Ciò che gli uomini chiamano amore

Torniamo nel blog dopo un periodo di assenza, durante il quale abbiamo concluso, in aula, le nostre discussioni sul sacro ed iniziato a riflettere sull’Eros, proseguendo il percorso avviato dalla visione di Teorema di Pasolini.

Sto leggendo l’ultimo libro di Michel Houellebecq, La possibilità di un’isola (Bompiani). Ho trovato un passo interessante, che vi propongo (pp. 155-156):

“La sola possibilità di sopravvivenza, quando si è sinceramente innamorati, consiste nel dissimularlo alla donna che si ama, nel fingere in ogni circostanza un leggero distacco. Che tristezza, in questa semplice constatazione! Che accusa contro l’uomo!… Non mi era tuttavia mai venuto in mente di contestare tale legge né di sottrarmi ad essa: l’amore rende deboli, e il più debole dei due è oppresso, torturato e infine ucciso dall’altro, che dal canto suo opprime, tortura e uccide senza cattive intenzioni, senza nemmeno provarne piacere, con una perfetta indifferenza; ecco ciò che gli uomini chiamano amore.”

Vorrei sentire cosa ne pensate.

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48 pensieri su “Ciò che gli uomini chiamano amore

  1. A quanto pare l’amore viene visto come una specie di buco nero o una dimensione dove la prorpia identità e personalità viene addormentata.

    “L’amore rende deboli” è una bruttissima affermazione.Quando si è innamorati si guarda l’altro con gli occhi dell’amore e questo presuppone un abbassamento delle difese personali. Significa che sono vulnerabile e sensibile a tutti ciò che il mio amato dice o fa. Ma da qui a ad affermare che si è sotto tortura ce ne vuole.

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  2. utente anonimo

    Ma perché la vulnerabilità di fronte all’amato viene da questo autore tanto temuta?Per me, proprio in questo abbassamento delle difese, nel consegnarci all’altro fragili, indifesi, con una totale dedizione e fiducia, vi è un piacere profondo e dolcissimo.Non è anche in questo disarmante mettersi nelle mani dell’altro, e nel senso dell’appartenenza dell’uno all’altro, che sta anche la bellezza dell’amarsi?Io mi vorrei sentire vicino alla persona amata-me stessa, non pensare di dovermi difendere, ma stare lì come una pesca sbucciata.Questo fidarci, mostrarci all’amato e consegnarci a lui in tutta la nostra fragilità, non è una sensazione bellissima dell’amore?.E’ una sensazione solo mia, o solo femminile, o è un desiderio universale?L’autore non la prova?

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  3. utente anonimo

    A nostro parere,si,forse è vero che l’amore opprime,ma dipende da come si ama e dal rapporto che c’è con l’altra persona.A volte,e forse più per noi donne,sarebbe bello farsi desiderare…ma questo è diverso dal nascondere i sentimenti…perchè se essi non sono manifestati..non è vero amore,perche non si può essere innamorati e trattenersi.MARY e NENE’

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  4. Al commento #9: Bella l’immagine della pesca sbucciata. Hai ragione, affidarsi totalmente ad un altro essere umano può essere una esperienza piacevole; è anche vero, però, che ci si trova oggettivamente in una situazione di dipendenza, che può far soffrire. Chi non ha sofferto, banalmente, per un cellulare che non squilla?

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  5. utente anonimo

    siamo d’accordo con ciò ke abbiamo letto perchè in amore cè sempre qulcuno che ama di più,quasi opprimendo l’altro..sbagliando ma credendo che sia giusto.*6

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  6. utente anonimo

    secondo noi l’amore non corrisposto può uccidere chi invece è realmente innamorato pultroppo sono poche le persone che realmente si corrispondono e forse sono quelle sono persone reali capaci di esprimere i propri sentimenti

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  7. utente anonimo

    Non ho mai capito una cosa.Se l’altro soffre perchè si sente dipendente da me, io penso che va rasserenato, rassicurato:e tendo a farlo mostrandogli che io sono tanto simile a lui; che anche io ho bisogno di lui.e’ bene?E’ male?Con voi funzionerebbe il metodo di H.,cioè del fidanzato che sta lì a centellinarvi l’amore, o funziona il mio, che praticamente è tutto il contrario, ma che devo ammettere non ha mai dato grandi risultati? 🙂

    Sareste felici se il vostro fidanzato/a ragionasse come questo autore?Cosa fareste?

