeri e dove il rapporto docente-studente sia molto aperto e che sia la mediazione tra il troppo autoritario e la troppa libertà.
    Eleonora, Giulia p., Sassu.

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      1. Eleonora, Giulia p., Sassu.

        preferiamo una situazione dove ci siano entrambi i metodi di insegnamento, poiché come abbiamo detto prima, è meglio avere la via di mezzo dove non ci sia troppa rigidità ma neanche troppa libertà.

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  3. checco

    i professori hanno ancora molto potere sugli studenti anche se ci sono alcuni con i quali è possibile stabilire un rapporto buono e amichevole. tuttavia non sono molti iprofessori aperti al dialogo con gli studenti e che si rendono com,prensivi nei loro confronti

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  4. Anna e Giulio

    Oggi è l’insegnante che decide il tipo di rapporto che ci deve essere tra se e i suoi alunni.
    Fatto sta che è comunque il docente a detenere il potere all’interno della classe.
    Questo modello di scuola secondo noi dovrebbe rimanere tale, adattandolo comunque ai tempi di oggi e a tutti i cambiamenti sociali che sono avvenuti dal 1600 (periodo in cui scriveva Comenio) ad oggi.

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  5. Giulia, Elena, Sofia

    Oggi gli insegnanti tendono a essere meno autoritari rispetto ad anni fa. In precedenza l’utilizzo della frusta e della severità estrema comportava un reazione di paura da parte degli alunni. Essi molto probabilmente infatti tendevano a studiare per timore di essere umiliati o puniti con la violenza fisica. Con il passare del tempo i docenti sono diventati sempre meno autoritari e ciò consegue maggiore tranquillità negli studi e nel frequentare le lezioni. Tuttavia il docente è libero di decidere il modo in cui relazionarsi con i suoi allievi, l’importante è avere rispetto reciproco e non utilizzare metodi che potrebbero scoraggiare o sottomettere gli alunni.

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  6. Eva 18

    Crediamo che il rapporto tra studenti e professori si sia molto ammorbidito nel tempo, conservando tuttavia il principio di autorità del professore. Possiamo constatare, grazie alla nostra esperienza, che l’atteggiamento del professore “moderno” può essere più vicino alle esigenze degli studenti senza privarsi della propria autorevolezza.
    Un modello alternativo alla scuola attuale dovrebbe permettere allo studente di poter fare più scelte anzichè poche e generiche riguardo alle materie di studio.

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  7. Alessandro

    La relazione attuale tra studenti e professori si basa sul metodo di interpretazione del ruolo dell’insegnante da parte di quest’ultimo. A mio parere la scuola, come attività obbligatoria, attualmente non funziona e non vi è modo di farla funzionare, per il semplice motivo che nel 2017 tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno sono ottenibili in pochi secondi,perciò se vi è un effettivo interesse da parte di una persona riguardo qualche ambito essa potrebbe facilmente intraprendere un percorso di autoapprendimento che, in base all’interesse del diretto interessato può durare poche ore come anni. Questa condizione rende l’intero sistema scolastico obbligatorio soltanto una convenzione che mira a mettere pressione e soggezione negli studenti. Nel caso una persona volesse intraprendere un percorso di formazione avanzato su un un determinato argomento la scuola dovrebbe essere sempre una risposta,ma non un’ imposizione. Dalla mia esperienza personale noto ogni giorno professori che amano insegnare, ma sono in parte limitati dalle convenzioni scolastiche e quindi non possono fare ciò che amano nel migliore dei modi, andando così ad influenzare negativamente loro stessi e i propri studenti. Personalmente la maggioranza delle cose che ho imparato nella vita le ho apprese da solo grazie alla mia auto-formazione, e spesso venire a scuola per me significa perdere 5 ore in un luogo perché qualcuno ha detto di farlo. Questa condizione non è stimolante e penso di non essere l’unico che la pensi così. Una possibile soluzione che non rivoluzionerebbe radicalmente il sistema scolastico potrebbe essere quella di non rendere tutte le lezioni obbligatorie per gli alunni, ma solo le verifiche,dato che esse andranno a decretare il fattore “Promosso o bocciato”. In questo modo chi è interessato e ha bisogno di una lezione più approfondita riguardo un certo argomento ha la possibilità di ricevere tale servizio, mentre chi è in grado di prepararsi da solo per un test non è costretto ad andare ad una lezione svogliato. -Alessandro

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  8. Jacopo

    A mio parere il rapporto tra insegnanti e alunni è cambiato molto rispetto a prima, in quanto adesso, come descritto nell’articolo, i professori tendono più di prima ad instaurare rapporti con gli alunni, con cui adesso si relazionano in maniera più autorevole seppur sempre, come è giusto che sia, imponendo la loro autorità e il loro “potere” quando esso risulta indispensabile. Secondo me, rispondendo alla seconda domanda, è necessario modificare il modello scolastico, introducendo le nuove tecnologie (internet, tablet eccetera) in grado di aiutare, incrementare e, perchè no, velocizzare le lezioni, oltre a garantire una spesa ridotta per il materiale scolastico. -Jacopo

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