Il corpo delle donne

Il corpo delle donne è un documentario di Lorella Zanardo che affronta il tema della visione delle donne diffusa oggi nel nostro paese. Secondo il documentario, le donne in Italia vengono costantemente trattate in modo umiliante, costrette a mostrare ed esibire il loro corpo, ridotte a veline o vallette, escluse dai compiti che potrebbero valorizzarne le capacità e l’intelligenza.

Di seguito il video completo. Mi piacerebbe conoscere le vostre impressioni.

 

Un seminario sulla relazione educativa

Sabato 4 febbraio abbiamo tenuto (in 5A) un seminario maieutico sul tema: Quali sono le caratteristiche di una relazione educativa? Negli appunti che seguono gli elementi che sono emersi.

E’ importante che il rapporto tra educatore ed educando sia un rapporto reciproco. Essi hanno senz’altro ruoli differenti, ma questo non vuol dire che siano su piani differenti. C’è relazione educativa se si mette in comune qualcosa, vale a dire se si comunica in modo profondo. Occorre che entrambi sappiano ascoltare ed ascoltarsi, che si mettano in comune i sentimenti ed anche i vissuti personali. Si può avere una comunicazione del genere solo se c’è una forte fiducia reciproca. Occorre che l’educatore, che spesso è costretto dal suo ruolo, si tolga la maschera e sia sé stesso.
Non si può parlare, per un tale rapporto, di autorità. Il rispetto viene ottenuto dall’educatore non con mezzi impositivi, ma spontaneamente: l’educando lo rispetta per quello che è, perché lo considera degno di stima, e non per il suo ricorso ad atti di dominio. Per questa capacità di ottenere rispetto da parte dell’educatore si può parlare di autorevolezza (1).
Da parte dell’educatore, il rispetto consiste nel non giudicare, nel non censurare opinioni e scelte, nel mostrare un’ampia tolleranza e riconoscimento dell’educando. [Ma tutte le posizioni sono tollerabili e meritano rispetto? Abbiamo lasciato aperta la questione.]
Se tale è il rapporto educativo, le regole non possono essere imposte dall’educatore, ma vanno decise insieme, discusse democraticamente. [Ci sono situazioni, ha notato Matteo, in cui l’educando sceglie l’educatore, ed una volta fatta questa scelta si sottopone alle regole decise da lui. E’ il caso, ad esempio, di chi fa palestra: si affida all’istruttore e ne segue le regole. In questo caso però bisognerebbe parlare di istruzione, più che di educazione.]
In una relazione educativa ognuno impara dall’altro.

Queste dunque le nostre conclusioni. Che sono, naturalmente, provvisorie. Quello che è ancora da pensare è proprio la natura di questo imparare l’uno dall’altro. Che cosa si impara nella relazione educativa? Così caratterizzato, un rapporto educativo può non essere diverso da un rapporto di amicizia e da un rapporto di amore. La differenza è che in un rapporto educativo si impara e ci si educa. Ma cosa vuol dire imparare ed educarsi in una relazione educativa? E’ questa la nostra prossima domanda.

(1) Personalmente non amo questo termine. In certa recente letteratura pedagogica, autorevolezza diventa, mi pare, un escamotage per reintrodurre posizioni sostanzialmente autoritarie.