    Ludò

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  8. utente anonimo

    La debolezza in amore è sogggettiva infatti ci sono persone che quando sono innamorate sono fragili tutto ciò che fanno dipende dall’altro sembra quasi che non ragionano più con la loro testa e non ascoltano nenche i consigli di persone che vedono il tutto non con gli occhi dell’amore!…mentre altre riescono ad essere più razionali…POST 2

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  9. utente anonimo

    concordo perfettamente con quanto dice Houellebecq,”fingi d’amare”,”l’amore rende deboli”,sono queste le parole che continuamente mi rimbombano nella mente .E’ vero è tutto vero l’amore rende deboli ,cechi,e ti priva della ragione :quindi ti indebolisce e ti rende simile ad altri esseri (gli animali).E poi perchè mai amare?la domanda è :ne abbiamo davvero bisogno? Si ,no,non lo sò…e poi perchè confessarlo?perchè spogliarci di tutto ciò che con fatica abbiamo costruito? post 11

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  10. utente anonimo

    secondo noi una persona che soffre può essere sia maschio e sia femmina…non sono solo le donne a soffrire per amore ci sono maschi che riescono ad esprimere i propri sentimenti ed a soffrire per amore…cia e gra

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  11. utente anonimo

    è vero che quando si ama si diventa più deboli,ma nello stesso tempo non riusciamo a guardare l’altro avendo paura che possa farci del male o che possa “torturarci”.

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  12. utente anonimo

    per la post-1. è assolutamente sbagliata l’ affermazione fatta da questa postazione. Perchè non si dovrebbero manifestare i propri sentimenti? è un’ affermazione un pò assurda…L’ amore non è altro che lo scambio di sentimenti e tutto è basato su questo.post-9

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  13. utente anonimo

    non è assolutamente come dicono “giank e luciano”..xkè sicuramente non hanno mai provato il vero amore…non ke non abbiano amato ma ben si diverso è parlarne!ognuno interpreta l’amore a suo modo e ama così diversamente dall’altro.la gelosia non fa parte dell’amore!!!!!!!

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  14. utente anonimo

    Rispondiamo al prof.Secondo noi,come abbiamo già detto è difficile amare “DAVVERO” e non manifestare i propri sentimenti…Ma se qualcuno ci riuscisse,non sappiamo fino a che punto sarebbe giusto,perchè non sai mai come è fatta la persona che hai davanti,come può interpretare i tuoi comportamenti.SPIEGHIAMO:1° caso,se noi non manifestiamo i nostri sentimenti,la persona che c’è dall’altra parte può scappare x paura.2° caso,se noi non manifestiamo i nostri sentimenti,la persona dall’altra parte può essere incuriosita di conoscerci.Conclusione…rischiamo.MARY e NENE’

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  15. utente anonimo

    non è assolutamente vero che la gelosia non fa parte dell’amore…la gelosia può essere un modo per dimostrare quando ci tieni ad una persona…sempre però nei limiti…cia e gra

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  16. utente anonimo

    Prof, non ci credo che il rapporto erotico è un rapposto di potere.Cioè, si per gioco.Ma davvero davvero è un rapporto di rinuncia al potere:di amore, cioè di dare.Se sono innamorata vedo l’amato come il non plus ultra.Come posso desiderare di dominarlo?Questo fa nacere grande delicatezza, verso l’amato.Desiderio di domandare, di valorizzare,non di dominare, credo.Ma allora è vero che chi viene rassicurato, smette di amare?Io se un uomo che amo mi fa sentire amata, lo vorrei far sentire un Dio, perchè mi piace così, mi viene istintivo.E’ un suicidio?

    Ludò

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  17. Per Ludò: quindi quello di cui parla H. sarebbe una forma di amore inautentico. Mi fai pensare alla distinzione di Maslow (ma forse anticipo qualcosa) tra amore B ed Amore D. Il primo è amore per l’essere dell’altro, di cui io non ho bisogno, mentre il secondo nasce da un mio bisogno, da una mancanza. Nel primo caso io posso amare senza avvertire il bisogno di essere riamato; nel secondo caso no. Ovviamente nel secondo caso si soffre di brutto.

