La religione della maternità

La madre, abbiamo visto, ha un ruolo fondamentale per l’equilibrato sviluppo di un individuo: al punto che l’allontanamento prolungato dalla figura materna può provocare addirittura la morte. Un fenomeno meno studiato è quello dei danni psicologici provocati dalla presenza della madre. Da madri, cioè, che interpretano il loro ruolo in modo ossessivo ed esasperante.

So che avete il mito della famiglia, e che questo argomento non potrà farvi piacere. Voglio però proporvi una pagina di Marcello Bernardi, che è stato uno dei più famosi pediatri italiani. La pagina è tratta Educazione e libertà (Fabbri, Milano 2002), un libretto di piacevolissima lettura e provocatorio al punto giusto, dal quale nel corso dell’anno trarremo forse qualche altro spunto di riflessione. Dice Bernardi che la madre è fondamentale per la socializzazione del bambino, ma che può diventare dannosa nel momento in cui, non accontentandosi di essere madre, diventa Madre. Nel primo caso, svolge le funzioni strumentali proprie della madre; nel secondo caso, la maternità diventa la sua missione, il compito cui sacrifica ogni altro aspetto della propria esistenza. La Madre non risponde alle necessità del figlio, ma ad una religione della maternità.

Ecco Bernardi:

La Madre ufficiale non pensa tanto alla felicità del figlio quanto al successo di costui. Se il piccolo è un lattante dev’essere grasso, se è uno scolaro dev’essere bravo, se è uno sportivo dev’essere un campione, e così via. Ma l’amore, si dice, dovrebbe essere fatto di gioia, di piacere, di accettazione, di generosità. Invece no: la preoccupazione di recitare bene la propria parte induce la madre a diventare un manager, a ottenere trionfi, a produrre risultati, a conseguire primati. In tal modo ogni tenerezza finisce per scomparire nel rapporto tra madre e figlio, ogni piacere è offuscato dall’efficientismo, ogni gioia si smorza, ogni generosità naufraga nell’alienazione generata da un malinteso senso del dovere.
Ma poi ciò che ho chiamato religione della maternità è causa di un’altra conseguenza, forse ancora più grave: il figlio si trasforma in oggetto di proprietà della madre. Egli non può avere una sua vita indipendente, egli deve vivere secondo il dettato materno. Ogni sacrificio deve essere premiato, secondo il moralismo corrente, e il sacrificio della madre deve essere premiato dall’eccellenza del suo prodotto, cioè dalla perfezione del figlio. Costui diventa allora un feudo intoccabile in cui la madre colloca ogni sua aspirazione, ogni motivazione del suo operare e anche ogni suo problema.

Advertisements

21 pensieri su “La religione della maternità

  1. Ciao Prof complimenti…….avete scelto un tema molto importante per l’educazione del bambino!!!!!!!!Penso che la madre ha un ruolo molto importante per socializzazione . spesso però non soddisfatta della sua vita crea dei problemi al bambino!!!!la cosa piu giusta da fare è accontentarsi di quello che si ha e non pretendere l’impossibile!!!!!

    Mi piace

  2. utente anonimo

    sono del parere che il ruolo della madre è molto importante ma è altrettanto vero che è molto difficile stare in quelle vesti.è molto facile dall’esterno dire:se fossi sua madre….credo che invece nel momento in cui si diventa genitori,non si sa mai come comportarsi….il troppo o il troppo poco,comporta sempre delle conseguenze.genitori troppo ossessivi o poco presenti non sono quelli ideali quindi mi chiedo:qual’è la via di mezzo?o meglio esiste una via di mezzo da imboccare per una giusta educazione?

    Mi piace

  3. io penso che fare la mamma è un compito difficile,e penso che la mamma non deve influenzare o costringere l’individuo a fare qualcosa che non si vuole fare(ad esempio laurearsi,diventare avvocato,sposarsi con una persona ricca ecc.)ma ognuno di noi è libero di agire anche se i consigli e le opinioni di una mamma non fanno male.

