Violenza e scuola (La scuola improbabile -4)

Si parla molto, da qualche settimana, di violenza a scuola. Il primo caso che ha suscitato scalpore è stato quello di alcuni studenti che malmenavano un compagno diversamente abile, riprendendo la scena con il telefonino. L’ultimo, credo, quello di un preside pestato a sangue dai genitori di alcuni studenti ai quali aveva vietato l’uso del cellulare a scuola.
Non voglio però discutere di questi casi clamorosi e con ogni probabilità gonfiati dalla stampa. Voglio discutere con voi di una violenza meno clamorosa, che non fa notizia. E’ la violenza che emerge a tratti nelle precedenti discussioni sulla “scuola improbabile” -ad esempio nei commenti di chi dice di venir giudicato dai docenti non per la propria preparazione, ma per il suo modo di essere.
Definire la violenza non è facile. Senza far troppa filosofia, io credo che possa andar bene questa definizione: è violenza tutto ciò che ci impedisce di crescere e ci riduce a cose o quasi-cose (ad esempio costringendoci al silenzio o all’immobilità). In un certo senso, la violenza è il contrario della gioia espansiva. Ciò di cui dobbiamo discutere è allora questo: se e quando vi sembra a scuola di subire violenza, se e quando avvertire la scuola come una realtà che non vi aiuta a crescere, ma che al contrario vi mortifica. Può essere utile, per meglio mettere in luce il fenomeno, parlare anche del fatto contrario, vale a dire delle volte in cui a scuola di sembra realmente di crescere e di sperimentare una sorta di gioia di essere, di conoscere o di comunicare.

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169 pensieri su “Violenza e scuola (La scuola improbabile -4)

  1. Figo questo blog! 😀

    Vabbeh… non so se sono invitato, ma della violenza darei un’altra definizione, meno generale.

    La violenza è caratterizzata dall’uso della forza (non sempre fisica) come strumento per esprimere la propria volontà, indipendentemente da quella altrui.

    Il violento e il violentato sono accomunati dalla mancanza di libertà.
    Se il violento fosse libero, infatti, se fosse sufficientemente adulto, non necessiterebbe di esercitare violenza e prenderebbe in considerazione la volontà altrui come parte della propria realizzazione.
    Chi subisce la violenza invece, viene chiuso nella gabbia del violento, che non ne può accettare la libertà perché non è capace a gestirla.

    Sembra troppo filosofica, forse, come riflessione.

    Ma a quanto osservo la violenza giovanile è molto più frequente fra giovani.

    Vi sono giovani che subiscono violenza e se ne sentono oppressi e giovani che sono oppressi e quindi esercitano violenza.

    Entrambi, secondo me, sono ridotti a cose.

    Cosa ne pensi, prof?

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  2. gigia e elly 4b

    Secondo noi ciò che ci impedisce di crescere o che ci riduce a cose è l’essere sempre sotto giudizio; non ci sentiamo liberi di esprimerci, tendiamo ad essere ciò che i professori vorrebbero che noi fossimo e a dire ciò che loro vorrebbero sentire. Questo ci limita molto…voi che dite?

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  3. Antonietta Pistone

    shamar: condivido quello che dici tu sulla violenza come conseguenza di mancanza di libertà (e di aspirazione alla libertà) sia da parte del carnefice che da quella della vittima. Fa tristezza pensare che ciò possa accadere a scuola, il luogo deputato per eccellenza all’apprendimento. Il tempio sacro della cultura, del sapere, e della gioia che accomuna tutti quanti credono in attività che fanno maturare insieme, attraverso il confronto criticoe costruttivo

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  4. Elisa A. 4B

    secondo me si può cogliere violenza anche in piccole cose…
    …se dall’altra parte della cattedra (i professori) ci si sente superiori e quindi autorizzati a dire qualsiasi cosa,per me è violenza…
    Esempio??Se un prof dice : “Ho il coltello dalla parte del manico” non credo si ponga bene alla classe ne tanto meno renda possibile un dialogo e una complicità che sia sempre nei limiti ovviamente!
    E’ normale a questo punto che un allievo anzichè aprire un libro,lo chiude o comunque ci pensa due volte,perchè ad un certo punto si crea un’antipatia anche per la materia stessa!
    Quindi secondo me il rapporto scuola-allievo dipende dall’ambiente che si viene a creare!

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  5. gigia e elly 4b

    noi personalmente con il nostro carattere difficilmente non diciamo ciò che pensiamo, infatti con chi ci esprimiamo notiamo un atteggiamento diverso nei nostri confronti rispetto a chi invece rimane in silenzio e non contraddice mai i docenti…

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  6. Antonietta Pistone

    elisa a: certo, quello che dici è giusto! Però se un prof ti fa capire, anche in maniera sbagliata che tutto sommato è lui quello che fa i “giochi”, non credo proprio che voglia farlo solo per “sbruffonate”. Forse vuole semplicemente farti capire che, sapendo ciò che è bene anche per te (quando tu non riesci ad intuire il tuo bene), è meglio se segui le lezioni e studi a casa. Sicuramente l’impostazione del prof. a cui fai tu riferimento è sempre molto tradizionalista, e poco aperta al cambiamento e all’ascolto. Spesso noi docenti siamo burocrati della cultura. E ciò si verifica soprattutto quando dobbiamo interrogare e mettere voti

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  7. Antonietta Pistone

    gigia e elly: motli docenti non sono abituati all’idea che il loro pensiero o la loro impostazione didattica possa venire “contestata” dagli allievi. Per questo motivo parecchi insegnanti non amano essere discussi.

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  8. Le e La 4B

    Secondo noi ora a scuola si fa violenza perchè i ragazzi vogliono farsi vedere più forti ma in fondo non ci riescono perchè come hanno già detto le nostre compagne, siamo alquanto inibite a volte ad esporci ai nostri prof

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  9. gigia e elly: ma perché si va a scuola?

    Io (molto tempo fa?) andavo a scuola per imparare.

    Contrariamente ad alcuni miei compagni, prendevo alternativamente 4 e 8 senza esaltarmi o deprimermi particolarmente.

    Dopo un 4 rivedevo la parte su cui ero stato interrogato.