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  18. utente anonimo

    Certo che no ,non si ama per essere amati.Lo si fa solo perchè il nostro stupido corpo nel vedere o nel percepire un altro corpo ha delle reazioni che la mente non capisce.questo è l’amore :una reazione .post11

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  19. utente anonimo

    prof, amare senza avvertire il bisogno di essere riamato è quasi impossibile.Ma, fose, non si può fare che ciascuno riconosce di desiderare l’altro, ciascuno riconosce la propria fragilità, così che non ci siano rapporti di potere?E non si può fare che, invece di cercare ciascuno di avere supremazia sull’altro, per sentirsi sicuro, ciascuno cerchi paradossalmente di mettere l’altro al di sopra, perchè lo ama, e lo strova un essere straordinario, e pende dalle sue labbra, e lo vorrebbe felice?Mettere l’altro al di sopra di noi,all’inizio sembra un gensto di apparente follia.Ma poi è ciò da cui nasce la più gran sicurezza, forse.La sicurezza di entrambi.E più bello il gioco all’in su, dove l’uno mette l’altro al di sopra di sè, che non il gioco all’in giù, dove l’uno vuol dominare l’altro.Nel mio secondo me nessuno si fa male.E come si può desiderare di dominare ciò che si reputa straordinario?

    Ludò

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  20. utente anonimo

    prof, la letteratura è tanto diversa dalla realtà, perchè ha bisogno di essere tragica.Vedo tante persone vivere l’una per l’altra, con semplicità assoluta.

    Per tutti:ma nessuno mi dice se essere rassicurato gli fa piacere, o, come dice H., spegne l’amore?

    Ludò

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  21. Che un amore perfetto, o semplicemente l’amore, possa nascere solo fra due esseri perfetti, non deboli, senza mancanze né bisogni è ritengo falso, oltre che fastidioso. Sì, la perfezione mi infastidisce. Ho troppo amato chi ho amato, e so bene che eravamo la compensazione l’uno dell’altro, ed eravamo consapevoli entrambi di questo. Eppure è stato un amore perfetto, proprio perché imperfetto. Proprio perché ci sono state cadute, e dolore e sofferenza, da entrambe le parti. Oltre che gioia e felicità.

    No, non c’è una linea unica che si presenta ma molte che si intersecano, inaspettate, eppure ho sempre pensato a un fondo, forse, una fiducia che avevamo l’uno nell’altro, una fiducia nonostante tutto, persino nonostante noi stessi. E dedizione, che ora in questi mesi così difficili per me, riscopro in un insieme di piccole cose. Io ora sola custode di esse.

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  22. utente anonimo

    Provo a rispondere a Ludò.

    Io vedo l’amore più che un rassicurare l’animo dell’amato un prendersi cura. Rassicurare mi fa pensare all’arte del tranquillizzare e quindi alla retorica e alla bugia pur di non far preoccupare la persona amata. Al contrario, il prendersi cura mi fa venire in mente l’idea di occuparsi, interessarsi e perchè no anche impicciarsi delle cose che riguardano l’amato.

    Prendersi cura come un crescere insieme, piano piano, mano nella mano, tenendo sempre vivo l’amore. Se io curo il mio amato non avrò bisogno di rassicurarlo perchè troverà in me la serenità ed io in lui, almeno credo.

    Inoltre, l’idea di donarsi all’altro senza filtri abbassando le difese, forse, è questa la magia dell’amore ed è ancora più bello pensare che ciò avviene solo con una persona. Con la persona amata non riuscirei mai a porre delle barriere perchè in fondo vorrei solo perdermi nel suo mondo.

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  23. utente anonimo

    Cara Michela, non discutevo di cosa fosse l’amore, ma della paura che prova H.davanti all’amore:cioè di essere annientato dalla dipendenza dall’altro.Quindi non parlavo del rassicurare come dell’essenza dell’amore, ma come di una possibile reazione di un innamorato, davanti alla pura dell’amato.

    D’altra parte,sono d’accordo con te sul “prendersi cura”, ma temo che se io o tu andassimo da H. e gli dicessimo:”amore mio, io mi voglio prendere cura di te”, H., per come lo vedo, sparirebbe in men che non si dica dalla nostra vista, per essere avvistato poco dopo, dall’altra parte del mondo. 🙂

    Se la paura dell’amato è quella di dipendere da me, perché sente che ha bisogno di me, io tendo a mostrargli che anch’io ho bisogno di lui; rinuncio cioè a fingere una posizione di dominio,ma, gli mostro la mia fragilità accanto alla sua, così simile alla sua, mettendomi a nudo l’anima davanti a lui,svelandogli che non sono più forte di lui, manche tremo anch’io, come lui, per il desiderio e per la paura.Dunque lo rassicuro che nessuno lo annienterà in un rapporto di dipendenza che non esiste, perchè siamo tanto simili nel reciproco bisogno d’amore.

