L’educazione democratica

La sera del 29 dicembre ho conversato con gli studenti del liceo “Pacinotti” di Cagliari, invitato dal loro docente di filosofia, Ettore Martinez. La discussione si è tenuta sulla rete IRC, ed ha riguardato alcuni temi della pedagogia libertaria. Con il consenso degli studenti, riporto qui la conversazione integrale. Spero che loro o gli altri visitatori di questo laboratorio (l’invito è ai miei ex studenti) vogliano continuarla usando i commenti a questo post. In particolare mi piacerebbe che il confronto riguardasse la domanda che ho posto alla fine della conversazione: come dovrebbe essere per voi una scuola per essere autenticamente democratica? E’ possibile anche fissare un appuntamento in rete per discuterne “in diretta”. Continua a leggere “L’educazione democratica”

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Il papa contestato

Lo scorso giovedì 17 gennaio papa Benedetto XVI avrebbe dovuto tenere un discorso in occasione della inaugurazione dell’anno accademico della università “La Sapienza” di Roma. La visita è invece stata annullata a seguito di numerose contestazioni. A protestare contro la presenza del papa era stato, fin dal novembre dello scorso anno, il grande fisico Marcello Cini, con una lettera al Magnifico Rettore nella quale notava che una tale visita è discutibile sul piano formale, perché la teologia non si insegna nelle università dello stato, e pertanto una lezione magistrale con contenuti teologici non ha senso, ed avrebbe conseguenze “devastanti” sul piano sostanziale, perché rappresenterebbe un passo ulteriore nel tentativo di Ratzinger di sottomettere la ragione alla fede, considerando le scienze “come ambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale alla quale esse dovrebbero essere subordinate”. Continua a leggere “Il papa contestato”

Potere di alcuni o potere di tutti?

In queste settimane si discute molto, sui giornali ed in televisione, della nostra classe politica. Molti accusano i politici italiani di essere dei privilegiati, delle persone che fanno il proprio interesse più che l’interesse del paese, e ciò al di là delle differenze di partito. Questo è quanto sostiene un libro di successo: La Casta, di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli). Il sottotitolo – Così i politici italiani sono diventati intoccabili – è eloquente. Gli autori documentano la grande quantità di privilegi economici e di altro genere dei politici italiani, in un periodo in cui agli italiani si chiedono sacrifici e privazioni.
Del malcontento verso la classe politica si è fatto interprete il comico Beppe Grillo, che ha lanciato il V-Day, dove V è l’iniziale di una parola non molto garbata rivolta alla classe politica.
Come abbiamo visto – e come vedremo meglio nelle prossime lezioni -, alcuni sociologi hanno affermato che la classe politica è in effetti una sorta di casta chiusa in sé stessa. Teorici come Vilfredo Pareto, Gaetano Mosca e Robert Michels ritengono che in qualsiasi sistema politico, sia esso un regime dittatoriale o una democrazia, il potere è sempre saldamente nelle mani di una élite, mentre la gente è effettivamente esclusa da qualsiasi potere reale. Da questo punto di vista, la differenza tra democrazia e non democrazia appare vaga.
In Italia c’è stato un pensatore che ha sostenuto l’esatto contrario. Nel dopoguerra, Aldo Capitini ha sviluppato la teoria dell’omnicrazia, intendendo con questa parola il potere di tutti. Secondo Capitini, la democrazia, che è un progresso notevole rispetto al regime fascista, è ancora insufficiente. Nella democrazia la gente va a votare per scegliere chi comanda, e la propria attività politica finisce qui. Ciò non è sufficiente, per Capitini. Bisogna che il popolo eserciti ogni giorno il proprio potere. Un potere effettivo, e non simbolico.
Voi che ne pensate? Considerate possibile la realizzazione del potere di tutti, o credete che sia inevitabile che il potere sia nelle mani di pochi? E nel primo caso, in che modo a vostro avviso è possibile realizzare il potere di tutti?

La vignetta è di Mauro Biani.