    Notavo che però, spinti anche dai genitori, molti miei compagni vedevano la scuola (e la vita) come una gara.
    Una gara a chi è più figa (fra le ragazze) a chi è più figo (fra i ragazzi) e a chi va meglio (fra tutti).

    Ma lo è? La vita è una gara? Un gioco?

    A scuola (teoricamente, poi bisogna vedere anche se i prof sono adatti al loro delicatissimo ruolo) si va per imparare.

    I giudizi sono uno strumento per comprendere quanto si è imparato!

    Non diciamoci minchiate: c’è poco da esprimere quando si risolve un’equazione. O lo si sa fare o non lo si sa.
    C’è poco da esprimere di se stessi quando si studia la grammatica inglese o latina.

    Profondamente diversa è la letteratura, il latino, il greco, l’inglese…

    Tuttavia bisognerebbe ricordarsi che i voti (e la scuola) non sono strumenti di tortura o di esaltazione.
    Non servono ai genitori per dire “quanto è bravo mio figlio” o al figlio per farsi comprare il motorino.

    Se passi l’anno non sei figo, e non “hai fatto il tuo dovere”.

    Semplicemente, molto semplicemente, hai imparato quello che, iscrivendoti a quell’istituto, hai chiesto che ti venga insegnato.

    Perché spesso alunni, prof e genitori si dimenticano di questo fatto?

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  10. gigia e elly 4b

    quindi l’insegnamento che loro ci danno è ascoltare sempre e comunque! E sinceramente chi non ama essere discusso o comunque non aperto al confronto non può essere un buon educatore…

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  11. Elisa A. 4B

    sicuramente prof!Ma come si dice “la lingua colpisce più della spada”…e allora un allievo può fraintendere,trasformando così il bene che l’insegnante vuole per lui in antipatia e superiorità,poichè vedrà l’insegnante come un “monarca assoluto”!
    Perchè invece non aprire il dialogo e creare un ambiente più giovanile?
    A cosa mi serve sapere “la guerra dei cent’anni” (che fra l’altro non ricordo che cos’è) se noi giovani non capiamo cosa sta succedendo ai giorni nostri nel mondo?Quando entriamo in classe sembra di piombare nel 700/800 perchè alcuni prof dicono la lezioncina e stop…perchè non paragonare gli argomenti delle lezioni alla nostra realtà quando è possibile farlo?Creare un ambiente più giovanile!

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  12. gigia e elly 4b

    Shamar la scuola non è gara, ma è una soddisfazione personale; è formarsi una propria cultura… ma oltre al lato prettamente scolastico, è anche un luogo per crescere in tutti i sensi!quindi creare un buon rapporto è fondamentale!

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  13. Antonietta Pistone

    sono d’accordo anche io sulla bontà della relazione con gli altri. La scuola ci abitua a “condividere” sul piano emotivo, affettivo e culturale. Ma quando lo fa? E poi lo fa? Riesce nel suo intento?

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  14. Paola e Silvia...

    Per me non si può parlare di violenza se un ragazzo è a scuola ed è costretto ad ascoltare lezioni poco interessanti…certo ascoltare lezioni di fisica o matematica in un indirizzo pedagogico non è il massimo del piacere conoscitivo però c’è anche da dire che sono fondamentali per un completo e versatile bagaglio culturale.Parlerei di violenza nel momento in cui l’insegnante utilizza in maniera esagerata il suo potere ad esempio quando dei prof ci vietano l’uso di cellulari in classe anche in casi assolutamente necessari mentre loro sono autorizzati a farne uso facendoli squillare durante la lezione,uscendo con la scusa della dimenticanza che esistono delle regole.

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  15. Elisa A. 4B

    Io si sono sempre depressa quando suona la sveglia per andare a scuola ;oP…vabbè,è una questione personale,perchè dalla vita voglio altro!
    Però anche per me che della scuola non ne faccio il mio punto principale,perchè non interessare i giovani creando un vero e proprio laboratorio,scambi di informazioni,visioni di video legati al programma…
    …e non che ogni giorno vedi la prof con il cappotto sulle spalle e la borsa di pelle…immagine alquanto angosciante per un ragazzo!
    Certo non dico che ora i prof debbano aguarsi alle mode dei ragazzi…ve la vedreste la prof di storia con un pantalone largo e il cappellino al contrario?;-P
    Non dico questo…però stimolare i giovani,rendere le lezioni interessanti e non basare la scuola SPIEGAZIONI-INTERROGAZIONI,SPIEGAZIONI-INTERROGAZIONI,SPIEGAZIONI-INTERROGAZIONI…

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  16. Antonietta Pistone

    Paola e Silvia: ma non ho ancora letto nessun commento sulla gioia che si sperimenta a scuola. Davvero la scuola è un ambiente così arido per voi?
    E cosa è per voi la violenza pedagogica o didattica? Solo l’imporvi le interrogazioni o ilfarvi capire che è necessario fare il proprio dovere?

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  17. Antonietta Pistone

    elisa a.: quando i docenti giocano a fare i giovincelli ve la prendete perché non accettano la loro età. Sì, sono d’accordo con voi che anche il modo di abbigliarsi è uno specchio del proprio essere e di ciò che si sente, e di come si vive la vita. Comunque, a parte il fattoche l’insegnante di storia è una bella signora che veste in mod o classico…c’è, Elisa, qualcosa che ti piace a scuola? Qualcosa che ti faccia sperimentare il piacere e la gioia di essere e di fare?

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  18. gigia e elly 4b

    proviamo gioia nell’ascoltare una bella lezione di psicologia! proprio io(elisa)che il mio sogno è diventare una brava psicologa…..comunque non dimentichiamo le grandi risate tra le amiche e le gite(oh scusate viaggi d’istruzione)…..

