Le attribuzioni

Durante l’ultima lezione di psicologia sociale (mi rivolgo alla terza) abbiamo cominciato a studiare le attribuzioni, le “etichette” che appiccichiamo agli altri nel tentativo di spiegare il loro comportamento, ma che in alcuni momenti possiamo applicare anche a noi stessi. Le attribuzioni si trovano spessissimo negli articoli di giornale: nel riferire fatti di cronaca, il giornalista quasi sempre suggerisce una interpretazione, attribuendo al protagonista della vicenda caratteristiche che possono far apparire il suo atto come grave o, almeno in parte, scusabile.
Vi propongo tre articoli riguardanti notizie di questi giorni. Individuate le attribuzioni, spiegate se il locus è interno o esterno e riflettete sul perché di tali attribuzioni.

Articolo 1

Imprenditore e spacciatore, preso: “L’ho fatto per i miei operai”

Di giorno piccolo imprenditore della ditta di famiglia, con il padre e il fratello, la vita nella casa milanese dei genitori, la pizza e il cinema con la fidanzata. La notte pusher occasionale in piazzale Gorini (zona Lambrate), insospettabile proprio perché benestante, istruito e incensurato. Antonio T., 35 anni, spacciava hashish e cocaina da meno di un mese e aveva già messo da parte 4.500 euro. Per le vacanze di Natale in Messico? Pare di no. Quando gli agenti del commissariato Manforte Vittoria l’hanno arrestato, ha dato ben altra spiegazione del suo secondo lavoro: “Gli affari della ditta vanno male”, ha detto, “ho bisogno di soldi extra per salvare dal lastrico la mia famiglia e i miei operai”.
La polizia, che gli ha sequestrato tra la camera da letto, l’auto e la sede dell’azienda di ricambi per auto (oltre al denaro e a un bilancino di precisione) 2 chili e mezzo di hashish e 100 grammi di cocaina, sembra credere alla versione del 35enne. Perché da quando aveva cominciato la nuova attività nel dopolavoro, non aveva cambiato stile di vita e aveva continuato a lavorare con dedizione e regolarità in azienda. Pare proprio che i guadagni ottenuti con la droga, mai toccati, dovessero andare a risanare la cassa.
Dopo vari appostamenti di controllo gli agenti si sono accorti di lui: stava sempre nello stesso posto e alla stessa ora. La sua inesperienza nel settore è confermata dal fatto che per andare a piazzare le dosi si era portato dietro un chilo di droga. Ora Antonio T. è nel carcere di San Vittore, mentre i suoi genitori e la fidanzata sono increduli del perché.

Fonte: Panorama.it

Articolo 2

Pusher nel quartiere “Palermo1”: arrestati due marocchini clandestini

Di clienti ne avevano trovati davvero tanti. E di soldi ne avevano guadagnati altrettanti: qualcosa come 1700 euro in una manciata di ore di lavoro. Tanto è fruttato a uno spacciatore marocchino di 30 anni e al suo «reggicoda» di 21 anni, nordafricano pure lui, lo spaccio di cocaina davanti ai palazzoni di via Di Vittorio, a Lissone.

Peccato che è durato poco. Verso le 10 di ieri i carabinieri della compagnia di Desio, chiamati da alcuni vicini di casa, hanno circondato i palazzoni. E in pochi minuti hanno bloccato e arrestato i due spacciatori. Uno è finito in galera per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’altro per favoreggiamento. Ora si trovano nel carcere di Monza.

I due arresti sono il primo risultato di un vasto programma di contrasto della criminalità messo a segno dai carabinieri della compagnia di Desio nel quartiere Ls1 di via Di Vittorio a Lissone.

Fonte: CronacaQui

Articolo 3

Spacciatore a 67 anni: “Mia moglie è malata e la pensione non basta”

