Letterina

Caro (o, se preferisci, Egregio, Illustre, Onorevolissimo) Babbo Natale,
ti scriviamo per chiedere, con tutta l’umiltà che la cosa esige, il meritato regalo di Natale – dal momento che in questo duemilaesei noi siamo stati più o meno buoni. Certo, qualche pecca la si trova sempre, a voler cercare, ma non abbiamo fatto cose come crocifiggere il professor Vigilante sulla cattedra riprendendo la scena col telefonino e mettendo tutto su internet: di questi tempi, possiamo considerarci virtuosi.
In quanto virtuosi, dovremmo chiederti di portarci, per Natale, un mondo migliore, ma dopo attenta riflessione siamo giunti alla conclusione che sarebbe una richiesta inutile, oltre che ipocrita: ché tutti te lo chiedono, ma ognuno ha una sua idea del mondo migliore, e i ricchi non vorrebbero pagare le tasse e i poveri vorrebbero che i ricchi le pagassero, i pacifisti vorrebbero che non ci fosse più la guerra e quelli che fanno i soldi con la guerra vorrebbero che ci fossero sempre nuove guerre, e così via. Rinunciamo dunque a chiederti un mondo migliore, per avanzare una richiesta più fattibile, diciamo così. Per Natale – o per l’anno nuovo, se non fai in tempo: siamo comprensivi – vorremmo avere nuovamente qui a scuola il collegamento ADSL. Per favore, Babbo, scrivi bene questa cosa: non vogliamo l’ASL (quella ce l’abbiamo già, anche se funziona poco e male), né l’AIDS (di quella faremmo volentieri a meno). Vogliamo l’ADSL. Adiesseelle.
Sappiamo bene che non si usa, Babbo, e che non ci facciamo una gran bella figura, ma avremmo anche una seconda richiesta. Mentre porti a noi l’ADSL (scrivi bene, Babbo, non l’LSD, che non si usa più), non portare nulla di buono a quei cattivoni della Provincia di Foggia, che da maggio ci hanno lasciato così senza Internet. Solo carboni, mi raccomando. Scrivi bene, Babbo: carboni con la minuscola, non quell’altro con la maiuscola, che è un cantante.
Fiduciosi speranzosi animosi, ti salutiamo con qualche raccomandazione: entra a scuola dall’ingresso principale, alrimenti rischi di scassarci l’unica finestra che ancora funziona. Un abbraccio a te ed una carezza alle renne.

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Un pensiero su “Letterina

  1. Ciccina

    come fate a dire voi che quella era una spinta fatta per far male e non è stato un incidente? invece mi sembra che un ombrello nell’occhio sia qualcosa fatta per far male. si è visto chiaramente che la stavano circondando. i rumeni c’è l’hanno con gli italiani è non è la prima volta che si comportano male nei confronti degli italiani ad esempio tutte le ragazze molestate.

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