Consigli per gli esami di stato

Agli scritti leggi con la massima attenzione la traccia. Se hai dubbi, chiedi pure chiarimenti. Fa’ attenzione al fatto che se nella traccia c’è un testo di Dewey che parla del rapporto tra democrazia ed educazione, la traccia non è su Dewey, ma sul rapporto tra democrazia ed educazione. Tema che naturalmente potrai sviluppare anche parlando di Dewey.

Ti consiglio di lasciare a casa il dizionario di italiano: se nella traccia c’è qualche parola che non conosci, potrai chiedere a me. Non è proprio il caso di usare parole che non conosci, e che hai trovato sul dizionario cercando un sinonimo. A volte i sinonimi, messi in contesti diversi, fanno fare pessime figure. Prediligere è sinonimo di amare, ma non farebbe una bella figura un ragazzo che, per non essere banale, scrivesse alla sua ragazza: “Ti prediligo”.
Evita quelle lunghe introduzioni a carattere esistenziale, nelle quali cominci dall’ hic et nunc, dal tuo tedio per l’esame, dall’aula che po’ grigia, dalle idee che non vengono e poi oh, miracolo!, ecco che stanno arrivando, ora comincio il tema, sì ci siamo, professore si metta comodo che ora parto. Non so te, ma io non ho tempo da perdere. Evita anche parole difficili ed espressioni ad effetto. Non mi lascio impressionare facilmente, ed ho una certa abilità nel far esplodere i palloni gonfiati.
Catone, che per il resto era un trombone, prescrisse una buona ricetta per scrivere in maniera chiara: rem tene, verba sequentur. Afferra quindi con la massima chiarezza possibile la cosa che vuoi dire, carezzala, torniscila, prendila a calci quando occorre, sfrondala da ogni confusione, essenzializzala, spolpala, e quando la vedrai con gli occhi e la toccherai con le mani, le parole verranno da sole, e saranno le parole più chiare possibili.
Scansa come la peste le espressioni stereotipate. Non dire io personalmente, anche perché sarebbe strano se tu parlassi impersonalmente. Non ti azzardare ad usare più di un punto esclamativo od interrogativo alla volta (non voglio vedere cose così!!!! capito????). E’ una forma di sciatteria che non tollero. E naturalmente sai che non ti aspetta nulla di buono se ti lasci scappare un xché, o simili.
Prima di consegnare rileggi bene tutto. Se non hai fatto in tempo a ricopiare tutto in bella, metti un segno ben visibile che mi indichi che il tema continua nella brutta.
Non venirmi a chiedere se puoi mettere nel tema questo o quello. Non posso darti indicazioni su cosa mettere nel tuo compito. Non chiedermi se va bene come stai facendo. Capisci bene che se ti dico di no ti mando nel panico, se ti dico di sì dovrò poi metterti quindici.
Non portare materiale per copiare. In primo luogo, non avrai modo di copiare, perché io non sono un elemento decorativo. In secondo luogo, vedendoti con le fotocopie in miniatura mi farò una pessima opinione di te, che mi porterà ad essere implacabile.
Se non sai rispondere a nessuno dei quesiti proposti, non andare nel panico. Prendi il più abbordabile dei quesiti, seleziona l’argomento che conosci più vicino a quello del quesito, e va’ avanti come se nulla fosse. Non farai un figurone, ma sarà meglio di niente. Questo consiglio vale anche per gli orali. Non restare in silenzio, anche se non conosci l’argomento richiesto. Parla dell’argomento più prossimo che conosci. Potrai sempre dire che partivi da lontano per giungere dove chiedeva la domanda; o che hai sentito male la domanda.
Non venire a far gli orali masticando il chewingum. Una volta ho dovuto spendere non poche energie per convincere un presidente di commissione anziano che un ragazzo che s’era presentato in assetto da ruminante era comunque in gamba. All’epoca ero agli inizi, pieno di buona volontà. Ora non alzerei un dito in sua difesa.
Se ce la fai, guarda negli occhi chi ti sta di fronte.
Preparati ad una serie di domande esistenziali, che i presidenti di commissione fanno per sembrare simpatici, o nell’illusione di mettere a loro agio gli alunni. Se la commissione è distratta, o parla disturbandoti, richiamala all’ordine. E’ un tuo diritto avere la massima attenzione.
Attenta a come parli. Sappi che per anni ho sopportato i tuoi cioè, i tuoi dobbiamo dire che, i tuoi Tizio si rifà molto a: eccetera. Ora basta. Parla degli argomenti di studio come se stessi raccontando un fatto che ti è successo.
Non parlare a raffica, né a voce troppo alta. E’ la caratteristica di chi ha studiato a memoria.
Soprattutto, ricordati che non potrà essere una commissione d’esame a dirti quanto vali.
In bocca al lupo.

