Teorema

Se tutto va bene*, domani vedremo Teorema di Pier Paolo Pasolini. Se tutto va benissimo, tra una settimana o due potrete scrivere qui le vostre osservazioni sul film.
Di Pasolini non sapete nulla; conoscete però Socrate. Ecco, Pasolini è stato una specie di Socrate contemporaneo, capitato nella confusa, inquieta, mobile, spregiudicata Italia della seconda metà del Novecento: che è poi l’Italia di cui siamo figli. E’ stato un grande scrittore, Pasolini, e un grande regista, e un grande poeta: ma è stato soprattutto la più grande coscienza critica del suo tempo, colui che ha visto e denunciato con chiarezza e coraggio le vergogne del potere. Come Socrate, ha pagato con la vita questo suo coraggio. Non riuscendo a metterlo a tacere con ben trentatré processi, il potere – imparete, spero, a concretizzare questa parola astratta – ha abbandonato il suo cadavere all’Idroscalo di Ostia. Era la notte tra l’uno ed il due novembre del 1975. Trent’anni fa.
Teorema uscì nel 1968, una data significativa, come sapete. Parla di una famiglia borghese che entra in contatto con un ospite misterioso e ne viene sconvolta. Chi sia questo ospite, e quale sia il significato della sua venuta, è la questione che il film lascia allo spettatore.

* E invece tutto è andato male: proiezione sospesa per mancanza di spettatori (sciopero). Ci riprovo la settimana prossima.

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