    Mi piace

  4. utente anonimo

    beh,diciamo che non ho nemmeno letto il vostro documento ma dando uno sguardo al commento salvato ho potuto facilmente capire di che cosa si parla!!!!!anch’io credo che la madre abbia un ruolo particolarmente importante nella vita di un bimbo che diventerà fanciullo e poi adolescente e poi adulto….arrivati a questo punto credo però sia opportuno definire giusto qualche punto per arrivare ad una definizione concreta…il ragazzo arrivato ad una certa età ha bisogno dei soli consigli della madre e non delle sue imposizioni…credo davvero che il ragazzo arrivato ad una soglia sappia da solo affrontare situazioni particolari,in quel caso le imposiziioni della madre servono solo a creare un certo disturbo…non è normale almeno ai miei occhi che non si debba dare ai figli la possibilità di individuare da soli l’errore commesso,la parola detta sbagliata,il comportamento poco opportuno in quel momento!!!!è sicuramente vero e io lo condivido sicuramente che la madre è una sola e io cercherò di allontanare da me ogni qualcuno che voglia portarmela via…..non è difficile riuscire a coivivere con i genitori…l’importante è rimanere al proprio posto e spostarsi solo in situazioni particolari non eccedere con i troppi pareri,non essere iper protettivi,non restringere troppo il momento di svago,(dato che a mio parere serve di sicuro anche quello)non intrufolarsi troppo nelle vicende personali,non inpicciarsi troppo….Questa sono le regole(nel significato minimo del termine)che devono esserci in un rapporto tra madre e figlio in qualsiasi età in qualsiasi tempo!!!!!P.S.prof degnatevi di rispondere ok?

    Mi piace

  5. utente anonimo

    Sono venuta su forse con il minor numero di attenzioni da parte di mia madre…non sono qui per screditarla,anzi,mi ha sempre dato modo di decidere con la mia testa

    Forse saro’ la ragazza venuta su con il minor numero di attenzioni possibili…parlo di quelle attenzioni di cui un ragazzo non ha bisogno…o senza delle quali non vivrebbe da “cani”.
    Dunque…dunque…Bernardi dice:”Ogni sacrificio di una madre deve essere premiato dall’eccellenza del suo prodotto,cioe’ dalla perfezione del figlio…vediamo se ho capito bene il concetto,se qualcuno un giorno si trovasse a gidicarmi e a mia madre che tirerebbe i pomodori?tornero!

    Mi piace

  6. utente anonimo

    Siamo d’accordo con ciò che Bernardi ha enunciato nel suo libro “Educazione e libertà”: la madre assume un ruolo fondamentale nel bambino soprattutto nei primi mesi di vita, ma allo stesso tempo un ruolo egoistico solo con lo scopo di arrivvare a realizzare se stessa attraverso costui. In questo modo viene limitata la libertà del fanciullo, poichè essendo legato affettivamente fin dalla nascita a questa figura e non volendo provocarle un dispiacere, non “riesce” ad opporsi.

    Mi piace

  7. utente anonimo

    a sol pensiero di diventare mamma mi spaventa per il semplice motivo che sicuramente non sarei in grado di svolgere al massimo il mio ruolo e avrei tanta paura di commettere tantissimi errori e creare cosi’ un’uomo sbagliato….

    Mi piace

  8. Quel che dice la ben nota prolissa è ovviamente condivisibile: vorrei però che leggesse, prima di commentare.
    Ad Eleonora dico che il confine tra il bene ed il male, tra il giusto e lo sbagliato, tra la premura ed il ricatto sentimentale, tra l’amore ed i suoi infiniti surrogati è molto sottile: la vita, qualunque cosa si faccia, è camminare su un filo. Non so quali siano esattamente i criteri per non cadere da quel filo. Uno forse può essere quello di relativizzare noi stessi. O detto altrimenti: di essere meno egoisti. Non totalmente privi di egoismo (cosa forse impossibile): ma ragionevolmente egoisti. I due errori del genitore assente e del genitore ossessivo nascono in fondo da questo stesso errore. Nel primo caso, si trascura il figlio per eccessiva cura di sé; nel secondo, si cerca di farne una copia (la bella copia) di se stessi.
    Alla anonima delle 9.46 chiedo perché pensa che un ragazzo abbia meno bisogni di una ragazza. Alla anonima delle 9.52 faccio osservare che è proprio la volontà di svolgere al massimo
    che rende certe madri ossessive. A tutte chiedo di firmarvi, altrimenti questo diventa un confuso sussurrare nel buio.

