Ghettizzare gli immigrati? Un chiarimento sul libro di testo

Il libro di testo in uso in una delle prime (Aa. Vv., Il manuale di scienze umane, Marietti) ha un passo che pare discutibile. Ho contattato uno degli autori, il professor Vincenzo Matera dell’Università di Milano Bicocca, per chiedere chiarimenti. Quello che segue è il nostro scambio di email.

Gentile professor Matera,
grazie per la sua disponibilità.

Il nostro dubbio riguarda un passo a pagina 55 del Manuale.
Dopo aver sostenuto che esiste una contraddizione tra appartenenza e presenza dello straniero, poiché “mentre lo Stato nazionale pretende lealtà da parte dei suoi concittadini (…) lo straniero, proprio perché tale, non si sente (o si teme che non si senta) obbligato a rispondere in questo senso”, il testo conclude:

Ciò non sarebbe un problema per gli Stati nazionali se gli stranieri che soggiornano per un periodo limitato, fossero confinabili (spazialmente, ritualmente, giuridicamente).

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I nostri schiavi…

Avrete sentito parlare, spero, di un reportage giornalistico pubblicato la settimana scorsa sull’Espresso. Un giornalista, Fabrizio Gatti, ha fatto finta di essere un immigrato clandestino ed è venuto a Foggia a cercare lavoro come raccoglitore di pomodori. Quello che ha documentato ha dello scandaloso: persone costrette a lavorare per ore ed ore con un salario da fame, picchiate se protestavano, letteralmente ridotte in schiavitù. Un rumeno al quale spezzano entrambe le braccia e che, quando va in Questura per denunciare la cosa, viene arrestato perché clandestino. Tutto questo non in qualche lontano paese del terzo mondo, ma nelle nostre campagne. Intanto, la polizia polacca ha diffuso i nomi e le foto di 119 persone scomparse. Continua a leggere “I nostri schiavi…”

Il Corano a scuola

Martedì scorso l’Unione delle Comunità Islamiche Italiane ha presentato alla Consulta Islamica istituita presso il Viminale la richiesta di inserire nelle scuole italiane l’insegnamento della religione islamica per gli alunni musulmani che non si avvalgono dell’ora di religione cattolica. La proposta è stata accolta con favore dal cardinale Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che ha affermato: “Se ci sono delle necessità, se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare loro la religione. Questo è il rispetto dell’essere umano, un rispetto che non deve essere selezionato” (qui). Continua a leggere “Il Corano a scuola”

L’immigrazione a Manfredonia

Uno studio sull’immigrazione a Manfredonia è stato compiuto nell’ormai lontano 1989 a cura dell’Ufficio Diocesano Migrazioni del’Archidiocesi di Manfredonia-Vieste*. Risultava all’epoca una presenza di immigrati nel territorio manfredoniano di 1305 unità, per l’80% clandestini, impegnati nel lavoro stagionale nelle campagne, mentre i dati ufficiali del Comune fissavano a soli 185 il numero di stranieri residenti, di cui 48 africani, per lo più provenienti dal Senegal e dediti al commercio ambulante. Continua a leggere “L’immigrazione a Manfredonia”

Importanza delle parole

Aristotele considerava gli schiavi dei semplici strumenti dotati di voce. Senza conoscere, probabilmente, questo precedente illustre, Umberto Bossi – un uomo del nostro governo – ha detto che gli immigrati vanno considerati come merci. Cito la sua frase esatta, pronunciata durante la trasmissione Porta a porta: ” Gli immigrati e le merci in fondo sono due facce dello stesso problema: non c’è alternativa al quotare gli immigrati così come le merci importate dall’estero”. Continua a leggere “Importanza delle parole”