    Non so perchè in questo rassicurare l’altro spogliandosi di ogni apparenza di forza,e mostrandosi fragili come si è, tu veda una bugia o della retorica.Così è per me l’amore tra le “persone reali”, come qualcuno ha scritto nei commenti, con un’espressione che per me è la chiave di tutto.Mentre l’amore borghese, l’amore degli atteggiamenti, delle apparenze,è quello fatto di grovigli psicologici, di privazioni cagionate ad arte, nel tentativo grottesco di imitare quel piccolo dolore buono e vivo che la natura pone nel sentimento amoroso.E che non si suscita certo negando l’amore:ché se vedo le lacrime sul viso dell’amato, le prendo e gliele stendo ad asciugare al sole,non le conto una per una come prova di amore.

    Quanto a me, io vorrei solo essere amata, e così immagino anche gli altri.Però la femminilità rende facile il riconoscerlo,perché noi abbiamo una forza diversa, che non c’entra col dominio.Se l’ amato segue il suggerimento della femminilità e se ne fida, si potrà stare accanto, invece che lottare per stare l’uno al di sopra dell’altro.Se invece viene da me e fa il duro, ti confesso che la cosa alla fine mi fa un po’ anche simpatia, perché gli uomini delle volte fanno così, ma non fa niente, è solo un amare diverso.Non pretendo che mi dica per forza che ha bisogno di me.Mi affeziono a quella ruvidezza buona, che non fa paura.

    Ludò

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  24. utente anonimo

    Ecco, mi sono ricordata dove ho letto un pensiero che volevo esprimere, ma scritto con molta più chiarezza di come ho fatto io, come fanno quelli che mettono il dito nel punto esatto della questione.E’ in un libro di Antonio:”Il pensiero nonviolento”.Questo libro inizia nel modo più bello in assolutoin cui si potrebbe cominciare, secondo me, un testo sulla nonviolenza:raccontando- con le immagini di Lucrezio- di Marte che si acquieta sul grembo di Venere, ed introducendo così una bellissima e centrale distinzione tra forza e violenza.Ecco come finisce il capitolo:

    “Forza è la virtù di ciò che non si lascia schiacciare né schiaccia, ma cresce accanto.Degenerazione della forza è la violenza,con la quale il *crescere accanto* diventa un *crescere sopra*.(Antonio Vigilante, Il pensiero nonviolento,Edizioni del Rosone, Foggia 2004, p.28)

    Ecco, questo volevo dire, quando parlavo della femminilità come una forza mite,che ti porta a non cercare il dominio e a non accettare la dipendenza, ma a stare, semplicemente- accanto, svelandoci simili all’altro;sentendoci simili, vicini, compagni.

    Ludò

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  25. Ludò non volevo discutere sul senso dell’amore. Ti domandavi se fa piacere essere rassicurati dall’amato e la mia risposta naturalmente è sì. Vorrei essere rassicurata dal mio amato per calmare il mio animo ma se ho bisogno di questo vuol dire che mi sono accorta che qualcosa non va come dovrebbe. Mi spiego meglio: io chiedo una rassicurazione perché ho paura di perdere l’ uomo che amo, perché avverto una crepa nel suo amore e vorrei una smentita. Non c’è nulla di male in questo anzi è molto piacevole avere una conferma dell’amore che prova il mio uomo. È alla radice il problema; in quella crepa, in quella paura, in quella sensazione e in quel bisogno quasi vitale di essere rassicurata.

    Nel rassicurare vedo in qualche modo la bugia quando si usano tanti discorsi e scuse, forse non si era ben capito. Io sono tranquilla solo quando avverto l’amore del mio uomo nei suoi atteggiamenti considerevoli verso di me, nel sentirmi il suo amore addosso come una seconda pelle, insomma quando sento di potermi fidare.

    Per ritornare a quel tale che condivido con lui solo dove dice “l’amore rende deboli” perché trovo che siamo deboli a noi stessi e all’amato. L’idea di un più debole mi fa pensare a colui che nella coppia ama di più, cioè ama talmente tanto da essere oppresso dal suo stesso sentimento. Mi domando se in una coppia vi è uno che ama più dell’altro. Non so. Tu cosa ne pensi?