    Mi piace

  9. utente anonimo

    Non sono una madre,non so cosa si provi,ma mi sforzo di immaginare.Penso che l’amore di una madre sia difficile da definire,ma nel momento in cui si proietta la propria vita esclusivamente su quella del proprio figlio,non penso che si tratti di amore e a dir la verita’ non riuscirei a parlare nemmeno di egoismo…Spesso innalzano i loro figli come trofei non per gridare al mondo quanto grande e’ stato il loro sacrificio e quanto immenso il risultato parlando con la stessa terminologia di Bernardi…ma piuttosto per l’orgoglio di aver donato ai propri figli tutto cio’ che loro non hanno mai avuto.Certo,non penso sia il caso di generalizzare ma non penso sia un errore fare di un figlio la motivazione dell’operare di una madre…di tutte le sue aspirazioni,ma rivarsare su di lui i propri problemi o dargli la causa dei fallimenti di tutta una vita allora la cosa cambia…la mia opinione cambia…a quel punto ci vedo un tema a se!

    Mi piace

  10. utente anonimo

    sono d’accordo anch’io ke la madre ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del suo bambino e credo proprio ke dediki o meglio vive per lui,nn bisogna assolutamente giudicare in ke modo svolge il proprio ruolo perkè ognuna di loro ha un modo diverso di dare amore

    Mi piace

  11. utente anonimo

    madre,padre..mah..in una famiglia numerosa come la mia ho dovuto e voluto far riferimento solo a me soprattutto per quanto riguarda la scuola…si può dire che mi autoconsiglio.non sanno i miei sogni ma non si interessano mica.. meglio così…influenzare è sbagliato quindi in base alla propria esperienza di vita bisogna capire i propri errori e saper andare avanti senza preoccuparsi di chi non si preoccupa.

    Mi piace

  12. utente anonimo

    noi siamo d’accordo con ciò che afferma Bernardi in quanto una madre deve limitare il suo compito ad educare il proprio figlio non secondo le proprie aspettative ma bensì prendendo in considerazione le capacità e le ambizioni del figlio.Se così non fosse,a nostro parere,il bambino maturerebbe senza una propria personalità.Però non dobbiamo dimenticarci che esiste anche la figura PATERNA che molto spesso passa in secondo in piano nonostante molte volte quest’ultimo diventa un modello da seguire…X la IV Q siete daccordo con noi?aspettiamo una vostra risposta.

    Mi piace

  13. utente anonimo

    Secondo me il ruolo fondamentale di una madre è quello di occuparsi nel miglior modo possibile del suo bambino.Questo però non significa che il suo ruolo deve essere ossessivo.ogni madre deve rispettare il volere del proprio figlio e deve saper accettare sia i successi che gli insuccessi.Quindi sono d’accordo con Bernardi,ogni madre non deve mostrare il figlio come un trofeo,come il migliore a tutti i costi.Un figlio non è un oggetto da mostrare agli altri,ma è una persona importante da voler bene.Questa è la mia opinione se non la condividete rispondetemi!……

