Didattica multimediale

1. Nel tentativo di pensare una scuola alternativa, diversa da quella basata sulla lezione frontale e sul manuale, non pochi credono di aver trovato lo strumento risolutivo nel computer, visto come la porta magica che apre alla scuola il mondo di un apprendimento divertente, senza sforzo, nel quale si è immersi nelle cose. Il più entusiasta, in Italia, è Roberto Maragliano, che nel suo Nuovo manuale di didattica multimediale sostiene che l’apprendimento tradizionale scolastico è monomediale (basato su un solo medium: il testo scritto), mentre è ora il caso di privilegiare un apprendimento multimediale Se l’apprendimento monomediale avviene per astrazione, quello multimediale avviene per immersione; se il primo privilegia la visione, il secondo ha come riferimento principale l’ascolto. “L’ascolto – scrive Maragliano – è immersione in un ambiente sonoro: è vibrazione del corpo, ‘risonanza’ con la fonte. La produzione di un forte evento investe la totalità del nostro organismo, la sollecita in profondità, modifica il nostro essere” (Nuovo manuale di didattica multimediale, Laterza, Roma-Bari 2002, p.209). Dalla televisione, il primo medium ad immersione, si sono sviluppati il videoregistratore, la videocamera, il videogioco e la multimedialità digitale (cdrom).

Io non rinuncerei così leggermente all’astrazione in favore dell’immersione. Sicuramente l’immersione è piacevole, ed è la modalità preferita dai giovani (ed anche dai meno giovani, che si riucono a passare gran parte della giornata davanti alla televisione). Ma il problema, a scuola, non può essere solo quello di rendere più piacevole l’apprendimento. Il vero problema è quale tipo di apprendimento si intende favorire. Sicuramente guardare un film sulla vita di Gesù Cristo è più piacevole (ed efficace, anche, se si tratta di apprendere le circostanze della sua vita) della lettura del Vangelo. Dubito però che potrebbe definirsi cristiano chi volesse mettere in pratica quello che ha visto in un film sul Cristo.
L’apprendimento per immersione esisteva già nel Medioevo, e basta entrare in una chiesa dell’epoca per rendersene conto. Gli affreschi nelle chiese avevano il compito di far apprendere al popolo analfabeta le circostanze della vita di Cristo e dei Santi. Rappresentavano la Bibbia dei Poveri (Biblia Pauperum). Al clero era riservato lo studio del testo sacro. Molti affreschi delle Chiese rappresentano dei capolavori dell’arte universale, e tuttavia non si può porre l’apprendimento iconico (anch’esso per immersione più che per astrazione) da essi stimolato sullo stesso piano (o addirittura su un piano superiore) di quello ottenuto attraverso lo studio e la meditazione della Bibbia.

2. I computer interagiscono con l’utente grazie ad un programma che si chiama sistema operativo, che si occupa della gestione generale delle operazioni della macchina. Il sistema operativo più diffuso è Windows della Microsoft. Il suo concorrente più diffuso è Linux. Ci sono due differenze importanti tra Windows e Linux. La prima è che Windows è a pagamento, mentre Linux è gratis (o almeno lo è in molte distribuzioni). La seconda è che Windows ha un codice sorgente segreto, mentre Linux mette a disposizione degli utenti il proprio codice sorgente. Nel primo caso è un po’ come bere una bevanda di cui non si conoscono gli ingredienti (come bere, insomma, la Coca-Cola).
Linux è ispirato alla filosofia del software libero, che riconosce all’utente di un software una serie di libertà, che vanno dalla libertà di usare il software a quella di modificarlo, introducendo miglioramenti, e di distribuirlo. Un software è concepito in questo caso come un’impresa comune per il progresso della conoscenza e dell’esperienza.
Windows e gli altri programmi della Microsoft (quelli della suite Office) sono di gran lunga i programmi più diffusi nelle scuole italiane, che contribuiscono in questo modo all’arricchimento di Bill Gates, creatore della Microsoft e uomo più ricco del mondo. Ma il punto è un altro. Le scuole (almeno le scuole pubbliche) dovrebbero essere guidate da una concezione della cultura e dell’esperienza come bene di tutti, impresa aperta cui ognuno dà il suo contributo, lavoro collettivo per la crescita individuale e comunitaria. Dovrebbe esserci, insomma, una convergenza naturale tra gli scopi della scuola pubblica e quelli del progetto per il software libero.