    Michela

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  26. utente anonimo

    Cara Michela, i due amanti sull’urna greca descritta da J. Keats in una delle mie poesie preferite, sono raffigurati nel momento in cui le loro labbra stanno per sfiorarsi, ma non ancora si toccano.Il desiderio ed il piccolo dolore vivo che in esso si cela, il bisogno terribile e dolce che ciascuno ha delle labbra dell’altro,dell’amore, della rassicurazione dell’altro, sono scelti per rappresentare l’amore perché in amore sono naturali.

    Quella “crepa”che descrivi come “bisogno vitale” io credo sia una sofferenza naturale e inevitabile dell’amore; che non va via prendendosi solo cura l’uno dell’altro; ma che non rappresenta, secondo me, “ un problema”, perché anche quel piccolo dolore ha una sua meravigliosa ragion d’essere e perché la gioia che si prova in amore lo supera di gran lunga.

    Ma c’è un’altra crepa. Quella artificiosamente cagionata da quello degli amanti che rifiuta di mostrare il proprio bisogno dell’altro, mimetizzandolo attraverso atteggiamenti di forza,con cui sottrarsi ad un rapporto di dominio semplicemente capovolgendolo a proprio vantaggio; portando così, nell’amore, una sofferenza che è ora quella insana della negazione, della finzione e della disuguaglianza:la sofferenza del dominarsi in luogo del reciproco appartenersi.

    Con la prima crepa si fa un gioco gioioso:essa è desiderio, e più gli amanti la colmano, più si rischiude invitandoli a colmarla con altro amore.

    La seconda crepa è ferita.Cerchi l’amato per riappropriarti di quanto ingiustamente ti è stato tolto.Quando ti sei ripresa questo, cosa resta, più, dell’amore, oltre ad un fondo di risentimento, oltre ad un’amara soddisfazione?

    Infine:non so se in amore c’è qualcuno che ama di più. Vi sono, certo, gli amori non corrisposti.Ma l’amore è, credo, un sentimento estremo, eccessivo, infinito.E come tutte le cose infinite, non si conta, non si pesa, non si confronta.Io capisco la tua paura che l’amore finisca:la provo sempre anch’io.Faccio più fatica a capire, invece tutta questa dialettica fra gli amanti che pone H: chi è più forte, chi è più debole, chi ama di più. Forse sono pensieri maschili.Io non mi pongo, in amore, il problema di chi sia più forte, non mi importa niente.Mi chiedo se “noi” siamo forti abbastanza, insieme, davanti al tempo, davanti al mondo. E penso che confrontare due amori per dire chi ama di più sarebbe come confrontare due infiniti per dire qual è più grande.

    Ludò

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  27. utente anonimo

    Secondo noi sarebbe bello risp. con l’amore alla violenza però questo è molto difficile soprattutto al giorno d’oggi.se una persona”porgesse l’altra guancia”verrebbe considerata debole e se ne approfitterebbero.post 3

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  28. @lessia

    salve a mio parere l’amore è una cosa fantastica.quando ci si innamora di una persona veramente si è disposti a QUASI tutto,logicamente senza mai superare i limiti.L’amore è l’unico sentimento capace di farti sentire la vera pace dentro di te in qualsiasi momento della giornata.E’ anche vero xo ke l’amore a volte fa soffrire ma questa sofferenza non è legata a tale sentimento ma alla persona di cui ci si innamora.
    Ragazzi innamoratevi perchè è un’esperienza ke non vi dimenticherete mai nella vostra vita,specialmente se trovate la persona giusta!

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  29. esperta

    secondo me l’amore è una cosa relativa,stai con una persona tanto tempo e poi ti ritrovi solo con una reputazione da difendere perchè tutti ti giudicano..che mondo infame….

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  30. licia

    l’amore fa solo soffrire,i ragazzi sono tutti uguali vogliono solo…
    e basta sono come delle macchine insaziabili…vorrei risp. a tutti coloro che hanno scritto che innamorarsi è bellissimo…
    ci rivediamo quando vi lasciate!!!!!!

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  31. @lessia

    licia x’ dici ke i ragazzi sn tutti uguali;io fino a 2 anni fa la pensavo come te ma dopo mi sono ricreduta x’ ho conosciuto una persona fantastica.Secondo me dipende dal tipo di persona con il quale abbiamo a che fare(intendo il suo carattere).Prova a vedere i ragazzi sotto i loro anke se poki(ma a volte buoni)punti carini.

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