La pensione non bastava a fare fronte alle spese mediche per curare la moglie di 64 anni, gravemente malata, e per questo si sarebbe trasformato in spacciatore: si è giustificato così un pensionato di 67 anni, Michele Bonvegna, che è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Catania per spaccio di sostanze stupefacenti.
Per “arrotondare” la pensione, secondo l’accusa, infatti, l’uomo vendeva marijuana nella centrale zona della “pescheria” e in particolare nella villa comunale Giovanni Pacini, cedendola anche a minorenni. Le indagini della squadra speciale del primo nucleo operativo delle Fiamme gialle erano state avviate dopo una serie di segnalazioni sulla presenza di uno spacciatore ai giardinetti, frequentati soprattutto da anziani, ma la sorpresa tra gli investigatori è stata tanta quanto hanno scoperto che la persona che cercavano era un anziano pensionato.
L’uomo è stato bloccato mentre trattava la vendita di marijuana con due giovani studenti, uno dei quali aveva in mano una banconota di 50 euro. Un particolare che ha insospettivo gli investigatori che si sono soffermati per seguire la scena: mentre il pensionato consegnava loro una “stecca” di droga, gli è scivolata di mano cadendo per terra. A quel punto i militari lo hanno bloccato.
In tasca l’uomo aveva altre sette dosi di sostanza stupefacente e altre 30 “stecche” sono state successivamente trovate nella sua auto. Ma il grosso della partita di droga è stata trovata nell’abitazione dell’anziano: complessivamente 7 chilogrammi, distribuiti in tre contenitori di vetro e in una busta di plastica nera, che sono stati sequestrati assieme a 820 euro ritenuti provento dello spaccio. Nella casa vive anche la moglie dell’uomo, una pensionata di 64 anni, che è stata indagata anche lei per spaccio di sostanze stupefacenti perché ritenuta complice del marito, ma non arrestata per le sue condizioni di salute ed è stata denunciata in stato di libertà.
Proprio lei ha spiegato ai militari della Guardia di finanza che la vendita di marijuana serviva loro a fare fronte alle cure costose alle quale si deve sottoporre e che con la pensione la coppia non arriva a fine mese. Una tesi che non ferma le indagini: gli investigatori, infatti, stanno cercando di individuare i canali di rifornimento dell’uomo.

Fonte: Panorama.it

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54 pensieri su “Le attribuzioni

  1. Saverio

    l’articolo 1: secondo me il fatto grave o attribuzione è stata che lui abbia spacciato droga e lui sostine che gli affari stavano andando a roli e quindi per far quadrare il bilancio ha trovato un’attività extra che riuscisse a colmare il divario che formava la scarsità del lavoro.

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  2. Annina:)

    Articolo 1: quell’operaio è stato considerato di mattina un’operaio quindi una persona normale e lavoratore invece di sera una persona che spacciava droga solo per necessità economica! Quindi secondo me questa persona non si comporta sempre in quel modo ma si è comportato solo in quel momento di necessità!

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  3. lu

    di certo in questi articoli viene evidenziato il motivo per cui le persone prese in causa hanno commesso questi reati.per me comunque sia il reato non è giustificato,anche se quella gente aveva dei motivi “comprensibili”dietro a ogni reato.Comunque il problema a questo punto dovrebbe essere spostato sulla condizione di vita della società e perchè alcune persone sono “costrette” a commettere dei reati per far stare meglio le persone intorno a loro

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  4. cristina e debora

    nel primo articolo il locus era interno perchè la motivazione dello spaccio era dovuta al fatto che voleva ristabilire la situazione instabile della ditta che aveva problemi economici nel ricoprire le spese e gli stipendi e quindi non è neanche stabile perchè è stata fatta solo in una situazione di difficoltà e questo è anche quanto è stato espresso nell’articolo.

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  5. ina & angela

    nel primo articolo lo spacciatore ha incominciato a fare cio che ha fatto per il “bene” della sua famiglia e dei suoi operai per non vedere fallire la sua azienda. Nel secondo articolo si parla di due clandestini arrestati per spaccio di droga,i motivi per cui lo hanno fatto non sono molto chiari probabilmente solo per guadagnare i soldi.nel terzo articolo lo spacciatore 67enne lo fa per la moglie malata per i costi dei medicinali perche purtroppo come a tante altre persone con la pensione non si riesce nemmeno a mangiare

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  6. Saverio

    Nel secondo caso anche qui ricorre la stessa attribuzione cioè il giornalista ha voluto evidenziare lo spaccio di droga e maggiormente che è stato fatto da un nero e un complice anch’esso nord’africano… il locus è esterno perchè non c’è una motivazione sul perchè l’abbia fatto ma si può intuire…

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  7. Annina:)

    L’articolo 3 è più o meno simile al primo perchè un pensionato, per difficoltà economiche, è stato costretto a fare la scelta di spacciare droga per aiutare la moglie malata!

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  8. libera

    il primo articolo:secondo me l’operaio lo ha fatto solo perche aveva bisogno di altri soldi per sostenere la famiglia…e cio nn vuol dire che lui lo ha fatto sempre.ma lo ha fatto solo perche aveva bisogno di soldi.