3. I primi esperimenti di apprendimento attraverso il computer furono ispirati dal comportamentismo, che come sapete considera centrale per l’apprendimento il rinforzo positivo o negativo di una azione. Il sistema era piuttosto semplice: forse anche semplicistico. Si presenta un compito, che può essere svolto bene o male. Se lo si svolge bene, il computer risponde un rinforzo positivo (ad esempio un applauso), se lo si svolge male, il computer risponde con un rinforzo negativo (un buuuu). Programmi ispirati a questa impostazione (chiamata Computer Aided Instruction) vengono usati ancora oggi, soprattutto per l’insegnamento elementare nell’area logico-matematica (alcuni, gratuiti, si trovano nella home page di Ivana Sacchi ).
Una visione molto diversa guida l’opera di Seymour Papert. Il computer per Papert offre possibilità inedita, che costringe a ripensare radicalmente struttura e finalità della scuola: la possibilità di costruire individualmente il proprio percorso di apprendimento. Il computer non dev’essere relegato nel laboratorio di informatica, ma diventare lo strumento proprio di un’educazione non direttiva. Papert elabora il Logo, un linguaggio di programmazione ipersemplificato, che permette ai bambini di dare istruzioni al computer per guidare i movimenti di una tartarughina. Una versione recente e più accattivante del Logo è Micromondi della Garamond.

4. Una svolta fondamentale in campo informatico si è avuta con la nascita di internet. La rete rappresenta una biblioteca sterminata, che potenzia in modo prima inimmaginabile le nostre possibilità di conoscenza, almeno per quanto riguarda il primo accesso alle infomazioni (per gli approfondimenti si rivela ancora insostituibile la biblioteca materiale). Internet è fondamentalmente una rete di ipertesti ed ipermedia. Per ipertesto si intende un testo strutturato non in maniera sequenziale (dalla prima all’ultima parola, dalla prima all’ultima pagina, come il libro stampato), ma con una struttura reticolare. Nell’ipertesto alcune parole sono attive, cliccacili (links), ed aprono altre pagine, che a loro volta hanno altri links, in un rimando potenzialmente infinito. Si parla di ipermedia quando i links rimandano non solo al testo scritto, ma anche ad immagini, suoni, video.
La diffusione dell’ipertesto stimola dunque un differente approccio alla conoscenza, uno stile di lettura alternativo e forse anche un nuovo modo di pensare. Si passa dal leggere al navigare. Chi è entusiasta di questo cambiamento sostiene il carattere interattivo della navigazione, le sue possibilità di espansione potenzialmente infinita. E’ esperienza comune, tuttavia, la necessità di stampare un testo trovato nella rete per potersene appropriare ed attuare tutte quelle operazioni (sottolineatura, annotazione, evidenziazione) proprio del nostro rapporto con il libro. Questa necessità può essere dovuta al fatto che siamo ancora abituati (per quanto ancora?) al libro stampato, ma potrebbe anche rivelare un bisogno naturale di avere sotto mano il testo, di maneggiarlo, di operare manualmente su di esso. Un bisogno che il computer, con il suo schermo oppositivo e frontale, non potrebbe soddisfare.

5. Un modo diverso di lavorare a scuola potrebbe essere, insomma, quello di creare ipertesti. Cosa che sembra semplice, e non lo è. Perché un ipertesto non è soltanto un testo tradizionale, cui sia stato aggiunto qualche link per renderlo navigabile. Ho detto che l’ipertesto stimola un diverso modo di pensare. Un ipertesto vero va costruito con una struttura realmente reticolare, in modo tale che la navigazione renda possibili percorsi alternativi, approcci differenti al tema, esperienze personalizzabili.
Esistono non pochi software per realizzare degli ipertesti. Amico della Garamond è un programma il cui pregio principale è la straordinaria facilità di impiego, che ne rende agevole l’uso anche da parte dei bambini delle elementari. Uno strumento un po’ più complesso è Promenade Plus, nato presso il Laboratorio di Tecnologie Audiovisive dell’Università di Roma Tre, che permette di costruire una mappa dell’ipertesto con indicazione dei nodi e dei collegamenti ed un motore di ricerca interno. Un programma singolare è Textis Plus, un programma che si ispira al romanzo Il gioco delle perle di vetro di Hermann Hesse, in cui si parla di una provincia pedagogica (la Castalia) nella quale una classe di intellettuali si dedica ad un gioco che fa interagire linguaggi (filosofia, matematica, musica, arte) ed epoche storiche. Textis non crea ipertesti, ma trame ipertestuali: da ogni testo si estraggono delle perle, che vengono tessute con altre perle, tratte da altri testi, in una trama unitaria.

6. Un ultimo strumento per fare didattica attraverso il computer è il blog. In che modo si possa realmente usare questo strumento per fare scuola in modo diverso è quello che sto cercando di capire attraverso Durkheim Party. Probabilmente la cosa più intelligente sarebbe considerare il blog come il luogo in cui vengono depositati – e messi a disposizione della comunità – i testi elaborati dalla classe. La quale dovrebbe strutturarsi come un gruppo di ricerca o, se preferite, come la redazione di una rivista on-line. Ma è una cosa che richiede un impegno non trascurabile, sia dei docenti (che non saranno più trasmettiori di saperi già confezionati, ma proporranno e guideranno piccoli programmi di ricerca) che degli alunni.