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  19. Elisa A. 4B

    Io non ho mai criticato nessun insegnante che si veste in modo giovanile,anzi ben venga,perchè almeno i ragazzi come me,con il mio carattere vogliono questo…
    …comunque è inutile prendersi in giro,a me non piace nulla della scuola se non le amicizie che ci sono in classe!
    Quel qualcosa che mi invoglia ad essere me stessa e felice di quella che sono io l’ho trovato al di fuori delle mura verdi della scuola…ed è per questo che nn ci trovo niente di stimolante nella scuola!
    Allora dico…visto che io ora insegno Hip Hop ho capito che ogni singolo allievo è diverso,ha una sua personalità e l’insegnante si può definire tale se riesce ad interessare anche chi non ha un minimo di passione!E ci sto riuscendo alla grande…
    …quando questo accadrà con me a scuola,potrò dire che la scuola ha qualcosa di positivo!

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  20. Paola e Silvia...

    Si a me personalmente è capitato di vivere gioiosamente l’atmosfera scolastica,studiando e vivendo serenamente il rapporto anche con le amiche condividendo tanti modi di fare ma allo stesso tempo inconciliabili.Comunque in ogni caso la scuola è un ambiente piacevole che congiunge il modo d’essere con il saper fare e pensiamo che sia il massimo della completezza di cui l’individuo debba fare esperienza!!!!

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  21. Antonietta Pistone

    mi fa piacere leggere che credete nella scuola nonostante tutto. A Elisa devo dire che ha ragione, e che insegnare vuol dire proprio imparare a coinvolgere e ad appassionare. Ti auguro di riuscire sempre così in quello che fai, perché ciò significa che la scuola ti ha davvero insegnato qualcosa

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  22. Ehm… scusate non avevo letto il regolamento.

    “Scrivendo un commento in Muntu entri in un’aula scolastica. Ti chiediamo rispetto ed educazione.”

    Quando si entra in un’aula ci vuole rispetto per l’attività in corso.
    Io mi sono comportato più come se fossi entrato al bar.

    Scusate.

    Giacomo

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  23. Antonio Vigilante

    Shamar: Bisogna fare molta attenzione a non confondere la forza, che è una cosa buona, dalla violenza, che è la sua degenerazione. Della forza io dò questa definizione: forza è la virtù di ciò che non si lascia schiacciare né schiaccia, ma cresce accanto. C’è forza anche nell’espressione della volontà, la quale però diventa violenza nel momento in cui schiaccia la volontà altrui. Sicuramente chi subisce violenza è privo di libertà, proprio perché ridotto a cosa. Che sia così anche per chi esercita violenza, esito ad affermarlo. Ddovremmo dare una definizione di libertà, e conoscendoti so che questo ci porterebbe su posizioni inconciliabili.

    Antonella (commento 8): Forse il problema è proprio che è il professore a fare i “giochi”.

    Shamar (commento 11): Credo che gigia e elly si riferissimo a un altro genere di giudizio. Un conto è dire “hai studiato poco, non posso metterti più di quattro”, un altro è dire “sei una cretina, beccati l’ennesimo quattro”. Purtroppo succede spesso a scuola che gli studenti vengano giudicati in questo secondo modo, ed immagino che sia una cosa che fa soffrire. Inoltre molto spesso gli studenti vengono letteralmente chiusi in un giudizio: per quanti sforzi facciano, restano condannati al quattro. E’ come se il docente, cambiando il suo giudizio, dovesse ammettere si essersi sbagliato su quell’alunno. A scuola abbondano, ahimè, le profezie che si autoavverano.

    gigia e elly: Avete tutte le ragioni del mondo quando dite che la scuola non è una gara, anche se purtroppo è strutturata in modo competitivo. Io penso però che la scuola possa essere anche qualcosa di più del “costruirsi una cultura personale”. Anche questo è individualismo. Io penso che la crisi della scuola italiana sia tutta qui. Non riusciamo più a capire che la cultura non può e non deve essere una cosa individualistica, un acquisto personale, ma deve essere uno strumento per migliorare la vita di tutti. Se studio per far carriera o per diventare più colto e farmi ammirare da tutti, resto prigioniero di me stesso. Sarebbe bello che si cominciasse a studiare per cercare, attraverso i libri, di migliorare la vita di tutti.

    Paola e Silvia: Il cellulare in classe non dovrebbe nemmeno entrare. Per i casi “assolutamente necessari” i vostri genitori possono chiamarvi al numero della scuola. Il comportamento di un docente che risponde in classe al cellulare è gravissimo: denunciatelo al preside. Gente del genere non merita di insegnare.

    Elisa A: Un insegnante non ha né può avere il compito di interessare chi non ha un minimo di passione, per il semplice motivo che la passione e l’interesse sono dei presupposti del lavoro scolastico. Cioè: se vieni a scuola, si presuppone che tu abbia interesse per lo studio. Se non hai interesse a vai a scuola sei come chi va al ristorante senza avere fame. Non è che il cameriere può farti venire fame.

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  24. nicoletta

    secondo me è molto negativo il fenomeno della violenza a scuola .Questo luogo dovrebbe essere un punto di ritrovo per le famiglie e per i ragazzi è come una seconda famiglia che ti aiuta a crescere a pensare e a insegnarti com’è veramente la vita.Si è arrivato a tanto perchè le famiglie non hanno più un punto centrale non riescono più a educare i propri figli e quest’ultimi ne approfittano .

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  25. Marinella

    Secondo me ora c’e’ violenza a scuola perche’ alcuni ragazzi vogliono sentirsi piu’ forti rispetto agli altri e quindi assumono certi atteggiamenti

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  26. nicoletta

    io sinceramente non credo di aver subito qualche violenza a scuola anche perchè se capita noi ragazzi non dobbiamo prenderla solo come un aspetto negativo ma farne tesoro per poi coglierlo e crescere da quest’ultimo.