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7 pensieri su “Consigli per gli esami di stato

  1. utente anonimo

    Dobbiamo dire che…e’ impossibile evitare i dobbiamo dire che,cioe’ volevo dire,o meglio non volevo dire nulla!!!!!!!!!!!!!Di solito abbandono il mio pacchetto di chewingum solo prima di andare a nanna vorra’ dire che lo faro’ anche il giorno dell’esame,va bene???????????ivana

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  2. utente anonimo

    guardare negli occhi chi mi sta fronte!!!!no impossibile non lo faccio nemmeno col mio boys,faro’ di tutto per evitare lo sguardo.vorra’ dire che il giorno dell’esame mi presento con la francia.

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  3. Io ricordo che ho portato l’esistenzialismo all’esame di maturita’: Sartre, Heidegger, Kierkegaard, piu’ la poesia di W.H. Auden. Un argomento che mi piaceva un sacco! Uno dei commissari esterni era di filosofia, tutto compiaciuto, mentre mi stringeva la mano, mi fa - “..e ora cosa hai in mente di fare?”. Ho risposto – “pensavo Filosofia,  magari a Venezia, ma mi sa che alla fine resto qui a Trento a fare Scienze dell’Informatica, vedremo..”. Cosi’ e’ stato.. chissa’ dove sarei adesso, mi immagino seduto nel giardinetto di un bar fra le calli tutto preso ad intortarmi le fanciulle raccontandogli chissa’ cosa.. eheh! :) Non mi sono mai pentito pero’, mi diverto un mondo, e’ dura, ma siamo un bel gruppone, e per vie traverse devo anche a questa scelta l’aver conosciuto la mia ragazza, la mia fortuna, la mia meraviglia, l’Amore mio infinito (titolo di un bel libri di Aldo Nove, che vi consiglio).
    Un consiglio ve lo do anch’io: andate belli convinti, tanto e’ un attimo, il tempo passa cosi’ velocemente che non ve ne renderete nemmeno conto di aver gia’ finito.

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  4. Amore mio infinito mi piacque molto, anche per motivi generazionali, per così dire: c’è una rievocazione piuttosto tenera dell’infanzia anni Ottanta, con i suoi miti e le sue paure. Per Ivana. Ti confesso di essere molto depresso. Credo che anche io eviterò di guardarvi in faccia. Questa buffonata rituale delle mappe concettuali mi ha sfinito. Noto di sfuggita che nessuna di voi ha pensato ad una mappa sulla felicità, o sulla bellezza. Lugubre, la cultura: e più lugubre la scuola.

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  5. Chanel

    Questo è vero: chi parla a voce alta e dice le cose a raffica ha studiato tutto a memoria, qualche volta (per sua fortuna) riuscirà a prendersi un bel voto…. ma se capitasse di dimenticare tutto????
    Nel 2009 farò gli esami…. che paura!!!!(!!!!) Spero di mettere in pratica tutti i vostri consigli…GRAZIE!!!!

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