La cagna

Abbiamo visto La cagna, un film del 1972 di Marco Ferreri tratto dalla novella Melampus di Ennio Flaiano. Inaspettatamente, il film sembra esservi piaciuto. A prima vista, sembra semplicemente un film che parla della sottomissione di una donna (e perché, poi?), ma basta fare un po’ più di attenzione per individuare elementi che complicano l’interpretazione.
Come ogni film di valore, questo di Ferreri può essere letto in molti modi. Vi propongo di avanzare la vostra interpretazione, anche confrontandovi con alcune letture del film presenti in rete, come questa.

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30 pensieri su “La cagna

  1. utente anonimo

    è un film abbastanza complesso,perchè per capirlo bisogna soffermarsi su alcune scene e avere modo di riflettere su esse.Inoltre per poterlo interpretare bisogna avere una conoscenza approfondita del pensiero marxista.Cosa ne pensate voi…post2

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  2. utente anonimo

    a noi questo film non ci è piaciuto..cioè secondo voi è normale che un cretino di mezza età si va a rinchiudere in un isola senza contatto sociale con la compagnia del suo cane..non è nella norma,e non è neanche normale reprimere un cane per gelosia e trasformarsi lei stessa in una sorta di cagna?no non si puo….

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  3. utente anonimo

    Al commento #7: Sicuramente le situazioni del film sono inconsuete, ma forse il registra ha voluto portare all’estremo, fino al grottesco, qualcosa che abbiamo sotto gli occhi, per farcene prendere coscienza. a.v.

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  4. utente anonimo

    Noi pensiamo che il film non abbia senso…forse perchè non l’abbiamo capito..o forse perchè non è il nostro genere..comunque in una storia non c’è chi si sottomette o meno.post6

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  5. utente anonimo

    a noi il film non è piaciuto del tutto.. ma il fatto che non riesco a capire che giorgio per starsene da solo aveva per forza bisogno di vivere su un isola non poteva comprarsi una casa come fanno tutti? oppure lei aveva per forza bisogno di uccidere il cane per attirare la sua attenzione non bastava dirglielo?Sindy

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  6. utente anonimo

    Una delle scene significative è quella in cui lei fa morire il cane e indossa il suo collare come se volesse prendere il suo posto e quindi essere al centro dell’ attenzione nei confronti dell’uomo del film…oppure quella in cui la cagna si reca a casa dell’uomo a Parigi,e la moglie è impassibile,non chiede nè perchè la cagna è li, nè come si chiama,continuando a mangiare e per di più la invita a sedersi con loro.post 2

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  7. utente anonimo

    Anche io sono d’accordo con la post2 perchè la scena principale,a mio parere è quella nella quale la donna uccide il cane e indossa lei il suo collare,per essere lei al centro dell’attenzione di giorgio!che pazza…..post8

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  8. utente anonimo

    Perché secondo me racchiude tutta la storia del film. Come il disertore, Giorgio cerca la salvezza sull’isola; come il disertore, viene catturato e condannato a morte. a.v.

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  9. utente anonimo

    Non si può fare una discussione su una cosa che non si è capita,soprattutto per noi che non abbiamo mai interpretato un film del genere.Non sappiamo che dire e come interpretarlo. post-9

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  10. utente anonimo

    Per post 9…anche per noi è stata la prima volta che abbiamo visto un film del genere…comunque tentiamo di dare un nostro parere…giusto o sbagliato che sia…non credete?!

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  11. utente anonimo

    NOI VI AMIAMO TANTISSIMO, al contario vostro…a parte gli scherzi, secondo noi Giorgio non è stato condannato a morte in quanto la sua è stata una scelta di vita, non una condanna.post-9

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  12. Ale

    Credo che sia un grandissimo film…chi non l’ha capito forse dovrebbe riguardarlo e riflettere meglio. (Certo che con i film x lobotomizzati mentali che escono adesso posso capire…)

    L’impossibilità di staccarsi dalla vita e cercare nell’isola un idea utopica di libertà.
    Il tentativo di resistere ai vizi della società e rinchiudersi in un isola-libertà…dove però il disertore viene ripreso dalle milizie, e Giorgio pure…torna a Parigi, ma la cagna lo segue appunto. Estremo paragone tra libertà e oppressione.
    Fino a che non si illudono di nuovo di partire per un posto “dove si mangia”…piccola e semplice condizione alla fiaba che si sono appena raccontati…

    Due parole su Mastroianni che è l’attore perfetto…tubo vuoto a detta di Fellini ironico….direi semplicemente o paradossalmente: attore

    Colonna sonora bellissima e struggente.
    Che altro dire…ogni volta che lo riguardo ho la pelle d’oca, lo consiglio a tutti gli insicuri e dubbiosi come me.
    Ciao

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