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  27. marghe e Ivana

    noi fino a questo momento credo non abbiamo mai subito violenza a scuola , anzi solo una volta quando frequentavo le scuole medie il mio prof di matematica quando andavo all’interrogazione, mi insultava sempre, per lui tutto questo era uno scherzo perchè ormai era abituato a mettere “sotto i piedi” tutti gli alunni, ma a me quelle parole facevano male anche perchè non conoscevo ancora bene il suo modo cretino di scherzare, così un giorno gli diedi la soddisfazione di piangere e lui si arrabbiò ancora di più chiamando mia madre, ma dopo non cambiò nulla perchè trascorsi tre anni di scuola sentendo i suoi stupidi commenti sul mio fisico

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  28. Secondo noi oggi si da un significato sbagliato alla scuola…La scuola è cambiata molto da quella passata a quella attuale, e con lei soprattutto il rapporto tra la scuola-famiglia. Questo è molto sbagliato perchè la scuola e la famiglia vogliono gli stessi obiettivi, cioè: la nostra FORMAZIONE!!..non solo dal punto di vista culturale ma anche sociale ecc..Questo dovrebbe essere un motivo per cui la scuola e la famiglia dovrebbero andare d’ accordo, però purtroppo questo non succede…Per quale motivo succede questo?…

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  29. nicoletta

    non ho detto questo ,può sempre capitare che ti ritrovi in una situazione difficile e che dalla scuola ricevi violenze anche morali che posso farti stare male .Ma noi dobbiamo essere più forti e superarli se queste(violenze)si verificano .

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  30. Marinella

    io non ho mai subito violenza a scuola pero mia cugina quando andava alle scuole medie si e ritrovata con un prof.che la insultava e certe volte alzava anche le mani sia verso lei che verso i suoi amici di classe

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  31. Comunicazione tecnica per le studentesse di Trinitapoli: Prima di inviare un commento selezionatelo e copiatelo (con il tasto destro del mouse). A volte succede che il commento venga cancellato in fase di invio. Così non lo perdete.

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  32. Antonietta Pistone

    purtroppo, negli ultimi tempi, accade che siano molto più “violentati” docenti e dirigenti scolastici che allievi. O forse, per meglio dire, le offese agli allievi sono subdole e psicologiche, mentre quelle sul corpo insegnante sono fisiche e visibili a tutti, quando richiedono addirittura un ricovero ospedaliero

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  33. Elisa A. 4B

    Prof Vigilante…ma se il cameriere vuole guadagnare in ogni modo deve presentarmi un piatto appetitoso che mi stimoli l’appetito!
    Come un docente dovrebbe presentarmi una lezione interessante per far si che io mi appassioni…secondo me,come ho già detto,la qualità dell’insegnante non si verifica nel momento in cui individua l’appassionato di Psicologia e gli spara tuuuuutta la Psicologia possibile…
    …un insegnante in gamba è quello che riesce ad interessare anche chi meno immaginava d appassionarsi a discipline come quelle!

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  34. Ommamma, quanto hai ragione. Alla mia prima supplenza, alle medie, un alunno mi chiese: Professore, ma la laurea ve la siete presa con i punti della Parmalat? Fino ad allora avevo fatto lezione all’Università e nessuno aveva avuto da ridire.

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  35. Antonietta Pistone

    questo ci dovrebbe far riflettere molto, perché significa che tra famiglia e scuola piuttosto che esserci collaborazione e comunicazione reale si sta aprendo un varco assai difficile da colmare, che è spia della crisi dell’istituzione scuola nella società odierna

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  36. Elisa: Assolutamente d’accordo, un buon ristorante non ti fa passare l’appetito. Ma un minimo d’appetito devi averlo, se vai al ristorante. Nessun cuoco può fare il miracolo di far mangiare uno che non ha fame. Così come non ha molto senso andare al ristorante cinese se ti fa schifo la cucina cinese.
    Io potrei avere il miglior professore di chimica o matematica, ma non riuscirei a studiarle, perché non ho il minimo interesse per queste discipline.

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  37. L’argomento è interessante ed attuale.
    Volevo chiedervi se secondo voi la violenza a scuola non si verifichi anche tra compagni, ed i particolare quanto secondo voi il fatto di essere in gruppo possa cambiare il comportamento delle persone, favorendo atteggiamenti più violenti, prepotenti, diversi.

    Ludò

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  38. gigia e elly 4b

    buongiorno anche a voi…..volevamo risp a nicoletta…anche secondo noi l’educazione in famiglia ha un ruolo fondamentale,i ragazzi che sono sempre assecondati dai genitori e che non conoscono i “no”, si comporteranno in modo egoistico anche a scuola e purtroppo il voler affermare il proprio essere imponendolo sugli altri porta alla violenza…

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  39. Dipende anche dai genitori, ci sono genitori che anche amando i loro figli spesso non possono venire agli incontri scolastici per motivi di lavoro o altro, però questo non significa che loro non si interessano ai loro figli..Forse accade questo perchè i figli raccontano cose non vere ai genitori, e loro credono che sia tutto vero, così loro decidono di parlare con i prof..Però alcuni genitori hanno comportamenti sbagliati nei confronti dei prof..

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  40. Antonietta Pistone

    elisa a: mi stupisce leggere ciò che scrivi. Carissima, nessuno (almeno spero!) ti ha obbligato ad iscriverti in un liceo pedagogico!!! Posso comprendere un’avversione per la matematica e per la fisica o le materie scientifiche, ma come fai a parlare di “creare interesse e motivazione” per la psicologia in chi ha scelto un indirizzo di studi che è caratterizzato fortemente dalla presenza della psicologia e della pedagogia?

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  41. marghe e Ivana

    disse che io sono una bambina che piangeva per senza motivo che in tanti anni di lavoro è la prima volta che una ragazza piange per questi motivi futili, che i suoi scherzi non hanno mai fatto male a nessuno e che forse il mio pianto era dovuto al fatto che volevo interrompere l’interrogazione.. io sinceramente non ho bisogno di questi sotterfugi per interrompere un interrogazione e poi sinceramente penso di essere una ragazza intelligente e me ne accorgo quando una persona scherza o parla con cattiveria e lui quando “scherzava” aveva gli occhi cattivi

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  42. Elisa A. 4B

    Infatti io non parlo di mancanza di interesse…parlo di stimolare maggiormente,come dire,accrescere l’interesse con stimoli più pratici…video,scambi di opinioni,visite in luoghi caratterizzanti…
    certo,un po’ di fame devi averla prima di entrare in un ristorante!;oP

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  43. per eslisa:
    nel progetto di scuola che il vostro prof ha immaginato, ne”la barchetta”, voi siete considerati come soggetti autonomi, liberi, non come soggetti passivi.Come gente che sceglie, che va ascuole se e perchè ha interesse a studiare, che va chiedendo, che va perchè ha un proprio progetto di vita e ritiene di avere bisogno della scuola epr realizzarlo, e come un soggetto attivo ed adulto, va a scuola per chiedere, con delle domande.NOn ti sembra che così verreste considerati molto di più, più liberi, più adulti, di quell’idea di alunno soggetto passivo che sta ascuola perche ce lo hanno mandato, e non ha niente da chiedere, ma è il professore a dover suscitare in lui un interesse e delel motivazioni?NOn è bella la libertà, l’autonomia di che vi viene riconosciuta in quelle pagine?NOn al volete difendere?

