Incontro con Francesca Brancati

In quarta abbiamo avviato una sperimentazione del service learning, una pratica che consiste nell’unire l’apprendimento scolastico con il servizio in favore della comunità. Il nostro progetto si chiama “Liberi dalla violenza” ed intende sensibilizzare la comunità giovanile di Manfredonia sulle problematiche della violenza e in particolare della violenza di genere, in collaborazione con la cooperativa Zarchar e la sua presidentessa Annarita Del Vecchio. Nell’ambito delle attività di ricerca legate al service learning abbiamo incontrato Francesca Brancati, attivista per i diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transgender (LGBT). Quello che segue è il resoconto dell’incontro, a cura di Aurora Talamo.

Venerdì 4 ottobre 2013 si è svolto in classe un seminario maieutico, nato dalle problematiche legate all’omofobia, alla presenza di Francesca Brancati, ex studentessa della nostra scuola ed attivista per i diritti LGBT.

Abbiamo innanzitutto cercato di spiegare questa “fobia”,arrivando alla conclusione che si ha sempre paura di qualcosa di cui non si ha coscienza,per questo è utile e indispensabile curare una giusta informazione. Come ogni paura, anche l’omofobia è irrazionale, essa è basata sul pregiudizio e sul preconcetto.

Durante il seminario ci siamo posti un interrogativo: siamo in grado di trattare un argomento importante come questo senza cadere nel tranello dell’ipocrisia?

E’ difficile, ma non impossibile, anche se dilaga tra la gente l’affermazione secondo cui tutti sono essi di fare ciò che vogliono nella loro sfera privata,ma non possono lottare per i proprio diritti pubblici. I gay possono innamorarsi, ma non possono richiedere la legittimità del loro amore. Essi non sono riconosciuti e questa mancanza nega loro un’infinità di diritti come la possibilità di sposarsi o di adottare dei bambini. In aggiunta, crediamo sia utile ricordare la grettezza mentale di certi individui che sono fermamente convinti che un bambino debba piuttosto crescere in un orfanotrofio che non in una famiglia omogenitoriale, perché altrimenti la loro identità di genere potrebbe deviare il bambino e indirizzarlo su una “brutta via”, priva di valori morali. Bisognerebbe semplicemente capire che l’importante per un bambino è essere amato incondizionatamente, indipendentemente dal sesso dei suoi genitori. Continua a leggere “Incontro con Francesca Brancati”