E’ possibile cambiare le cose?

Nell’ultima discussione sul caporalato mi ha colpito la posizione di alcune di voi. Dite che una tale situazione non è bella né giusta, e tuttavia nessuno può farci nulla, non è possibile cambiare le cose. Non è la prima volta che vi sento dire cose simili. Più volte ho notato in voi una certa rassegnazione, un senso di impotenza e di passività – perché tanto “non ci ascoltano”, perché tanto “è sempre stato così e sempre sarà così”.
Vorrei che ne parlassimo. Pensate davvero che non sia possibile cambiare le cose? E perché?
E se è possibile cambiarle, in che modo è possibile farlo?

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La politica e gli affari propri

Facendo l’elogio della democrazia nella Guerra del Peloponneso di Tucidide, Pericle dice: “Le medesime persone da noi si curano nello stesso tempo e dei loro interessi privati e delle questioni pubbliche: gli altri poi che si dedicano ad attività particolari sono perfetti conoscitori dei problemi politici; poiché il cittadino che di essi assolutamente non si curi siamo i soli a considerarlo non già uomo pacifico, ma addirittura un inutile” (leggi tutto).
Per Pericle, dunque, la cura della cosa pubblica (la politica) non è in contrasto con la cura degli affari privati, ed è una prerogativa irrinunciabile di un cittadino ed uomo completo. Una tesi ben diversa si trova in filosofo antico non identificato, chiamato Anonimo di Giamblico perché un suo scritto è stato rinvenuto nel Protrettico di Giamblico (filosofo platonico vissuto tra il 245 e il 325 circa). Questo filosofo fa l’elogio delle buone leggi (eunomia), affermando che esse consentono lo sviluppo economico, permettendo ai cittadini di disinteressarsi delle faccende pubbliche – cosa sgradevole- e dedicarsi agli affari ed alla vita privata (Anonimo di Giamblico, La pace e il benessere, Biblioteca Universale Rizzoli). Continua a leggere “La politica e gli affari propri”