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  44. nicoletta

    Ad Antonietta da Nicoletta :Hai perfettamente ragione tra la scuola e la famiglia si è creato un vero e proprio burrone ,prima le scuole andavano daccordo con la famiglie ma adesso sembrano in contraddizione:Perchè succede secondo te?Forse perchè i genitori non sono più capaci ad educare?

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  45. mary e laura 4B

    secondo noi il fatto che dei genitori picchiano un insegnante o addirittura un dirigente scolastico è di cattivo esempio per tutti gli allievi in quanto sarebbe come calpestare l’ autorevolezza di queste figure così fondamentali nella nostra società considerando che la scuola è la seconda agenzia educativa.a questo punto a cosa vale parlare nelle scuole di prevenzione al bullismo se i primi BULLI sono i genitori?

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  46. Antonietta Pistone

    ludò: il gruppo, soprattutto per gli adolescenti, è una forte componente della loro realtà psichica. Il giovane si sente “protetto” dal gruppo dei compagni di scuola, o dagli amici. Purtroppo, però, anche tra compagni spesso ci si fa violenza per i motivi più disparati. Quando ciò accade a scuola è compito dei docenti intervenire con forza per far comprendere l’errore dell’uso violento delle proprie azioni. L’abitudine al dialogo pacifico si acquista in famiglia sin da bambini ma la scuola, quando somiglia più ad una competizione agonistica che ad un incontro che scambia valori, diventa un’arena di violenza e di sopraffazione

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  47. gigia e elly 4b

    ludò:si far parte di un gruppo influenza molto il proprio comportamento,la propria personalità a volte purtroppo si annulla e si segue senza mai opporsi(per paura di essere “emarginati”) ciò che il gruppo fa….

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  48. Claudia e Anna

    Secondo noi la violenza fa parte della quotidianetà….prima la violenza esisteva ma non arrivava nelle scuole….oggi la violenza si è dilatata soprattutto tra i raga.,quindi,anke nelle scuole….
    Io penso ke la violenza non è data solo tramite le armi o da scontri diretti….quest’ultimi fanno male ma la violenza più forte è quella psicologica….A volte a scuola succede ke qualke prof ti dice qualcosa ke te non mandi giù…..forse un prof a cui tenevi tanto,ma ke da quello ke ti ha detto il bene che provavi si è trasformato un pò in odio..

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  49. Silvia

    molto spesso capita,durante l’orientamento per la scelta della scuola superiore,di non essere abbastanza maturi o per lo meno non conoscere
    a pieno ciò che si scieglie; questo diventa ahimè un disagio abbastanza pesante nel momento in cui non ci si rende conto subito per poter cambiare oppure di lasciar correre nonstante il non-interesse.è vero ciò che dice la prof,è abbastanza ovvio che chi entra in un liceo pedagogico debba già esser motivato e affascinato dalle materie d’indirizzo..

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  50. qualcuna di voi ha scritto una cosa che mi sembra importante, cioè che la violenza è anche essere imprigionati in un’immagine. questo anche io l’ho visto , a scuola.Si creano delle maschere che a volte ti vengono incollate addosso.Come si può fare per liberarsene, quanto è importante ribellarsi a questo?

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  51. nicoletta

    Per Ludò :Ciao sono nicoletta voglio risponderti io alla domanda precedente.Secondo me i ragazzi hanno molti esempi sbagliati non pensano più con la loro mente sono come un gregge se una pecora sbaglia la via da seguire tutti la seguono senza ragionare nè pensare dove le porterà.

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  52. quindi stanno emergendo due fuuzioni diverse del gruppo:il gruppo che ti aiuta a crescere, a svilupapre al tua personalità, forse a distaccarsi dalla famiglia senza essere proprio solo, eprhcè hai l’appoggio el aprotezione dei compagni; e il gruppo che ti annienta e all’interno del quale è favorita la violenza.Quanto conta, in questo, per combattere la violenza, rimanere sempre liberi, all’inteno del gruppo?come si fa a mantenere la propria libertà ed indipendenza?Ci riuscite?Come ci si può sottrarre alla violenza?

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  53. marghe e Ivana

    certo che mi ha difeso, continuava a ribadirgli che quelle parole fanno male e che non doveva permettersi mai più di dire quelle cose.. ma quel prof è tremendo solo un suo sguardo ti pietrifica e ti terrorizza infatti noi in classe non gli chiedevamo mai spiegazioni sulla lezione per paura della sua reazione sempre aggressiva e inopportuna… dopo successe che per tre anni continuò a sfottere ma ormai a me non importava più niente, sorvolavo tutto e non lo dissi neanche più a mia madre

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  54. Antonietta Pistone

    nicoletta: penso che ciò accada perché le famiglie sono troppo ansiose nei confronti dei figli, ed il loro atteggiamento protettito finisce per far male ai ragazzi e ai giovani increscita. Molti genitori non si fidano dei docenti, li vedono sempre come possibili nemici dai quali “difendere” i loro figli. Fino a quando non si stabilirà un rapporto collaborativo basato sulla fiducia scuola e famiglie saranno sempre più lontane, a ciò finirà per fare del male a tutta la società che della linfa culturale della scuola si nutre

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  55. Silvia

    sono d’accordo con ludò “nell’essere imprigionati in un immagine”,questo spesso accade nelle scuole ma anche in luoghi di lavoro.In ogni caso è molto difficile liberarsi di immagini negative ma allo stesso tempo non è impossibile perchè se tocca nel profondo,lo strumento efficace è il dialogo che permette di furiuscire delle idee di qualsiasi natura per confrontarsi e conoscere cose nuove dell’altro.In questa maniera è possibile creare una nuova immagine dell’altro.