Risorse

Video-intervista a Clifford Stoll, autore del libro Confessioni di un eretico high-tech.

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12 pensieri su “Didattica multimediale

  1. Buongiornoooooooo!come va?quest’anno abbiamo la XXXXX… e ce la mettono sempre alla prima ora… ci addormentiamo!!! è inutile dire che non esiste paragone con te! siete come due rette parallele anche all’infinito non avrete mai un punto in comune!!!!! dopo tutti questi complimenti speriamo non ti sia gasato troppo! quest’anno purtroppo siamo proprio sole: senza te, De Lisi… abbiamo una bellissima notizia non abbiamo più la XXXXX!!.. per fortuna,e abbiamo XXXXX e ora sappiamo veramente cosa significa studiare inglese. queste sono gli ultimi aggiornamenti della nostra vita scolastica. speriamo di avere presto una tua risposta. guarda che ci teniamo!? speriamo di restare in contatto tramite questo sito e di vederci anche di persona… PS: saluti dalla classe!!!

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  2. Care Antonella e Tina, ho ripubblicato il vostro commento dopo aver cancellato i nomi. Cercate di capire, per favore, che qui possono leggere tutti, e che certi giudizi possono ferire ed offendere. Un abbraccio e saluti a tutte.

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  3. utente anonimo

    Professoreeee!!!!!!! ogni volta è un’emozione più forte sapere che ci pensi.. ma i professori buoni non si dimenticano mai e ti restano scolpiti dove pochi possono leggere. Miriam insiste nel dire che ti devo salutare da parte sua e quindi: CIAOOOOOOOO!!
    Un saluto anche da Rosanna che mi dice che sta male perchè l’altra volta non ti ha mandato i suoi saluti!
    appena ho letto la tua risposta qui in sala informatica c’era un tifo da stadio!!!!! Bhè ci sentiamo e spero che ci vediamo presto!!! poi se proprio non ci vediamo ti veniamo a trovare noi a Foggia… PS: ti vorremo bene per sempre!!!!

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  4. utente anonimo

    aribuongiorno!!!!abbiamo letto la vostra risposta e pensiamo proprio che abbiate ragione la prossima volta staremo più attente!cmq la vostra mancanza si sente…speriamo sia lo stesso anche per voi. Sarà difficile dimenticarsi di noi perchè ve ne abbiamo fatte passare di cotte e di crude,tanto da farvi mettere una x sulla famosa 4Q;anche se saranno proprio queste le cose che renderanno vivi i ricordi di noi alunne e di voi professore. Per noi non siete stato un semplice prof. ma un compagno di viaggio che ci ha accompagnato nei momenti difficili ma soprattutto nei momenti belli della nostra esperienza scolastica.TVBno con il cuore ma con l’anima,Perchè un giorno il cuore smetterà di battere,mentre l’anima vivrà in eterno. Un saluto dalla 5Q in partico9lare da Miriam,Arcangela,Antonella e Tatiana

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  5. utente anonimo

    Ciao prof come va nella nuova scuola?comunque siamo sicure che i nuovi alunni non ti ci affezioneranno mai come lo abbiamo fatto noi!Però potevate restare quest’ultimo anno con noi,specie io ke ho il debito non so come fare,io ke ho sempre odiato la pedagogia quest’anno in quell’ora vorrei scappare….marianna dice:”come siamo messi a ragazze?io mi sono trovata il fidanzato e indovinate come si kiama…….ANTONIO!Rosanna invece ha sempre lo9 stesso ormai da quasi3anni tra poco si sposano…..”sono mikelaa olaaaa purtroppo sto kon il mio mocio vileda,vi verrò a trovare io insieme alle altre ma fumeremooooooo!ora prof ti sautiamo spero ke resteremo in contatto

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  6. nicoletta

    ciao prof sono nicoletta della seconda e volevo fare um bel tema sulla scuola ma sinceramente non mi viene niente in mente.Quando posso ti scrivo molto volentieri anche perché il computer non é mio ok risp se puoi se no non fa niente

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  7. nicoletta

    prof stasera vengono i miei genitori e sicuramente mio padre si riprenderà il computer quando potrò ti scriverò altri commenti e altre domande (non pensare speriamo di no!scherzo)comunque mi ha fatto molto piacere entrare su questo sito grazie delle tue risposte alla prossima prof T.V.B Risp

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  8. nicoletta

    prof non riesco a capire perchè il sabato a scuola non facciamo più il laboratorio di didattica!Ma ti ha dato fastidio qualche nostro comportamento o è che ti sei scocciato a leggere le nostre risposte stupide !se puoi risp

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