Ancora su genitori e figli

Dalla discussione precedente sono emersi due punti che mi sembrano importanti.

Il primo è l’affermazione di Teresa ed Ilaria: “Il troppo silenzio, quello sconfinato crea molti problemi, ma anche la troppa complicità non genera un rapporto sano”. Mi sembra che qui venga toccato un problema di molte famiglie attuali. La complicità tra genitori e figli è senz’altro una cosa bella e positiva, ma anch’essa, come il silenzio e l’incomunicabilità, può essere eccessiva e far danni. In questo caso il genitore annulla quella distanza che lo fa genitore, ed il figlio resta senza riferimenti. Lo sconfinato silenzio non è, necessariamente, mancanza assoluta di comunicazione; può essere anche un silenzio limitato al ruolo genitoriale. In altri termini, il padre e la madre parlano al figlio, ma gli parlano da amici, e così facendo tacciono in quanto genitori. A mancare sono quelle poche parole decisive con le quali un padre ed una madre chiedono conto, indirizzano, controllano, responsabilizzano.
Il secondo punto è quello toccato da Lucia e Adriana, che affermano che “c’é anche tanta debolezza e superficialità da parte loro [dei genitori] che non riescono ad abbattere questa barriera, credendo sempre che i propri figli siano migliori degli altri e non abbiano nessun problema”. Questo è forse il punto decisivo. Io non credo che un genitore non riesca a controllare in qualche modo il proprio figlio, a scoprire che frequenta brutte compagnie, che fa parte di una setta satanica, che si droga eccetera. Non è possibile non vedere i mille indizi che potrebbero portarti a capire. A meno che tu non voglia vedere. Questo è forse quello che succede in molte famiglie: semplicemente, i genitori non vedono perché non vogliono vedere. Hanno nella mente una loro idea di famiglia felice, rispettata ed apprezzata nella comunità, e allontanano inconsciamente tutto ciò che potrebbe mandarla in crisi. Se qualcuno criticasse la loro superficialità, risponderebbero che si fidano ciecamente dei loro figli, e perciò non hanno bisogno di stargli addosso; in questo caso la fiducia – che è fondamentale nel rapporto tra genitori e figli – diventa un alibi.
Vorrei sapere cosa ne pensate.

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11 pensieri su “Ancora su genitori e figli

  1. utente anonimo

    noi pensiamo che le cosiderazioni fatte dalle nostre amiche siano quelle più criteriose .infatti oggi il rapporto tra genitori figli è uno dei problemi cardini della società che ci circonda.

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  2. utente anonimo

    Entrambe le affermazioni sono più che giuste.Il rapporto genitoriale deve essere equilibrato,ci deve essere comunicazione e fiducia reciproca.I genitori non devono pensare che i loro figli non abbiano nessun problema ed importante capirli anche attraverso i loro silenzi….

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  3. utente anonimo

    Capire attraverso i silenzi. Diceva qualcuno che “è impossibile non cominicare”, ed è vero: quando stai in silenzio, se non altro comunichi che non vuoi comunicare. Se questo silenzio è nel contesto familiare, ed è prolungato, comunica qualcosa di inquietante. Per questa via un genitore può sospettare che vi sia qualcosa che non va, e preccuparsi. Ma cosa può fare poi, secondo voi? Costringere il figlio a parlare? E come? a.v.

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  4. utente anonimo

    Dopo aver letto l’opinione di Adriana e Lucia,siamo d’accordo nel dire che molte volte i genitori cercano di vedere nei propri figli sempre la parte migliore di essi che non hanno mai bisogno di un consiglio e sono sempre senza problemi,però molte volte non è così.Infatti proprio come diceva il prof.i genitori fanno finta di non vedere ciò che dovrebbero:problemi scolastici,brutte compagnie,problemi di droga,eccetera;cosi facendo però roviora di più la vita dei loro ragazzi stando al proprio “gioco”continuando a fergli fare tutto ciò che vogliono.LUCIA e COSTANZA.

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  5. utente anonimo

    secondo me il fatto che ci sia un rapporto di amicizia tra genitori e figli è una cosa positiva ,ma deve avere dei limiti,perchè un rapporto esagerato d’amicizia può portare a gravi conseguenze ,ad esempio molti genitori si fidano cecamente dei propri figli ma non sanno in realtà quello che i figli sono e cosa noscondono dietro la maschera di bravi ragazzi.essere genitori è un compito difficile ma anche noi figli dobbiamo fare la nostra parte.

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  6. utente anonimo

    commento:

    Sono un’insegnante ma anche una mamma di tre figli ormai maggiorenni. Posso ritenermi soddisfatta per quanto riguarda i rapporti che ho avuto e continuo ad avere con i miei figli. Ho sempre cercato di seguire, nei momenti più delicati dei rapporti madre-figlio,la legge del cuore che in una madre è fondamentale nei riguardi del proprio figlio ma, non ho mai perso di vista la legge della ragione. Si dice che il mestiere dei genitori è quello più difficile proprio perchè ò difficile trovare un giusto equilibrio tra ciò che detta il cuore e ciò che detta la ragione.Un genitore non può essere nè solo amico nè solo capo del proprio figlio, io mi sono sforzata e ancora lo faccio, di trovare un giusto equilibrio e per questo mi sento una mamma abbastanza soddisfatta.

    antonia piemontese

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  7. Dei figli

    I vostri figli non sono figli vostri.

    Sono figli e figlie della sete che la vite ha di se stessa.

    Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,

    E benché vivano con voi non vi appartengono

    Potete donare loro l’amore ma non i vostri pensieri:

    Essi hanno loro pensieri.

    Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro

    anime:

    Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

    Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

    La vita procede e non s’attarda sul passato.

    Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono

    scoccati in avanti.

    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e

    vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e

    lontane.

    Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;

    poiché come ama il volo della feccia, così ama la fermezza dell’arco.

    Gibran kahlil Gibran – Il profeta

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