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  56. nicoletta

    per antonietta:ai tempi di oggi secondo me i genitori non lo fanno per mettersi in contraddizione ma perchè hanno paura di ciò che ci circonda .adesso devo andare è suonata la campana alla prossima……….ciao ciao nicoletta

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  57. per silvia:”attraverso il dialogo” è una bellissima risposta.
    Ma quando, come nel caso del prof che “pietrifica le presone”, di cui si parla nei commenti sopra, non c’è possibilità di dialogo, che si potrebeb fare?

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  58. cinzia IVb

    secondo me bisogna essere se stessi sempre in qualsiasi momemento bisogna far valere i propri diritti a QUALSIASI COSTO….durante questi anni io ho visto tanta violenza(a livello verbale)..è proprio la scuola(prof e alunni compresi) che tende a metterci l’una contro l’altra,e a far formare delle personalità molto aggressive..

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  59. Antonietta Pistone

    che tristezza questi prof che lo sono solo per titolo…ma la vostra intelligenza deve capire che i ruoli sono come le persone, non tutte uguali, per fortuna. A scuola bisogna prendere il meglio da chiunque e andare avanti per la propria strada…credeteci!!!

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  60. Silvia

    secondo me prima di educare i figli occore un corso aperto solo ai genitori per imparare ad educare e magari chissà la protettività sarà un fenomeno sempre meno diffuso

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  61. gigia e elly 4b

    bisogna rimanere se stessi sempre e comunque, mai scendere a compromessi o indossare delle maschere,ciò porterebbe solo a farci del male da soli,perdere la propria dignità e fiducia in se stessi è la cosa più brutta che può accaderci,non credete?!

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  62. anonimo

    secondo me si parla tanto di violenza ma come qualcosa che sta fuori di noi senza pensare che anche noi ogni giorno rispondendo mele o fregandocene degli altri facciamo violenza a qualcuno

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  63. Silvia

    a volte in questa società è difficile essere se stessi,essere se stessi in molti casi significa autoemarginarsi però e anche vero che bisogna essere in gamba per trovare la gente vera.è vero senza accorgecene siamo noi stessi,ognuno di noi che involontariamente fa della violenza.è proprio di qui che bisogna intervenire:cominciare a correggiere le nostre azioni!

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  64. Antonietta Pistone

    anonimo: sì hai ragione; la prima forma di violenza è quella verbale. Dovrebbe essere abolito il vocabolario delle parolacce, delle offese, degli stigmi pregiudiziali. Dal nostro eloquio dovrebbe trasparire solo la valorizzazione dell’altro interlocutore. Purtroppo spesso non è così. E proprio a scuola capita di essere terribilmente denigrati da quelli che sono i nostri educatori

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  65. gigia e elly 4b

    a silvia:siamo del parere che non è un corso che può far capire come si educa, noi sappiamo bene che una volta che si è adulti la nostra personalità si è gian ben formata,quindi dubito che a trent’anni si impari cos’è la buona educazione,è durante la nostra età che bisogna insistere,per arrivare così a essere in futuro buoni educatori…..

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  66. Antonietta Pistone

    gigia e elly: è anche vero che famiglia e scuola sono lo specchio della società. E la nostra società è violenta come il mondo che ci circonda, focolaio inarrestabile di conflitti e guerre sanguinose

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  67. Silvia

    certo questo è ciò che dovrebbe essere,ma a scuola aumenta sempre più la violenza verbale parolacce,offese e vera sporcizia come lo giustificate?a questo punto la scuola cosa fa?come interviene?dicevo prima che i genitori prima di educare i figlio dovrebbero fare un corso di imparare ad educare,solo così forse qualcosa potrebbe cambiare

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  68. RAFFA ANNA ROSALBA

    SECONDO NOI LE PERSONE VIOLENTE SONO TALI PERCHè NON HANNO RICEVUTO UN’EDUCAZIONE POSITIVA IN FAMIGLIA E QUNDI IMPORTANTE è CHE FAMIGLIA E SCUOLA COLLABORINO TRA DI LORO

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  69. mary e laura 4B

    proprio perche la famiglia è lo specchio della società bisognerebbe partire da qui perche secondo noi il clima famigliare si ripercuote su quello scolastico in quanto se un ragazzo non riconosce il genitore come figura autorevole di conseguenza non riconoscerà neanche quella del l’ insegnante

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  70. gigia e elly 4b

    condannare assolutamente la violenza e la famiglia dovrebbe informarsi sui propri figli non solo riguardo ai voti ma sul comportamento che assumono in classe,perciò prendere seri provvedimenti e non far finta di niente o perfino giustificarli….

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  71. peta&mery4b

    siamo daccordo con silvia..secondo noi la violenza parte dalle piccole cose..anche secondo noi i genitori dovrebbero imparare ad educare,noi seguiamo le loro orme..tutti dovremmo tentare di modificare le nostre abitudini sbagliate per una società migliore

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  72. mary e laura 4B

    secondo noi oggi come oggi alla scuola non viene più attribuito il valore di una volta poichè nella società si sono persi alcuni valori in generale come il rispetto e l’importanza degli affetti.voi cosa ne pensate?

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  73. Silvia

    io penso che il corso non possa risolvere tutti i problemi ma può essere di sprono soprattutto a genitori che non hanno mai ricevuto dei valori morali.Insomma il fine di questo corso può servire a fare conoscere, poi per praticare starà alla coscienza di ognuno di noi attuare perchè il bene è stato trasmesso.Si sicuramente deve l’impegno,partire da ognuno di noi ma il corso può essere efficace

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  74. Silvia: credimi, per quanto si possano fare corsi non bastano tutti i libri di psicologia e di pedagogia del mondo per essere certi di diventare buoni genitori. La relazione con i figli è un po’ simile a quella che voi avete con gli insegnanti. Non basta essere bravi e preparati, bisogna saperci fare e poi ci vuole tanta, tanta fortuna, coraggio e la forza per non arrendersi mai, neanche nei momenti più difficili.
    mery e laura: è vero, la nostra civiltà non si riconosce alcuni fondamentali valori umani come il rispetto reciproco (dovuto all’età dell’interlocutore ma anche al ruolo sociale da lui ricoperto). Gli adulti ormai temono i giovani che non sanno più gestire e, nell’illusione di accattivarsi le loro simpatie, li viziano pericolosamente. Il legame affettivo resta un vincolo fortissimo, ma solo per i legami parentali.
    a tutti: gli amici sono importantissimi, ma esistono ancora vere inossidabili amicizie, refrattarie al passare del tempo? Ci sono ancora amici con cui sia legittimo camminare e crescere, e magari invecchiare pacificamente? La nostra civiltà ha follemente smarrito il senso dei legami di amicizia, del condividere per il solo, puro piacere di farlo, senza aspettarsi nulla in cambio…purtroppo!!!