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  9. lu

    secondo me prof la differenza è che,mentre nel primo e nell’ultimo articolo si evidenzia cosa a spinto il soggetto a commettere quel reato e in un certo senso a “giustificarlo” nel secondso non si giustifica o meglio on si spiega un bel niente solo perchè il soggetto è un “marocchino”

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  10. Saverio: Sei sicuro di aver capito la differenza tra locus esterno e interno? E’ esterno quando una persona è stata indotta ad agire in un certo modo dalle circostanze, interno quando quella persona ha agito in quel modo per via di alcune sue caratteristiche, indipendentemente dalle circostanze.

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  11. Gelo

    In questi articoli..lo scopo per cui l’hanno fatto e’ diverso l’un dall’altro….
    Articolo 1=la causa era che l azienda non andava bene..quindi non aveva piu’ soldi ed ha spacciato…
    Articolo2=spacciavano per lavoro…
    Articolo3=per aiutare la moglie…
    Quindi possiamo vedere che ognuno e’ stato spinto da qualcosa…

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  12. Mikela!

    Apparte il fatto di dire quali sono le attribuzioni la prima cosa che mi viene da pensare è “CAVOLO CE NE SONO DI PERSONE CHE SI DROGANO”…. COMUNQUE….. l’attribuzione del primo articolo che viene dato al ragazzo impreditore per me è quella di “bugiardo”… proprio perchè è riuscito “inizialmente” a ingannare gli agenti…. secondo me non è una cosa che il giovane è abituato a fare e quindi non è una cosa “abituale” che fa.. e questo viene confermato dalla sua inesperienza nel metodo che utilizzava per spacciare.

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  13. Annina:)

    Perchè l’autore nota la contraddizione che c’è nella persona stessa perchè di giorno è un bravo lavoratore invece di sera c’è come una trasformazione nella persona che lo porta a diventare uno spacciatore!

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  14. cristina e debora

    nel secondo articolo il locus è palesemente interno perchè gli spacciatori non lo fanno a causa di qualcosa ma forse anche come un attività propria………dettata dalla propria ragione …..e quindi è anche stabile perchè è una consuetudine che fa parte della loro vita e nn un occasione…….

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  15. Saverio

    quindi sono esterni tutti e tre perchè anche il terzo dice che gli anziani sono stati indotti dalla circostanza che gli mancavano i soldi per sottoporsi a cure…e la pensione non bastava..

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  16. lu

    si prof noi mettiamo le cosiddette “etichette” nel modo in cui ci conviene di più,in questo caso noi preferiamo mettere “la parola buona” con quelli come noi,e lasciare la situazione com’è con quelli ”
    diversi”

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  17. Mikela!

    Beh il terzo caso è simile cambiano solo le motivizioni… al quale credo che nessuna risposta potrebbe mai essere giustifica di quell’atto…. il secondo caso invece rappresenta uno spaccio di droga molto probabilmente senza una determinata motivazione apparte quella essenziale di fare SOLDI… penso che anche per il terzo caso nn sia un’abitudine ma un fatto occasionale! il secondo invece dà prova che in questo mondo ci sono persone che si fanno i soldi a discapito della salute degli altri!!!

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  18. ina & angela

    l autore del 2 articolo non spiega le motivazioni perche in un certo senso i 2 clandestini vengono discriminati dall autore stesso qui il locos secondo noi e interno

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  19. carmen e ilaria

    su 9 Ottobre 2008 a 11:15 am14 carmen e ilaria
    ciao prof.che state facendo’?noi siamo andate all’assemblea d’istituto e l’acustica faceva “SCHIFO” e siccome non riuscivamo a sentire nulla volevamo andare via,però avevano messo dei “bodyguards” vicino le uscite , che facevano uscire solo le persone che a loro facevano comodo.Dato che l assemblea era libera perche hanno fatto questo?…CI PRENDONO IN GIRO!!!e poi non dobbiamo dire che stiamo in un carcere!?! ciao ciao risp.

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  20. Antonio Vigilante

    I “bodyguard” di cui parlate sono studenti o docenti? Nel primo caso, è un problema di cui dovete parlare con i rappresentanti degli studenti. Nel secondo caso, la cosa è più complessa. Ne parliamo con calma in classe.

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  21. carmen e ilaria 5D

    erano studenti e stavano davanti a tutte le uscite però non per dare dere un pregiudizio però qualcuno avrà messo delle strane idee in testa ai rapprentanti(prof. o dirigente)!al posto di fere cavolate simili si preocupassero di incentivare l’assemblea con un nuovo apparecchio per una buona acustica!!!

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