    Mi piace

  14. utente anonimo

    sono anch’io daccordo che il crescere un bambino sia una cosa bellissima,ma allo stesso tempo difficilissima.Io non sono mamma,ma ho alcune amiche che lo sono e vedo dai loro volti distrutti dai loro squardi stanchi che è un lavoro difficile.. molto difficile!!! Penso..o almeno mi hanno sempre spinta a credere che l’amore di una madre per i propri figli è uguale.. cioè la madre vuole bene ai propri figli tutti nello stesso modo.. ma io non ci credo molto.. sembrerò contaddittoria, ma è così… Io non ricordo una carezza di mia madre, o un bacio, oppure un semplice “ti voglio bene” detto col cuore.. Questo mi fa soffrire quando ci penso e mi fa anche tanta rabbia,e spero che nel tempo se avrò la fortuna di avere dei figli mi comporterò diversamente:li saprò.. o almeno cercherò di educarli nel modo più giusto ma con le coccole, con i “ti voglio bene”, con le carezze, con i baci,e con tutte le altre cose che mia madre non mi ha mai dato… E’ sicuramente una mia “amica”,è sicuramente la mia mamma, ma sicuramente non avrò molti ricordi belli su cui volare col mio pensiero…

    Mi piace

  15. utente anonimo

    X quanto riguarda la mia esperienza xsonale devo dire che mi sento molto fortunata perchè ho un bel rapporto con la mia famiglia anke xkè mia madre non mi ha mai obligata a fare qualcosa che io non volessi fare anche se lei sapeva che in quel momento non era la cosa giusta.Cmq x me il rapporto madre-figlio dovrebbe essere esattamente così.adesso volevo rispondere a michela.ti volevo dire che mi dispiace tanto x la tua esperienza ma ti volevo dare un consiglio:se i tuoi genitori non si interessano a te fai tu il primo passo e cerca Tu di coinvolgerli e di condividere con loro i tuoi sogni e le tue paure so che è difficile e che ci vuole l’0impegno anche da parte loro e magari conoscendoti sembra quasi che tu ti sottometta a loro ma ti assicuro che ne vale la pena xkè non c’è niente di + bello dell’ amore materno e paterno.provaci magari anche parlandogli e vedrai che in futuro non te ne pentirai.

    Mi piace

  16. utente anonimo

    a inco…sono perfettamente d’accordo ma essere madre non è un mestiere che si insegna….lei è forgiata comunque da una sua indole che se è negativa per noi dobbiamo accettare perchè qualunque tipo di amore ci fa dimenticare gli obiettivi principali…..anche quello di indirizzare il proprio figlio secondo le sue attitudini….

    Mi piace

  17. utente anonimo

    a antonella…volevo dirti che a porovare ci provo…ma per loro sono solo sciocchezze perchè danno per scontato che me la sappia cavare da sola……infatti….preferisco gli amici….e poi piu’ di tanto nn mi preoccupo perchè non mi manca niente solo la poca considerazione delle mie attitudini-

    Mi piace

  18. utente anonimo

    X anna:molte volte è difficile esprimere i propri sentimenti fose xkè si ha paura di essere derisi o magari x la paura di apparire “deboli” cmq questo non significa che non ti voglia bene certo se te lo dimostrasse e te lo dicesse sarebbe diverso ma non muterebbe la quantità di amore che nutre nei tuoi confronti.scusa ma l’ora è finita e non posso scrivere altro

    Mi piace

  19. utente anonimo

    XAnna:hai pienamente ragione!!!!!in una società come la nostra non è facile educare un figlio,infatti pensando ai miei genitori non so come facciano ad avere tanta pazienza e consigli giusti al momento giusto!Inoltre credo ke aldilà dell’educazione ke una madre può dare ad un figlio ci sia un sentimento + grande ke in un certo senso porta a mettere in secondo piano quegli errori involontari ke una madre può commettere……

    Mi piace

  20. utente anonimo

    in questo mondo dobbiamo tener conto di noi stessi…io non ricordo un bel niente di mia madre……..lei mi dice comunque che ha avuto tanti problemi e che sono stata una fortuna a essere così autosufficiente…ma và era l’unica alternativa per andare avanti…..

    Mi piace

  21. Andrea Perris

    mi piacerebbe che si cominciasse a parlare di quando i padri sono invasivi, controllanti, nonrispettosi…pare che i padri vadano sempre bene (solo quando sono abusanti allora hanno una paternità distruttiva) inaltri casi sei padre? Qualunque cosa va bene..faccio presente che quando c’è una madre invadente c’è sempre un padre assente o padere figlio che delega alla moglie mamma il ruolo genitoriale…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...