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  75. Silvia

    per chi ci crede si,la scuola è una ricchezza.Ma è ovvio che questa risposta non è condivisa da tutti,anzi penso sia solo una cerchia ristretta di persone che la considera tale.La scuola distrugge l’ignoranza che è uno dei molteplici elementi che contribuiscono ad alimentare la violenza;la scuola forma delle persone colte e la cultura non è fine a se stessa per prevalere sull’altro,anzi è il mezzo attraverso cui la collettività migliora,chi sa aiuta chi non sa.Se si va nel suo significato più profondo la scuola ,svolge un azione di solidarietà che permette a tutti di vivere meglio.Come diceva Locke la cultura deve essere spendibile nella società e non fine a se stessa,se si intraprende la seconda via sicuramente la violenza fruttifica perchè magari si pensa al successo personale(e qui si approderebbe al puro materialismo).Noi alunni molto spesso non ne comprendiamo la vera utilità presi da tante situazioni che ci abbagliano però non importa,l’importante e studiare poi quando arriva la maturità non potremo far altro che ringraziare chi ci ha sostenuto negli studi perchè ha permesso il nostro bene e quello della collettività.quindi cerchiamo di amare la scuola anche con i suoi difetti..infondo chi è perfetto?

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  76. Silvia

    si è molto difficile è inutile negarlo è la realtà!forse qualche superstite vive ancora,che sente proprio il vero senso dell’amicizia però anche quest’ultimo è influenzato dallo spirito del mondo

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  77. voi dite che noi prof siamo molto legati al voto, ed interpretiamo tutto dal punto di vista del voto. Cosa dire, allora, di quei genitori che picchiano insegnanti e presidi per un brutto voto? Non è la persona umana un valore al di sopra di tutto? E quale valore insegnano ai loro figli quei genitori che fanno violenza? Non è forse, per loro, il voto qualcosa di più importante della persona? Questa è la caduta dei valori dello spirito. La fine dell’uomo in quanto uomo come valore superiore a qualsiasi altro bene del mondo.

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  78. se imparassimo a mettere la persona umana al centro della nostra vita, riconoscendolo quel valore e quella dignità che la rendono superiore ad ogni altra realtà, l’insegnante non si permetterebbe più di offendere l’allievo, il genitore riconoscerebbe l’autorità del maestro, e la trasmetterebbe al figlio. La valutazione scolastica diverrebbe problema marginale, perché al di sopra di tutto ci sarebbe sempre la persona come più alto valore da salvaguardare. Invece siamo aridi, profondamente aridi…

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  79. Silvia

    secondo voi perchè questa aridità?secondo me perchè manca Cristo nelle famiglie,i valori morali insomma i limiti non li conosce più nessuno,ognuno di noi deve prendere coscienza di questo disorientamento generale che coinvolge anche chi magari è legato ai valori.Prendendo coscienza di questo già noi che siamo qui e che discutiamo di problemi che toccano la società, possiamo attivarci per modificare piccoli atteggiamenti giornalieri che incosciamente sono oggetto di violenza,a partire da quella verbale.Quindi le nostre che non rimangano solo belle parole e logici ragionamenti,impegnamoci per migliorare noi stessi e di conseguenza necessaria la società tutta.La motivazione deve essere legata al bene che si prova verso l’umanità e che va esplicato dando un contributo individuale.

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  80. silvia: sì, è vero, anche noi, nel nostro piccolo, come tutti, possiamo fare qualcosa per la pace. Moderare il linguaggio, porre al centro i valori umani, la persona, imparare a dialogare e a confrontarci con gli altri, decentrando il nostro punto di vista, addolcire il nostro sguardo sul mondo attraverso la cultura, imparare ad apprezzare l’arte, in ogni sua espressione. In generale, abituarci a cogliere in ciascuno ciò che ci unisce, distogliendo lo sguardo da ciò che ci divide.I valori cristiani sono quelli dell’umanesimo. Non è necessario proclamarsi cattolici e credenti per avere rispetto dell’uomo. Molti cattolici umiliano l’uomo. E molti laici hanno un grande rispetto per la diversità, e sono tolleranti e compiacenti nei confronti degli altri. Ho imparato, col tempo, a non discriminare l’uomo per la sua fede. Credo sia un segno di maturità e di onestà intellettuale. Ma mi piacerebbe conoscere in merito anche il parere del collega Vigilante, che saluto e ringrazio sempre per la disponibilità e lo spazio che ci offre.

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  81. Silvia

    prof con ciò che ho detto non ho voluto discriminare altre religioni,ho parlato del Cristianesimo perchè è una realtà che vivo in prima persona,che riguarda la mia esperienza perchè rappresenta un punto di riferimento saldo ma non ho voluto parlare solo di questo.Io rispetto anche l’altro che non è necessariamente cattolico,può essere anche buddista ma comunque la rispetto perchè mi accomuna all’altro il fatto di essere persona,forse mi sono espressa male ,scusate.

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  82. ciao siamo le alunne del magistrale secondo noi la violenza non ci dovrebbe essere nelle scuole sia da parte degli alunni che dai professori…diamo pienamente ragione a mikele e silvia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    ciao a tutti

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  83. fra e lulu

    diamo pienamente ragione a mikele, anche secondo è inutile parlare, bisogna agire. queste persone che assumono comportamenti errati nei confronti di ci è più debbole devono essere punti.

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  84. Dory & Maty

    Noi pensiamo che la violenza non sia solo fisica ma anche psicologica. Per violenza intendiamo un modo di offendere la gente che ci circonda o procurargli dei danni. Comunque molti scrivono il significato di violenza ma non pensano a quanta ce nè proprio affianco a noi. (quindi diamo pienamente ragione a Mikele!) e poi.. w 1a D…
    CIAOOOO!!..

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  85. marialibera e marcella

    La violenza secondo noi è un gesto negativo nei confronti degli altri non bisogna usare la violenza a scuola e neanche fuori la scuola.La scuola ci aiutata molto a farci capire che ci dobbiamo amare tra di noi e non ci deve essere violenza e tutt’altro.

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  86. cassa maria siponta TH di cosmo loredana

    La violenza avviene quando qualcuno ci impedisce di crescere ,attraverso minacce fisiche e morali.Questo avviene soprattutto nell ‘età adolescenziale a causa della debolezza.A volte i ragazzi diventano violenti per vari problemi come la famiglia,la scuola…..questo periodo puo’ passare se si agisce contro di essi.Un modo per combattere la violenza è la comunicazione e l’ aiuto reciproco.

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  87. Rita e Angela

    Siamo Rita e Angela della 1° D del pedagogico di Manfredonia…Vigilante è il nostro prof. di psicologia…!!!! Secondo noi la violenza a scuola è quando i prof. approfittano del loro potere…Le persone violente sono persone che chiedono attenzione perchè spesso sono persone sole e con problemi familiari… Però a volte questa è una scusa per abusare degli altri e ferirli spesso fisicamente e moralmente…Spesso capita che ci sono ragazzi/e che sfogano la loro rabbia picchiando o molestando verbalmente gli altri… Ma come possiamo risolvere questo problema? Forse aiutando questi ragazzi…ma il più delle volte sono talmente chiusi in se stessi che dare un aiuto è impossib ile… Quanto influenza la famiglia? e la scuola cosa può fare????

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  88. marialibera e marcella

    La violenza secondo noi è un gesto negativo nei confronti degli altri non bisogna usare la violenza a scuola e neanche fuori la scuola.La scuola ci aiuta molto a farci capire che ci dobbiamo amare tra di noi e non ci deve essere violenza e tutt’altro.ciao a tutti belli e brutti!!!!!!!!!CIAOOOOOOOOO!!!!!!!!!!

    lilly e marcy

    I D

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  89. ANNARITA E ARIANNA

    Per noi la violenza é una cosa bruttissima perchè subbire una violenza porta disturbi psicologici. Infatti molti ragazzi che hanno subbito una violenza si rinchiudevano in sè stessi e non volevano andare più a scuola. Per noi i professori devono avere una autorità su noi alunni e devono cercare di farci cambiare atteggiamenti faccendoci capire che dobbiamo comportarci correttamente,senza usare parole offensive che ci distruggono moralmente. I professori devono essere più severi dandoci delle punizioni per il nostro comportamento scorretto e devono aprire delle discussioni sui valori della vita,facendoci vedere dei video che ci aiutano a inserirci nella società.

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  90. Miry e Ary 1 D

    Non diciamo che tutti i prof siano cattivi nei nostri confronti… Però certe volte siamo puniti ingiustamente,con dei voti,delle note,delle punizioni assurde…Poi esistono persone raccomandate che possono fare tutto quello che vogliono ma non vengono mai punite,promosse con voti che non hanno mai dimostrato nel corso dell’anno quindi non meritati…Purtroppo viviamo in questo mondo e non possiamo farci niente….poi la scuola è circondata da ragazzi che dimostrano atti di bullismo, malmenando ragazzi come noi o con qualche disabilità,insultandoli e riprendendoli con il cellulare…coloro sono persone senza cuore, che si sentono migliori di altri,di cui i genitori li ammirano,persone senza educazione… ormai la scuola è diventata un luogo di gioco, di svago e di raccomandazioni…possiamo cambiare tutto cio? questa è una domanda che dobbiamo risponderci spesso…ma che non sappiamo mai dare una risposta…tutto dipende da noi…

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  91. Rita e Angela

    Si secondo noi esiste…. le forme più presenti sono quelle di ribellione al potere dei prof. e quindi il “bisogno” di sentirsi liberi e di non essere comandati da nessuno… nella scuola ci sono troppi divieti, alcuni validi, ma altri inutili cioè che vengono violati contiuamente da noi alunni..e allora si sfoga questa prigionia con la violenza, violando le regole, e questo è un gesto che ci dà molta soddisfazione..e poi a scuola c’è anche la violenza nei confronti dei compagni.. perchè spesso ci troviamo di fronte persone più deboli e sentiamo il bisogno di calpestarle per sentirci superiori quando alla fine i deboli siamo proprio noi…..

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  92. d

    la violenza a scuola…un tunnel senza via d’uscita…una domanda senza alcuna risposta..a volte mi chiedo se questo mondo ha un senso..se qsta vita ha un senso..dopo tt qll k sento mi viene voglia di uscire fuori da qst mondo…xk qst mondo è un tunnel pieno di cattiveria un tunnel con violenza un tunnel dove vorresti uscirne..ormai qst mondo nn ha più un cuore..vorrei nn avere gli occhi x guadare tt qst violenza..le orecchie x sentire i cuori spezzati di una vita distrutta..ma vorrei avere sl la forza di aiutare ki viene colpito da atti di bullismo….nella scuola e fuori la scuola..e la forza di colpire anche solo con le parole que ragazzi k si credono forti,grandi nei confronti dei più deboli…ho una domanda…k mai nessuno mi ha saputo rispondere… finirà mai questa violena….????
    debora…..

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  93. Miry e Ary 1 D

    Dory e Maty:si forse avete ragione xò se vogliamo possiamo anke aiutare queste persone… noi crediamo ke la colpa sia di tutte e 2(sia colui ke insulta sia il ragazzo sensibile)….

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  94. Miry e Ary 1 D

    Dory e Maty: secondo noi xk il primo fa tutto ciò xk non ha mai avuto educazionee avrà sicuramente qualche problema e secondo nn socializza e nn si inserisce nel gruppo classe o società…….

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